<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607</id><updated>2011-12-03T10:14:19.813+01:00</updated><title type='text'>IppocampoBlog</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>57</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-6807977868640782309</id><published>2011-04-21T20:24:00.001+02:00</published><updated>2011-04-21T20:43:35.859+02:00</updated><title type='text'>IL VENERDI' SANTO</title><content type='html'>" Urazion de Vendri sent&lt;br /&gt;cn'a nè fin, nè cominciament"&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gEUyldRrgk4/TbB6HoSSEWI/AAAAAAAAAHI/S_khks_wBbU/s1600/venerdi%2Bsanto%2B1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="320" width="238" src="http://3.bp.blogspot.com/-gEUyldRrgk4/TbB6HoSSEWI/AAAAAAAAAHI/S_khks_wBbU/s320/venerdi%2Bsanto%2B1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bisnonna annunciava così la lunga orazione sulla passione di Gesù. &lt;br /&gt;E continuava:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Urazion de Vendri Sent, &lt;br /&gt;la Madona la fa un gran pient,&lt;br /&gt;un gran pient e un gran dolor,&lt;br /&gt;la passion de nost Signor."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era il Venerdì Santo, il giorno del silenzio e della preghiera. Le campane, legate, tacevano. &lt;br /&gt;I giochi in strada erano interrotti. Si andava in Chiesa a visitare i Sepolcri. Non c'erano fiori, nè ornamenti; statue e dipinti erano velati di drappi viola. Attorno all'altare erano disposti i vasi con il grano verde pallido, fragile perchè cresciuto al buio. Era l'unico verde ammesso in Chiesa, simbolo della morte oscura che sarebbe tornata alla luce della vita. &lt;br /&gt;Si girava in ginocchio intorno al grande Crocefisso deposto in terra, nell'abside . Alla fine le ginocchia dolevano: si faceva penitenza. Si dovevano recitare trentatrè paternoster, uno per ogni anno della vita di Gesù, ma si perdeva il conto e bisognava ricominciare da capo.&lt;br /&gt;Nelle case, a capo dei letti, erano appesi i rametti d'ulivo benedetto nella Domenica delle Palme. Ce n'erano anche nelle stalle e disposte a croce all'inizio dell'orto per proteggere animali e raccolto. Alcuni rami erano stati deposti devotamente nel cassettone insieme alle candele benedette della Candelora. In caso di temporale, le candeline e le foglie d'ulivo avrebbero arso per calmare la furia del vento e della grandine. &lt;br /&gt;Il Venerdì si digiunava, ossia si mangiava ancor meno degli altri giorni. Ci si accontentava di minestra matta ( senza uova) cotta nell'acqua e condita con un "cincinin" d'olio o di conserva. Il pomeriggio si andava a Rimini a visitare i Sepolcri, o in Chiesa per la funzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Croce senta, croce degna,&lt;br /&gt;Dii mi schempa, di mi tenga&lt;br /&gt;Dii mi schempa d'ogni mis&lt;br /&gt;Dii mi porti in Paradis&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-tNfBEi5gb1k/TbB6dctk8dI/AAAAAAAAAHQ/sLV2YnbUzxE/s1600/venerdi%2Bsanto%2B2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="218" width="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-tNfBEi5gb1k/TbB6dctk8dI/AAAAAAAAAHQ/sLV2YnbUzxE/s320/venerdi%2Bsanto%2B2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivava il sabato, il giorno magro dell'attesa. I bambini andavano a far benedire le uova in cestini guarniti dai tovaglioli più belli. Più tardi tornavano ancora vicino alla chiesa, sedendosi sui gradini, silenziosi, in attesa che scigliessero le campane.&lt;br /&gt;A mezzogiorno le campane si mettevano a squillare a festa. Al loro suono allegro facevano eco altri suoni gioiosi di campane lontane; l'aria tiepida di Aprile  ne vibrava. Al primo scampanio, già tutti correvano alle fontane a bagnarsi gli occhi. Volevano significare le ultime lacrime versate per Cristo morto, ed essendo benedette, avrebbero preservato dalle malattie agli occhi. La fontana della piazza era affollata da gente che chiaccherava, allegra. I bambini giravano attorno a stormi gioiosi, come rondini.&lt;br /&gt;Si tornava al lavoro con maggiore energia. Si accendevano i forni e si cuocevano le pagnotte e le ciambelle. Che aromi nell'aria! Le uova benedette bollivano sul fuoco. Si sacrificava una gallina del pollaio per il brodo dei passatelli di Pasqua. Le bambine andavano alla fossa dei mulini a raccogliere viole. Ne facevano mazzetti che ornavano con un centrino di carta ritagliata a merli da disporre dinanzi alle immagini benedette e da donare alle mamme e alle zie.  Altri andavano in campagna, lungo i rii, per raccogliere narcisi e pasqualotti. I mazzi odorosi  avrebbero profumato la Chiesa e le tavole di Pasqua.&lt;br /&gt;Il sabato era tutto un indaffararsi, un via vai, un chiaccherio che invadeva il paese di serenità. &lt;br /&gt;Si mettevano all'aria i vestiti preparati per la festa dell'indomani, si davano gli ultimi punti al vestito nuovo; si tiravano fuori dalle casse le tovaglie più belle, si stirava, si spazzolava, si lucidava.&lt;br /&gt;Era ancora Vigilia, si cenava con erbe amare ( radicchi, cicorie) condite con molto aceto e l'immancabile piada.&lt;br /&gt;Dopo cena , si pregava&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'urazion dè Paradis,&lt;br /&gt;chi la sa e chi la dis&lt;br /&gt;chi la sa e chi la chènta&lt;br /&gt;us guadagna gloria sènta.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-IdXI3luk4y8/TbB6tO20kII/AAAAAAAAAHY/25qaecow5vA/s1600/venerdi%2Bsanto%2B3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="315" width="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-IdXI3luk4y8/TbB6tO20kII/AAAAAAAAAHY/25qaecow5vA/s320/venerdi%2Bsanto%2B3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'indomani la mamma destava i bambini: "Sveglia! E' festa di domenica, la Pasqua del Signore"  Li attendeva la colazione con la ciambella e l'uovo benedetto. Si prendeva l'uovo con devozione, si baciava, poi si recitava il Paternoster mentre si "sbucciava" con cura.&lt;br /&gt;Al "cozli" venivano attentamente raccolte in un piattino perchè non si disperdessero che dovevano pio essere bruciate nel camino. Si beveva il caffelatte amaro con la pagnotta dolce con l'uvetta e l'anice.&lt;br /&gt;Gli uomini preferivano il salame e l'albana. Ci si vestiva a festa. Se possibile ognuno indossava qualcosa di nuovo: una camicia, un nastro, una maglia.&lt;br /&gt;Tutti in ordine e lustri si andava alla Messa solenne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Lunedì era il giorno della merenda all'aria aperta. La gioventù sciamava alle "Grazie" sul colle di Covignano. Le ragazze con la camicette nuove, i ragazzi "se' sulein" si davano arie e si lanciavano occhiatine.&lt;br /&gt;Le famiglie preferivano andare a spiaggia e godersi il primo sole. I bambini giocavano alla "rozla" sulle dune con le uova sode. I più piccoli rincorrevano i gabbiani. Le rondini stridevano rincorrendosi. La maretta cantava la canzone della primavera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giorni d'Aprile scorrevano indaffarati. Le bandierine delle nasse garrivano tra le onde verdeazurre. SAltarelli e cogolli tendevano le loro trappole ai pesci. Lontano delfini giocosi facevano acrobazie.&lt;br /&gt;Negli orti si zappava, seminava, piantava. Si raccoglievano i porri ed i primi ravanelli. Si potavano siepi e sempreverdi. Si mettevano i tutori a piselli e fave.&lt;br /&gt;Sulle siepi teorie di panni erano stesi ad asciugare.&lt;br /&gt;Dalle campagne i contadini giungevano alla spiaggia con i loro carri carichi di panni, donne e bambini. Le donne lavavano i grossi lenzuoli nelle fosse e li stendevano sulle dune. I buoi sonnecchiavano vicino all'acqua, i bambini si spruzzavano ridendo.&lt;br /&gt;Fiori sbocciavano ovunque. Vicino ai muri profumavano le serenelle. Teorie di rigidi Iris azzurri e viola contornavano i vialetti. I fiori degli albicocchi sembravano di porcellana. Andando oltre la ferrovia, affacciandosi sugli orti, Aprile offriva uno spettacolo poetico. Lungo la recinzione della strada centinaia di peri, allevati con arte a spalliera, erano coperti del bianco di infiniti mazzi profumati. Ai loro piedi, lungo la scarpata, fiorivano latte di gallina, margherite e colichini formavano una cascata lattea. Robinie odorose lasciavano al vento i loro petali.&lt;br /&gt;Rosei fiori di pesco sottolineavano l'angolo di un'aia. La pioggia di Aprile accendeva riflessi iridescenti sui verdi degli orti, esaltava i colori, rifletteva il mutevole cielo primaverile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emanuela Botteghi da  'Un cassetto in fondo al cuore ' di Tecla Botteghi &lt;br /&gt;per l'Associazione Ippocampo Viserba&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-6807977868640782309?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/6807977868640782309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/04/il-venerdi-santo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6807977868640782309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6807977868640782309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/04/il-venerdi-santo.html' title='IL VENERDI&apos; SANTO'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gEUyldRrgk4/TbB6HoSSEWI/AAAAAAAAAHI/S_khks_wBbU/s72-c/venerdi%2Bsanto%2B1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-6279361230247861011</id><published>2011-04-01T13:26:00.000+02:00</published><updated>2011-04-01T13:26:26.889+02:00</updated><title type='text'>la villetta del "DRAKE" E.Ferrari</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;A Viserbella l’ultimo rifugio felice&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;La villetta del Drake, il ricordo di chi lo conobbe.&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;(articolo pubblicato su “Il Resto del Carlino” del 14 febbraio 2003&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E’ la casa in cui Enzo Ferrari e l’amato figlio Dino trascorsero gli ultimi giorni di vacanza. Quella casa c’è ancora. In via Palos a Viserbella, anche se del Drake non conserva alcun segno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;“L’abbiamo comprata nel 1991 dagli eredi Ferrari – spiega il proprietario Alberto Pesaresi. Purtroppo veniva da un lungo periodo di abbandono. Per aprire la porta bastava una spinta ed era stata saccheggiata a più riprese. Mi hanno sempre raccontato di una mattonella col simbolo del cavallino. Evidentemente hanno portato via anche quella… peccato”. Se Alberto Pesaresi vive nella casa del Drake, Bruno Militi , che vive a Viserbella in una casa piena di coppe, targhe e oggetti d’arte, ebbe l’onore di condividere quei giorni con Enzo e Dino Ferrari. Militi, progettista di aerei, col suo lavoro incessante in giardino attirò la curiosità del figlio di Ferrari, che sbirciava dalla siepe la nascita di idrovolanti, canoe, motoscafi… “Dino veniva in vacanza a Viserbella – raccontò al Carlino Militi qualche anno fa – a cento metri da casa mia. Parlavamo di elica, portanza, resistenza all’avanzamento. Alla fine diventammo amici e suo padre chiese di vedermi. Che emozione: ebbi conferma delle mie supposizioni. Si trattava proprio del Drake che veniva a Viserbella in incognito per evitare i perditempo. Varcai quel cancello con grande emozione. La madre di Dino, Laura, mi invitò poi a passare una settimana a Modena. Un’ospitalità che si ripeté ogni anno. Da loro conobbi Nuvolari, Ascari, Fangio, il principe Byra, cliente arabo della Ferrari.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dopo la morte di Dino i Ferrari tornarono poche volte a Viserbella. “Una volta Enzo – Dino era già scomparso- vide decollare il mio secondo aereo e mi invitò a casa. Ci abbracciammo. Non lo vedevo da anni. Mi indicò i possibili sviluppi del mio aereo e si complimentò con me. Mi propose anche di trasferirmi a Modena. “Venga con noi, abbiamo bisogno di un esperto in aerodinamica”. Rimasi però a casa. Molti anni dopo, come insegnante, gli chiesi di portare i miei allievi a Maranello. Conservo ancora la lettera con la quale mi scriveva che sarei stato il benvenuto.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;M.Cristina Muccioli per ass.IPPOCAMPOVISERBA&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-6279361230247861011?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/6279361230247861011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/04/la-villetta-del-drake-eferrari.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6279361230247861011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6279361230247861011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/04/la-villetta-del-drake-eferrari.html' title='la villetta del &quot;DRAKE&quot; E.Ferrari'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-5513518055497386876</id><published>2011-03-21T21:17:00.001+01:00</published><updated>2011-03-26T20:03:36.060+01:00</updated><title type='text'>18 marzo la focheraccia di S.Giuseppe"</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;18 marzo 2011.. LA FOCHERACCIA di S.Giuseppe a Viserba&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il mare d'inverno,direbbe una canzone,con tutto il calore ed i mille colori di una festa estiva:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;era una nuova Viserba quella che ieri sera ha riempito Piazza Pascoli e la via Dati nel tratto che va da via Polazzi alla Via Roma, viserbesi doc, nuovi viserbesi e molti curiosi da luoghi vicini.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L'anno scorso,come cronisti d'assalto,noi Ippocampini,alla ricerca di vecchi e nuove memorie locali,abbiamo attraversato quella serata nel tentativo di leggere ed integrarci nella festa paesana, intuendo una voglia nuova, un sistema paese al quale abbiamo voluto dare il nostro contributo di giovane associazione, innamorati dell'idea di far tornare Viserba una realta' viva,dinamica, intellettualmente propositiva e tanto,tanto festaiola.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sull' onda del sentimento patriotico dei 150 anni dell'Italia, oserei dire che ieri sera &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“ VISERBA S'E DESTA”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Allora onore e merito agli organizzatori, comitato Commercianti del centro“Promoviserba”,Comitato Turistico, presidente di quartiere,bagno Playa Tamarindo e l'Associazione culturale Ippocampo che ci hanno fatto vivere una serata speciale,ma soprattutto grazie alla gente che sta'dimostrando di sentirsi nuovamente a casa, nel proprio territorio,generosa e ospitale come tradizione vuole,emblematica la distribuzione gratuita da parte dei commercianti di&amp;nbsp; cibo,dolciumi e bevande&amp;nbsp; ad amici,passanti e curiosi nel pieno spirito dell'ospitalita' romagnola.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Allo sbocco a mare del negozio 71, hanno fatto il classico pienone,sono le 21,30 un muro di gente ci separa dal tavolo della distribuzione,saliamo sulla terrazzina adiacente..a domanda ci rispondono di aver distribuito oltre 1000 piadine,cotto 700 morelli di salsiccia ed offerto 30 kg di sardoni...un doveroso grazie alla fam. Sivieri ed al Gruppo della scoglira, impareggiabili cucinieri,buongustai e indispensabili braccia operanti.......la spiaggia e'&amp;nbsp; affollatissima, tutti hanno bocca e mani impegnate, i bambini&amp;nbsp; si arrampicano chiassosi su dune di protezione, il grande falo'poi,come da consuetudine è proprio di fronte, forse&amp;nbsp; un po' troppo presto acceso ,quasi ad invocare l'inizio di una primavera che stenta ad arrivare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Viserba si e' accesa di musiche e parole per allietare 5000 presenze che riempiono quattro zone del centro: se la GP Band suona in fondo al viale Polazzi e gli intervenuti si abbuffano dei dolcetti offerti dalla pasticceria Reale,gli AFTER GOD si esibiscono in una musica funk metal,nello sbocco a mare di via Roma davanti ad un giovane pubblico ed a una signora ultra ottantenne in carrozzina scatenata come un adolescente.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;In spiaggia vicino al grande falo' si esibisce un gruppo di quattro elementi “BUS 70-80” con buona musica famigliare, mentre la piazza Pascoli ancheggia al ritmo dei tormentoni estivi del trio Claudio-Marino-Cinzia coadiuvati dal sempre bravo e disponibile Sauro Bertozzi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Zigzagando dentro i sorrisi della gente,che si incontra e chiacchera allegramente, ascolti&amp;nbsp; una onesta ricerca di una offuscata memoria e maggiore confidenza ,ed e' qui, dentro questo sentimento di ritrovata identita' che l'Ippocampo traccia la sua mission. : il nostro gazebo all'ingresso della piazza con la raccolta di antiche foto e le proiezione ne e' stato la testimonianza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Si fermano,curiosi,poi...interessati, qualcuno si riconosce e riconosce altri...si rivedono,salutano,ricordano e rivivono...&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non si era mai vista tanta commozione unire una intera generazione,quella degli anni 60,quando attorno alla nera tonaca del compianto Don Ciro hanno vissuto e condiviso una adolescenza semplice e scanzonata, collante fatto di amicizie vere,accoglienza,impegno che a volte vorremmo rivedere anche nei giovani di oggi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Attenti al passato ,lo scorrere immagini di anni e ricordi,di volti.di luoghi,di giovani amori...molto e' cambiato, alcuni sono rimasti sogni,altri realizzati ma tanto e' bastato per sentirci ancora presenti,qualcosa ci unisce.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La sensazione è che il fuoco sia stata una scusa....quest'anno la gente voleva dell'altro...cercava&amp;nbsp; calore&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Nerea Gasperoni per Ippocampoviserba&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-HMJPsarZnvw/TYexDhuSD5I/AAAAAAAAAG0/QrSaa4vuaKc/s1600/focheraccia2011.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh4.googleusercontent.com/-HMJPsarZnvw/TYexDhuSD5I/AAAAAAAAAG0/QrSaa4vuaKc/s320/focheraccia2011.jpg" width="291" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;Che serata ragazzi!!! Non mi sarei mai aspettato una serata così fantastica, sotto tutti i punti di vista: il clima, la gente, l'ambiente, la compagnia, il cibo, il vino, i fuochi... &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: 'Arial Unicode MS', sans-serif;"&gt;e naturalmente l'Ippocampo, sempre di più punto di aggregazione, di ritrovo, di amicizia, di storie, ricordi, emozioni, voglia di ricordare e condividere con tutti!!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Difficilmente si scorderanno i visi allegri, sorpresi, increduli di chi, ieri sera, passando in Piazza Pascoli si sia per un attimo ritrovato trasportato in una Viserba di qualche decennio fa attraverso le immagini, le fotografie che lo ritraevano ragazzo, o addirittura bambino. Rivedere persone che, magari, oggi non sono più con noi, rivedere i vecchi amici e compagni di notti allegre, di feste, di gite con gli scout, di partite a pallone... e che dire del nostro mitico VJ Drudi che ha sapientemente mixato le immagini e che, pazientemente, si è messo a disposizione di chi voleva soffermarsi o rivedere qualche foto, riuscendo a trattenere sempre intorno a sè un numero nutrito di "spettatori", molto attivi e vivaci. Ed anche di tutti coloro che nel gazebo si sono alternati per offrire un bicchiere di vino, una fetta di ciambella, un biscotto e nel frattempo immergersi nei ricordi attraverso le cartoline d'epoca, le fotografie che molte persone hanno gentilmente deciso di condividere tramite la nostra associazione. In questo piccolo angolo di Piazza Pascoli si è così venuto a creare una sorta di "angolo meraviglioso" dove ognuno, con le proprie storie, il proprio passato e le proprie emozioni si è sentito partecipe di una comunità che, in questa tradizione della Focheraccia, ritrova un forte spirito di union e di condivisione di valori che, credo, sia fondamentale non vadano mai dispersi. Tanto per citare una persona, l'Eugenia che più volte è tornata ai nostri tavoli a rivedere le foto, a commentarle e ad attirare tutti con quella sua innata simpatia, quella sua carica travolgente a cui difficilmente si riesce a resistere.&lt;br /&gt;E se mi sono emozionato io, che in fin dei conti non sono nato qui e ci vivo soltanto da tre anni, posso solo lontanamente immaginare le belle sensazioni che possono aver provato le persone che in questa piazza e lungo le stradine di Viserba hanno vissuto fin da bambini, spesso tra grandi tragedie e momenti di difficoltà, ma sempre con fortissimo attaccamento alle proprie radici, al proprio territorio e alle proprie tradizioni.&lt;br /&gt;Tantissima davvero la gente che ha partecipato con tanta gioia e disincanto ad una serata che ci ha davvero "risvegliato" dopo un lungo e rigido inverno. Dando a tutti la possibilità di riappropriarsi di quegli spazi che tra pochi mesi saranno occupati dai tanti turisti che ogni anno affollano questo tratto di costa romagnola... e già si parla di nuove iniziative, nuovi momenti di aggregazione di cui si sente davvero il bisogno e credo che come associazione sia per noi importante cogliere questi segnali e saperli indirizzare verso la riscoperta del passato, importantissimo ma non fine a se stesso, che sia lo stimolo a creare un futuro diverso, in cui i protagonisti siano tutte quelle persone che ieri si sono emozionate a guardare il loro stesso passato.&lt;br /&gt;Sono davvero contento di poter far parte di questo gruppo con tante idee, tanta voglia di fare, di mettersi in gioco...in fin dei conti siamo ancora dei "dilettanti" ma con una grandissima PASSIONE!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Paolo e Danda per Ippocampoviserba&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-5513518055497386876?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/5513518055497386876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/03/18-marzo-la-focheraccia-di-sgiuseppe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5513518055497386876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5513518055497386876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/03/18-marzo-la-focheraccia-di-sgiuseppe.html' title='18 marzo la focheraccia di S.Giuseppe&quot;'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh4.googleusercontent.com/-HMJPsarZnvw/TYexDhuSD5I/AAAAAAAAAG0/QrSaa4vuaKc/s72-c/focheraccia2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-551252689443343863</id><published>2011-03-16T22:09:00.000+01:00</published><updated>2011-03-16T22:09:12.627+01:00</updated><title type='text'>LE FOCARINE</title><content type='html'>&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lòma, loma ad Merz&lt;br /&gt;d'ogni spiga faza un bèrc,&lt;br /&gt;un bèrc e una barcheta,&lt;br /&gt;lòma, lòma benedeta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il 19 Marzo ai bambini era affidato il compito di trovare la legna per la focarina di S.Giuseppe. Non era un compito facile, perchè ormai in tutte le case si erano finite le provviste di legna ed anche quelle di legnetti e stecchi.&lt;br /&gt;Con i carrettini prestati dai genitori, i ragazzini andavano di casa in casa a mendicare un pò di canne, di fuscelli, di rametti. Si andava nei campi a raccogliere l'erba secca, gli sterpi, a rubare i rami delle potature. Ci si inoltrava nei boschetti e lungo i fossi a cercare rami. Si andava per marina a raccogliere tutto ciò di combustibile avessero portato le onde.&lt;br /&gt;Giorno dopo giorno il mucchio cresceva.&lt;br /&gt;Senza farsi vedere si facevano spedizioni nelle vie adiacenti per scoprire a quale altezza arrivassero i cumuli dei vicini. Le bambine venivano incoraggiate a raccogliere legna: ' Andate a raggomitolare per San Giuseppe : "vi regalerà bei gomitoli" dicevano maliziosi . Le più timide arossivano e curvavano le spalle, le più ardite si mettevano dritte col seno sporgente per far notare che loro già avevano un pò di gomitoli. &amp;nbsp;A forza di bastoncini, di stecchi, di foglie,e di radici il mucchio era ormai alto, ma non quanto avevano sperato i bambini.&lt;br /&gt;L'ultimo giorno, intervenivano gli adulti con fascine, legni tarlati, pagliericci mal ridotti, pezzi di asse. &amp;nbsp;Finalmente la catasta era di grandi dimensioni.&lt;br /&gt;Ma non era finita. &amp;nbsp;Arrivava il responsabile del fuoco che guastava tutto il mucchio e rifaceva la catasta secondo criteri minuziosi. Quando la sera si perdeva nella notte e comparivano in cielo le prime stelle, i bambini si radunavano attorno al loro mucchio ed aspettavano.&lt;br /&gt;Un poco alla volta arrivavano tutti quelli delle case attorno. Guardando su nel cielo blu si vedevano già eteree nuvole grigie levarsi lontano.&lt;br /&gt;Qualcuno aveva già acceso i falò. Si veniva colti dall'impazienza. Finalmente il responsabile del fuoco accostava un fiammifero al mucchietto preparato nell'interno della catasta e accendeva una piccola fiamma.&lt;br /&gt;Tutti guardavano in silenzio, attendendo. Dal centro della catasta scaturiva una fiammella pallida,vibrante che diveniva più vigorosa, agitandosi come un petalo rossastro, lambendo la paglia. Improvvisamente, con un "vaaamp" sonoro il fuoco prendeva. I bambini &amp;nbsp;strllavano eccitati, i grandi battevano le mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-mPM7sEiBuns/TYEm0HvRV1I/AAAAAAAAAGw/m8rjuzxQ1Os/s1600/FOGHERACCIA.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh3.googleusercontent.com/-mPM7sEiBuns/TYEm0HvRV1I/AAAAAAAAAGw/m8rjuzxQ1Os/s1600/FOGHERACCIA.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il fuoco andava potente, crepitava, aggrediva la legna con furia, lambiva i fianchi con vivaci vampe arancioni. Saliva aggressivo fino alla cima della catasta; le lingue di fiamma si univano in un' unica fontana di fuoco che saliva in alto nell'aria scura. Le scintille seguivano crepitanti, danzando, la grigia scia di fumo che saliva su, al viola del cielo. &amp;nbsp;Attorno la gente si ritraeva, le mani sulle guance infiammate dal calore.&lt;br /&gt;Ora la catasta era tutta d'oro. Brillava più delle stelle in cielo.&lt;br /&gt;Fiamme striate d'arancio e azzurro l'avvolgevano. Si ammmirava la sua bellezza. Era il momento di fare confronti. Si saliva in alto per guardarsi attorno. '"Oh, come è bassa quella della via Roma! ''Quella dei ...è grande quasi come la nostra, ma "l'è tòta spandazeta!"&lt;br /&gt;Il fuoco ardeva . I bambini si rincorrevano intorno eccitati. Prendevano dei fuscelli, li accendevano e li portavano in giro roteandoli. Ormai l'orizzonte era tutto un bagliore rosso che bucava il nero della notte. Il cielo era schiarito da tanti fuochi. A poco a poco, la catasta si sedeva, cioè si abbassava. Non c'erano più fiamme alte, ma braci ardenti in un gran cumulo. Era il momento di mettersi in mostra per i giovanotti. &amp;nbsp;Prendevano la rincorsa &amp;nbsp;e...., con un balzo, si sollevavano sull'alto braciere. "Ohoh! " facevano le ragazze ammirando. "Chi salta la fugaraza avrà fortuna tutto l'anno!" Si affermava.&lt;br /&gt;Una ragazza solitamente la più ardita e la più ammirata, veniva presa per mano e saltava sulle fiamme sollevata da due giovani che saltavano con lei.&lt;br /&gt;Gli spettatori battevano le mani. Poi toccava agli altri ragazzi che saltavano alti sul fuoco con la vivacità della gioventù. Il fuoco scemava ed i giovanotti se ne andavano a cercare altri fuochi ed altre ragazze. Toccava allora a bambini ed alle bambine che, ridendo, saltavano leggeri sopra le braci. Infine era la volta dei più piccoli che, presi fra due grandi, venivano sollevati per le braccia e compivano anche loro il volo rituale sul fuoco, strillando eccitati.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-iOTZmoXdBYk/TYEmmtcTDFI/AAAAAAAAAGs/KodzSfdG4G4/s1600/FOCHERINA.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh3.googleusercontent.com/-iOTZmoXdBYk/TYEmmtcTDFI/AAAAAAAAAGs/KodzSfdG4G4/s1600/FOCHERINA.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ormai la focarina era diventata un focherello. Lentamente si ritornava a casa. Ultime le vecchine. Andavano a recuperare i loro scaldini e li riempivano ben bene di brace . Tornavano a casa covandosi il bel tepore. L'aria era gelida e sapeva di fumo. Il responsabile del fuoco gettava acqua sulle ultime braci.&lt;br /&gt;A casa si metteva sul davanzale della finestra un lumino ad olio per far luce a San Giuseppe. Nella notte nera occhieggiavano come lucciole fino all'alba. &amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" E' fug e sciùplettla&lt;br /&gt;e al lozli al fa lom me fòm "&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Emanuela Botteghi da &amp;nbsp;'Un cassetto infondo al cuore ' di Tecla Botteghi&lt;br /&gt;per l'Associazione Ippocampo Viserba&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-551252689443343863?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/551252689443343863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/03/le-focarine.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/551252689443343863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/551252689443343863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/03/le-focarine.html' title='LE FOCARINE'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-mPM7sEiBuns/TYEm0HvRV1I/AAAAAAAAAGw/m8rjuzxQ1Os/s72-c/FOGHERACCIA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-7648951880511763977</id><published>2011-03-04T22:01:00.000+01:00</published><updated>2011-03-04T22:01:16.522+01:00</updated><title type='text'>CARNEVALE AVANTI AVANTI, TI FAN FESTA TUTTI QUANTI</title><content type='html'>&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-iJpen705e6Q/TXFS5D9bHoI/AAAAAAAAAGo/DzkJaxLR6CI/s1600/fiocchetti.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh5.googleusercontent.com/-iJpen705e6Q/TXFS5D9bHoI/AAAAAAAAAGo/DzkJaxLR6CI/s1600/fiocchetti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se il proverbio recita: 'dopo Natale ogni giorno è Carnevale', la vera festa si concentrava nei giorni del Giovedì grasso,del Sabato e del Martedì grasso. Quest'ultimo,col sapore dolce amaro della fine della festa, nell'attesa malinconica dello scampanio della 'campana lovva' che avrebbe annunciato la morte del Carnevale. Se per il Giovedì 'lov' ci si accontentava delle cantarelle ( farina,acqua e sale ) fatte cuocere sul testo di ferro appena unto di strutto, il Giovedì Grasso si doveva incoronare il re Carnevale con una cena abbondante fatta da almeno sette tipi di dolce.&lt;br /&gt;Per l'occasione le donne tenevano a conto farina,strutto,uova per contribuire alla buona riuscita della festa, Il pomeriggio si cominciava a lavorare di tagliere, ogni famiglia si dava da fare per preparare qualcosa di buono.&lt;br /&gt;Era una festa corale in cui i vicini si riunivano per stare in allegria.&lt;br /&gt;Nell'aria fredda della sera, si spandeva il caldo odore del fritto e dei dolci,dell'anice e dello zucchero. Poi,con uno o più fagottini in mano, ci si avviava alla casa del raduno. Si entrava nella cucina in penombra, si aprivano le 'legacce' di tovaglioli candidi e si distribuivano i piatti sulla tavola: biscotti fragranti di limone, castagnole al forno col profumo di alchermes, cassoncini alla marmellata o alla ricotta, cassoni fritti con spinaci ed uvetta.&lt;br /&gt;Già la tavola era colma,il gusto si saziava di fragranze insolite, gli occhi brillavano alla vista di tanto ben di Dio: era il giorno dell'abbondanza.&lt;br /&gt;Poi veniva il momento più atteso. Si alzava il fuoco e si metteva sulle braci la grande padella di ferro, si aggiungeva lo strutto e...via!&lt;br /&gt;Tutti intorno guardavano ammirati, calavano le castagnole. I bambini più piccoli avevano il privilegio di 'è lec', potevano leccare una castagnola prima che finisse in padella. Lasciavano sulla pasta un segno che sarebbe rimasto anche da cotto:una traccia più liscia e pallida.&lt;br /&gt;Poi era il momento dei fiocchetti che, calando in padella,si gonfiavano,si aricciavano,si doravano assumendo forme fantasiose. Venivano tirati su con la ramagnola e spolverizzati parcamente di zucchero.&lt;br /&gt;I bambini inseguivano con le dita i grani zuccherini sperduti sulla tavola scura. &amp;nbsp;C'era un momento di estatico raccoglimento mentre si esaminava la tavola imbandita illuminata dal lume e dal riverbero giallo arancio delle fiamme.&lt;br /&gt;Ci si metteva a tavola; i dolci svanivano pian piano e le chiacchere crescevano. Il mezzovino fresco scorreva nelle gole. Si rideva. Si gustava quell'insolito ben di Dio che doveva durare nel ricordo di tutto l'anno.&lt;br /&gt;Si parlava ad alta voce, si facevano scherzi e giochi. Si intonava una canzone battendo le mani e tutti, grandi &amp;nbsp;e piccini, si mettono a ballare al suono allegro di una chitarra&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;Carnevel è va in qua e in là&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;a fè i zugh in totti al ca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Emanuela Botteghi&lt;/b&gt; da &amp;nbsp;'Un cassetto infondo al cuore ' di &lt;b&gt;Tecla Botteghi&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Per l'Associazione &lt;b&gt;Ippocampo Viserba&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-7648951880511763977?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/7648951880511763977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/03/carnevale-avanti-avanti-ti-fan-festa.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7648951880511763977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7648951880511763977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/03/carnevale-avanti-avanti-ti-fan-festa.html' title='CARNEVALE AVANTI AVANTI, TI FAN FESTA TUTTI QUANTI'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-iJpen705e6Q/TXFS5D9bHoI/AAAAAAAAAGo/DzkJaxLR6CI/s72-c/fiocchetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-9107298780112040269</id><published>2011-03-02T14:03:00.004+01:00</published><updated>2011-03-02T14:21:04.366+01:00</updated><title type='text'>PRIMO MARZO</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-MzrPZ3HUj2A/TW5ADEyIzaI/AAAAAAAAAGk/1JK4kAR8d3A/s1600/det_mareggiata3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="204" l6="true" src="https://lh3.googleusercontent.com/-MzrPZ3HUj2A/TW5ADEyIzaI/AAAAAAAAAGk/1JK4kAR8d3A/s320/det_mareggiata3.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Pirinela sora i cop,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e fa veida e cul ma tot.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo marzo attendeva da tutti una cerimonia importante dedicata all'inizio del bel tempo. Per scongiurare pericolose scottature,carnagione troppo scura,dannose insolazioni,si doveva mostrare 'e cul ma merz'. L'ora propizia era il primo mattino,al sorgere del sole. Era una cerimonia intima ed era opportuno che il sedere nudo fosse visto solo da marzo. Al mattino presto,i bambini,con risatine soffocate,esigevano di essere soli. Poi spalancavano la finestra,controllavano che nessuno fosse in vista, tiravano giù le braghette, giravano il sederino verso il sole e recitavano la formula magica: 'Marzo cuocimi questo e non cuocermi altro'per tre volte. Poi si tiravano su i calzoni, o tiravano giù le sottane e la cerimonia era finita. C'era però da fare i conti con i fratelli dispettosi che entravano sul più bello facendo loro 'baia'; i più birichini mostravano il sedere facendo mille smorfie e finiva a cuscinatee a capriole. Le mamme provvedevano per i più piccoli perchè anch'essi fossero salvi dai pericoli del solleone. A tavola i bambini guardavano maliziosi i genitori: E voi, avete fatto vedere il sedere a marzo?'&amp;nbsp;&amp;nbsp; 'Sì' 'E dove?'&amp;nbsp; 'Sul tetto'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sol, sol benedet&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tira fora i tre bacchet&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un d'or, un d'arzent,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un pè fè vni è bel temp.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la cerimonia propiziatoria al sole,marzo avanzava nella primavera. Era arruffato, scomposto,capriccioso. Esibiva con noncuranza alberi nudi, sterpi secchi, giunchi scapigliati, foglie fradice sparse ovunque. Lungo la riva del mare detriti scurisegnavano i limiti delle burrasche invernali. Ma c'era qualcosa nell'aria... Un venticello curioso andava a frugare tra stecchi e foglie morte come alla ricerca di un tesoro perduto. Dalla terra esalava un profumo fresco che sapeva di nuovo e di erba. Nelle pozzanghere fangose si specchiava un angolo di celeste. Una coccinella,comparsa chissà dove, zampettava lenta sullo steccato del cortile. sera,un raggio di sole indugiava a lungo sul tetto di casa lasciando premesse di sereno tepore. Sul mare la primavera avanzava. L'acqua diveniva del colore dell'aria e mandava un odore fresco di alghe. Il vento,scherzando con le onde, le ornava di gale bianche che il sole tingeva di rosa. Gli uccelli marini roteavano in cerca di pesci. Sulla riva le barche erano pronte alla toletta primaverile. Aleggiava intorno odore di catrame, di vernice, di fuoco fumoso, di legna umida. Le reti, stese sui cespugli e sulle dune come festoni bruni,emanavano odori salini.&amp;nbsp; Le nasse accatastate erano pronte all'uso. Bambine pazienti vi inserivano mazzetti di sempreverdi. I bambini saltavano sulla riva giocando con l'acqua gelida. Sciami di pesciolini color terra si tingevano d'oro là dove il sole li raggiungeva. L'acquadella argentea si esibiva tra le alghe in balli coreografici di gruppo. Un martin pescatore si tuffava in un guizzo d'azzurro e smeraldo. Giungeva invece la pioggia.Sottile,insistente si dedicava metodicamente alle pulizie: lavava i tetti,sciaccuava la salsedine dei muri,ravvivava le foglie dei sempreverdi,innaffiava l'orto,irrorava il giardino con delicata determinazione. La terra avidamente beveva,si nutriva dell'acqua gentile che la purificava. L'aria sapeva d'erba nuova. La rena della spiaggia era tutta rivoli e crateri. Cullati dal bruscio della maretta, i gabbiani si affidavano alle onde placide. Il cielo notturno sapeva d'acqua; gli astri sembravano occhi velati di lacrime. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E piov,e piov è zil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;aqua ad San Pir,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Pir è semineva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e tot us bagneva,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sa st'aqua e sa ste vent&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dmen u sarà bel temp.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Emanuela Botteghi&lt;/strong&gt; da 'Un cassetto in fondo al cuore ' di &lt;strong&gt;Tecla Botteghi &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per &lt;strong&gt;l'Associazione Ippocampo Viserba&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-9107298780112040269?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/9107298780112040269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/03/primo-marzo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/9107298780112040269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/9107298780112040269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/03/primo-marzo.html' title='PRIMO MARZO'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-MzrPZ3HUj2A/TW5ADEyIzaI/AAAAAAAAAGk/1JK4kAR8d3A/s72-c/det_mareggiata3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-6657850344305444810</id><published>2011-02-21T15:44:00.002+01:00</published><updated>2011-02-21T19:05:01.184+01:00</updated><title type='text'>Don Ciro ...Cappellano a Viserba dal 1966 al 1971</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-FMQ9ifnZIis/TWJ5Xo02jaI/AAAAAAAAAGc/0TnYqkCyVwY/s1600/1966_FestaTeatrinoParrocchiale_03.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" j6="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-FMQ9ifnZIis/TWJ5Xo02jaI/AAAAAAAAAGc/0TnYqkCyVwY/s320/1966_FestaTeatrinoParrocchiale_03.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Don Ciro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a volte basta un piccolo sasso che ti fa inciampare e che riesce a fermarti, dandoti la possibilità di guardarti attorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo mi è successo pochi giorni fa attraversando come sempre Piazza Pascoli a Viserba, martoriata col suo acciottolato distrutto, ma proprio questo piccolo rallentamento mi ha fatto notare una locandina appesa con discrezione in mezzo a tanti altri annunci, alla porta della Chiesa. Nel leggerla non posso che rimanere stupita nel vedere quel volto noto e caro anche se ormai dimenticato, e l'emozione cresce leggendo che son passati 40 anni dalla morte di quella persona conosciuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente ricordo, quel giovane sacerdote, mi sento in colpa per questo vuoto di memoria così lungo, tuttavia sono cosciente del fatto che ciò che sono oggi è possibile perchè lui c'è stato. Ecco comparire il rimorso, come posso essermene dimenticata, che vergogna proprio lui che tatto ha dato a me ed a quei ragazzini e bambini che 40 anni fa lui tanto ha amato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in fondo chi si ricorda il giorno in cui ha imparato a leggere o quello in cui ha imparato a scrivere, o il primo numero uscito dalla penna, o la prima volta che si vista la luna, non lo sappiamo, non possiamo rammentarcene eppure quella esperienza c'è stata. Questo è ciò che ho provato vedendo per caso il manifesto funebre di Don Ciro Romani, Cappellano a Viserba non ricordo per quanto, ero tropo giovane per notare queste cose, ma lui c'è stato ed ha lasciato su tutti noi "suoi bambini" un segno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vengo a conoscenza che la Parrocchia organizza un gruppo per partecipare alla messa di suffragio a Mondaino suo paese natale.&lt;br /&gt;Giusto riconoscimento da parte dei parrocchiani, ma c'è qualcosa che manca, un vuoto, mancano proprio "i bambini" che lui tanto amava. Comincia un veloce tam-tam, il tempo è poco, quasi tutti lavorano e sono super impegnati, partecipare ad una messa a metà pomeriggio di un giorno feriale è impossibile per molti. &lt;br /&gt;Tuttavia i pochi fortunati che sono riusciti a percorrere, in quella dolce sera di febbraio, la strada collinare che porta a mondaino, lo hanno fatto con cuore la riconoscenza di tutti gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo arrivati in paese che il giro stava per finire e il rosso tramonto si attardava come per aspettarci, la messa era incominciata da poco. Inaspettatamente la chiesa era colma, molti sacerdoti concelebravano, e lui era presente in una fotografia collocata vicino all'altare, e ci catturava con un dolce sorriso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'omelia fatta da un sacerdote amico di seminario è stata continuamente rotta dal pianto, come se quella assenza fosse recente ed ancora viva. L'emozione ha colto un po’ tutti, gli occhi erano lucidi, poi l'armonia ci ha catturati e la messa è finita con un sentimento di gioia che sicuramente Don Ciro avrebbe apprezzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuori dalla chiesa è ormai buio e la fretta ci assale, dobbiamo tornare ai nostri impegni, tuttavia ancora una volta ci dobbiamo fermare, un sorriso stranamente conosciuto ci invita con pacatezza ad un piccolo rinfresco in onore di Don Ciro, Sono i suoi familiari ad offrirlo e colui che ce lo chiede è il fratello. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non possiamo rifiutare e dopo pochi minuti siamo in un piccolo ambiente riscaldato da una schioppettante stufa e imbandito con ciambella e crostate casarecce, nasce un intenso dialogo tra noi e le persone della famiglia Romani, sorella, fratello, cognata e tanti nipoti ci accolgono con affetto come se ci aspettassero da sempre, ci riconoscono e capiscono che noi eravamo "i suoi bambini" ci abbracciano, ci si scambiano ricordi e notizie, avidi delle parole gli uni degli altri.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-fUn73-mKQwY/TWJ7sVbRGxI/AAAAAAAAAGg/q3yWUqJYfNs/s1600/1966_Olimpiadi+per+giovani_04.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="220" j6="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-fUn73-mKQwY/TWJ7sVbRGxI/AAAAAAAAAGg/q3yWUqJYfNs/s320/1966_Olimpiadi+per+giovani_04.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Infine ci porgono nelle mani cinque album di foto che il fratello Giorgio teneva da 40 anni e dai quali non riusciva a staccarsi, eppure ci vengono donati così, senza nessuna garanzia, senza timore, riconoscendo che tornavano a Viserba da dove erano venuti. Oggi l'Ippocampo ha l'onore di poter disporre di questo materiale eccezionale fatto di vecchie foto in bianco e nero, mi auguro che ognuno di noi presente in quelle foto, possa fermarsi un attimo per ricordare, voltarsi indietro e riconoscersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manuela Botteghi&amp;nbsp; per l'Associazione IPPOCAMPO Viserba&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-p7PMlTwSW94/TWJ5DeISZCI/AAAAAAAAAGY/txbeMi2txRs/s1600/1966_FestaTeatrinoParrocchiale_01_Michele_Domenico_Paolo_Fiorangelo_Maurizio.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="224" j6="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-p7PMlTwSW94/TWJ5DeISZCI/AAAAAAAAAGY/txbeMi2txRs/s320/1966_FestaTeatrinoParrocchiale_01_Michele_Domenico_Paolo_Fiorangelo_Maurizio.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-6657850344305444810?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/6657850344305444810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/02/don-ciro-cappellano-viserba-dal-1066-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6657850344305444810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6657850344305444810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/02/don-ciro-cappellano-viserba-dal-1066-al.html' title='Don Ciro ...Cappellano a Viserba dal 1966 al 1971'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-FMQ9ifnZIis/TWJ5Xo02jaI/AAAAAAAAAGc/0TnYqkCyVwY/s72-c/1966_FestaTeatrinoParrocchiale_03.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-3079580616530912285</id><published>2011-02-01T20:19:00.000+01:00</published><updated>2011-02-01T20:19:24.293+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="immagine_box" style="color: #666666; display: inline; float: left; font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 10px; height: auto; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; margin-top: 0px; width: auto;"&gt;&lt;a href="http://www.newsrimini.it//news/2011/febbraio/01/rimini/corderia__progetto_in_commissione._200_appartamenti__parco_e_centro_commerciale.html"&gt;&lt;img alt="" class="immagine" src="http://www.newsrimini.it/a/notizie/477890/img/corderia.jpg" style="border-bottom-color: rgb(153, 153, 153); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-color: initial; border-left-color: rgb(153, 153, 153); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(153, 153, 153); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-style: initial; border-top-color: rgb(153, 153, 153); border-top-style: solid; border-top-width: 1px; height: 200px; margin-left: 10px; width: auto;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragrafo_singola" style="border-bottom-color: rgb(102, 102, 102); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0px; border-left-color: rgb(102, 102, 102); border-left-style: solid; border-left-width: 0px; border-right-color: rgb(102, 102, 102); border-right-style: solid; border-right-width: 0px; border-top-color: rgb(102, 102, 102); border-top-style: solid; border-top-width: 0px; color: #333333; font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 12px; height: auto; margin-bottom: 0px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 0px; width: 620px;"&gt;&lt;span class="data_singola" style="border-bottom-color: rgb(102, 102, 102); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0px; border-left-color: rgb(102, 102, 102); border-left-style: solid; border-left-width: 0px; border-right-color: rgb(102, 102, 102); border-right-style: solid; border-right-width: 0px; border-top-color: rgb(102, 102, 102); border-top-style: solid; border-top-width: 0px; color: #990000; font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 12px; height: 12px; margin-bottom: 5px; width: auto;"&gt;RIMINI | 01 febbraio 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;molti dei macchinari storici ancora all'interno sono ormai arrugginiti da decenni.&lt;br /&gt;Il piano particolareggiato di intervento proposto dalla Viserba Residence, società che fa capo alla Renco di Pesaro, prevede 20.770 metri quadri di residenziale, con una stima di oltre 200 appartamenti, e un'altra dozzina di appartamenti di edilizia residenziale pubblica, per 972 metri quadri, che saranno ceduti al Comune. A residenziale sarà convertito l'edificio di ingresso su viale Marconi, mentre il vecchio Mulino su via Amati sarà trasformato in centro di quartiere e luogo di memoria storica. Sul lato sud, sorgerà invece un centro direzionale e commerciale di 5.080 metri quadri. In mezzo, un parco pubblico attrezzato di 22.600 metri quadri. In totale ai parcheggi, per oltre 500 posti auto, saranno destinati 11.780 metri quadri: a fianco del commerciale, su un'area di 2.500 metri quadri, ci sarà un parcheggio seminterrato su due piani. Sono stati aggiunti 400 metri di edificazione: 200 per l'edilizia pubblica, altri 200 per una sala convegni a fianco del mulino. L'intervento comporterà una rivoluzione nella viabilità: via Marconi sarà a senso unico, direzione monte-mare, con una ciclabile. Saranno preservati gli alberi. Le vie Fattori e Amati, sempre a senso unico, saranno allargate. Tra via Sacramora e via Amati ci sarà una rotatoria: c'è una trattativa per dei terreni interessati, altrimenti scatterà l'esproprio: l'esecutore mette a disposizione 100.000 euro, il Comune 40.000 ma la stima è molto inferiore.&lt;br /&gt;Sul lato nord non è escluso uno sfondamento su via Fattori, inizialmente bocciato dagli uffici comunali: servirà un emendamento da far approvare in Consiglio.&lt;br /&gt;Le opere di urbanizzazione, per un totale di 10 milioni di euro a carico dell'esecutore, come vuole la legge saranno assegnate con una gara a evidenza europea.&lt;br /&gt;Per prevenire il ritornello che a Rimini prima si costruisce, poi si fa il resto, la convenzione prevede che nei primi cinque anni si metta mano a viabilità, verde pubblico e parcheggi. Le parti storiche, in particolare macchinari e dipinti, saranno conservate. Per la corderia, che fu anche campo di smistamento di prigionieri, resta il rammarico un'occasione persa ormai da decenni: quella di farne un grande parco di memoria industriale e storica&lt;/div&gt;&lt;div class="paragrafo_singola" style="border-bottom-color: rgb(102, 102, 102); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0px; border-left-color: rgb(102, 102, 102); border-left-style: solid; border-left-width: 0px; border-right-color: rgb(102, 102, 102); border-right-style: solid; border-right-width: 0px; border-top-color: rgb(102, 102, 102); border-top-style: solid; border-top-width: 0px; color: #333333; font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 12px; height: auto; margin-bottom: 0px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 0px; width: 620px;"&gt;tratto da newsrimini .it del 01-02-2011&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-3079580616530912285?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/3079580616530912285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/02/rimini-01-febbraio-2011-molti-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3079580616530912285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3079580616530912285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/02/rimini-01-febbraio-2011-molti-dei.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-4981560575436574142</id><published>2011-01-29T18:25:00.000+01:00</published><updated>2011-01-29T18:25:08.068+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h1&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Su E-Bay spuntano memorie di Viserba&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TURM1CERFAI/AAAAAAAAAGQ/BBp-2PZ-hsU/s1600/LotteriaDelMare_Viserba.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="282" src="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TURM1CERFAI/AAAAAAAAAGQ/BBp-2PZ-hsU/s320/LotteriaDelMare_Viserba.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;Devo dire che da qualche anno sono diventato un assiduo frequentatore di e-bay soprattutto alla ricerca di materiale cartolinesco dedicato a Viserba e a Viserbella, e molte volte mi è capitato di acquistare materiale a dei buoni prezzi trovando anche alcune “chicche”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ma davvero qualche giorno fa ho strabuzzato gli occhi alla vista di questo biglietto della Lotteria del Mare messo all’asta e che, purtroppo, non sono riuscito ad aggiudicarmi. Il biglietto è datato 1948 (come si può leggere dalle scritte sul retro) e praticamente si trattava di una vera e propria Lotteria, con tanto di premi finali abbinata alla Coppa del Mare, una sorta di regata tra battane (le tipiche barche da pesca che si usavano in quegli anni lungo le coste adriatiche).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La Lotteria veniva organizzata dall’allora Comitato Turistico che, in quegli anni, si chiamava Comitato Cittadino per la Ripresa Turistica Locale (C.C.R.T.L.) ed il biglietto costava Lire 100 (che a quei tempi doveva essere anche una cifra non per tutti). Come si legge anche dal retro del biglietto i soldi ricavati da questa lotteria servivano a realizzare opere ed infrastrutture per migliorare i servizi turistici di Viserba. Non ci dimentichiamo che da pochissimo era terminata la Seconda Guerra Mondiale, con tutte le conseguenze che abbiamo imparato a conoscere attraverso le testimonianze di chi ha vissuto in quel periodo, per cui si cercava di tornare ad una normalità che significava anche ritrovare uno spirito imprenditoriale per rilanciare la riviera romagnola e la zona di Rimini in particolare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;In pratica i biglietti venduti venivano abbinati (nella giornata del 14 Agosto) alle battane che partecipavano alla regata che si sarebbe svolta il giorno successivo, Ferragosto. Sicuramente sarà stato uno spettacolo bellissimo vedere tutte le barche gareggiare e, magari, qualche Viserbese in un cassetto conserva qualche ricordo o qualche immagine di questa manifestazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sicuramente rimane il fascino per una scoperta di cui, almeno io, ignoravo completamente l’esistenza e sicuramente ci sarà un bel lavoro di ricerca da portare avanti per cercare di trovare ulteriori dettagli ed altre testimonianze in merito… anzi se qualcuno ha materiale o altre informazioni è invitato a contribuire alla crescita del progetto Ippocampo e alla riscoperta di un patrimonio culturale che, di giorno in giorno, vediamo accrescere sempre con maggiore passione…in attesa che la “rete”, ma non quella da pesca, ci riservi presto nuove scoperte!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Paolo Catena&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ippocampoviserba 2011&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-4981560575436574142?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/4981560575436574142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/01/su-e-bay-spuntano-memorie-di-viserba.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4981560575436574142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4981560575436574142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/01/su-e-bay-spuntano-memorie-di-viserba.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TURM1CERFAI/AAAAAAAAAGQ/BBp-2PZ-hsU/s72-c/LotteriaDelMare_Viserba.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-6653312924378252833</id><published>2011-01-24T12:55:00.000+01:00</published><updated>2011-01-24T12:55:46.684+01:00</updated><title type='text'>torna la lapide ricordo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TT1oZ8P0IOI/AAAAAAAAAGM/Kvik6P9KDWA/s1600/bonci.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="287" src="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TT1oZ8P0IOI/AAAAAAAAAGM/Kvik6P9KDWA/s400/bonci.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;articolo apparso sul giornale locale in data 21-01-11&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-6653312924378252833?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/6653312924378252833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/01/torna-la-lapide-ricordo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6653312924378252833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6653312924378252833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/01/torna-la-lapide-ricordo.html' title='torna la lapide ricordo'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TT1oZ8P0IOI/AAAAAAAAAGM/Kvik6P9KDWA/s72-c/bonci.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-4163200227342672248</id><published>2011-01-11T19:15:00.003+01:00</published><updated>2011-01-11T19:26:10.520+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;Un pomeriggio d’arte e di amicizia&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSyc0n3nORI/AAAAAAAAAF0/-c169IPQH3o/s1600/writereron_rimini001.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="82" src="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSyc0n3nORI/AAAAAAAAAF0/-c169IPQH3o/s200/writereron_rimini001.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;È sabato 08 Gennaio: pomeriggio freddo, umido e denso di foschia. C’è un velo che ingrigisce l’aria e che all’orizzonte sembra quasi diradarsi. Ma è un clima normale qui, a Viserba, e il paesaggio è consueto, con il mare che si confonde col cielo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSyc4GTLQwI/AAAAAAAAAF4/y1UeYVu1pCM/s1600/writereron_rimini002.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="104" src="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSyc4GTLQwI/AAAAAAAAAF4/y1UeYVu1pCM/s200/writereron_rimini002.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Abbiamo appuntamento presso la chiesa di &lt;i&gt;San Martino in Riparotta&lt;/i&gt; (nella zona di Viserba Monte), con un folto gruppo di persone a noi sconosciute, se si fa eccezione per Simona e Andrea, che hanno organizzato una visita a dir poco emozionante: si va a trovare l’artista riminese, &lt;b&gt;&lt;i&gt;Davide Salvadei&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, da tutti conosciuto come “&lt;b&gt;Eron&lt;/b&gt;”, nel suo studio di Sogliano al Rubicone.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Si parte da questa piccola e antica parrocchia del settecento, nell’entroterra viserbese, dove nessuno si aspetterebbe un intervento recente di tal genere: un affresco per la decorazione della volta della navata centrale molto particolare. Alzando gli occhi al cielo possiamo osservare (vedi foto) un vero e proprio “murale” realizzato con la tecnica della spray-art, utilizzando vernice in bombolette spray.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’autore di quest’opera è proprio Eron, lo stile è proprio lo stesso usato dai moderni graffitari, o &lt;i&gt;writer&lt;/i&gt;, che spesso realizzano dei veri e propri capolavori a decoro di cavalcavia, sottopassi o grigi anonimi muri di periferia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSygM9gQnAI/AAAAAAAAAGI/ztvqAqrU_S8/s1600/affrescoeron_sanmartinoriparotta.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSygM9gQnAI/AAAAAAAAAGI/ztvqAqrU_S8/s320/affrescoeron_sanmartinoriparotta.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Solo le parole del parroco, &lt;b&gt;Don Danilo&lt;/b&gt;, riescono ad avvicinarci meglio alla nascita dell’idea, al suo sviluppo e alla sua concretizzazione finale: da un angolo, sul cornicione della navata centrale, un ragazzo con un paio di ali, ritratto di spalle in maniera molto realistica (il suo volto non è ben distinguibile e potrebbe anche essere femminile), disegna con la sua bomboletta delle colombe stilizzate color oro. Queste portatrici di pace volano verso il centro della volta, dove assumono un’aspetto più realistico nel momento in cui fanno l’ingresso in un magnifico trompe-l’oeil incorniciato che ritrae la volta celeste. C’è una simbologia condivisa dal writer e dal committente: l’idea che le aspirazioni, i sogni e i desideri dell’uomo (rappresentato proprio dalla figura umana) si possono concretizzare e diventare realtà solamente nel momento in cui rientrano nella volontà di Dio. Questa si colloca qui in un cielo, la cui profondità – sottolineata dalle nuvole che si schiariscono e si diradano man mano che si prende quota – indica le difficoltà dell’esistenza umana. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E’ veramente una sorpresa, per chi ha vissuto per molti anni a contatto con la realtà, non riminese, dei writer e dei graffitari, ritrovare proprio all’interno di un luogo religioso l’utilizzo di una tecnica artistica così estremamente moderna e, soprattutto, da molti ancora valutata come semplice gesto di disprezzo o di vandalismo nei confronti di un muro o di un palazzo. &lt;br /&gt;Per dirla con le parole dello stesso Eron sul suo sito internet: “&lt;span class="style"&gt;per la prima volta nella storia, la street art, entra nel tempio dove l'Arte supera i tempi nei secoli dei secoli. La chiesa. La ‘consacrazione’ di un'arte che fino ad oggi è stata oggetto di un ‘pregiudizio universale’”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSyc-jKTK8I/AAAAAAAAAGA/eWQERch-ENM/s1600/studioeron_sogliano001.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="131" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSyc-jKTK8I/AAAAAAAAAGA/eWQERch-ENM/s200/studioeron_sogliano001.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSyc_8j5fBI/AAAAAAAAAGE/rWcirqNQt9s/s1600/studioeron_sogliano002.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="133" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSyc_8j5fBI/AAAAAAAAAGE/rWcirqNQt9s/s200/studioeron_sogliano002.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="style"&gt;Lasciamo la chiesa di San Martino. Una carovana di auto si snoda tra&lt;/span&gt; le nebbiose colline dell’entroterra romagnolo. Un paesaggio quasi sfocato ci accompagna al tramonto e all’atelier di Davide in quel di Sogliano, e appena ne varchiamo la soglia, ci sembra che proprio quello sfondo nebbioso e sognante, quasi inconsistente, faccia parte dell’immaginario dell’artista.&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non nascondiamo una certa emozione, seppure l’ambiente sia scarno ed essenziale. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ci colpiscono i muri bianchi, segnati dagli spray e dalle gocce di colore, ci colpisce l’odore acre delle vernici e la musica &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;lounge&lt;/i&gt; che pervade la stanza. Ma quello che più ci impressiona sono le numerosissime bombolette accatastate nella sua “zona di creazione”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le grandi tele sono disposte in ordine apparentemente casuale, o accatastate in vecchi mobili riadattati e i nostri occhi non smettono di curiosarvi. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Notiamo altre opere più piccole e con soggetti molto diversi e veniamo a sapere che l’atelier è condiviso con Federica Gif, un’altra artista riminese che meriterebbe un approfondimento a parte…&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Eron finalmente ha un volto per noi. Accoglie tutti, amici e non, sorride, parla in totale semplicità e schiettezza. È sommerso di domande e noi riusciamo difficilmente a catturare qualche sua descrizione. Capiamo che è un’artista votato decisamente all’arte moderna e che ora predilige le tele ai muri. Gli stessi muri, un tempo, gli sono serviti sicuramente per affinare un’arte che, con ogni probabilità, qui in Italia, Eron è l’unico in grado di sviluppare con una qualità notevole ed un’emozione veramente unica. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sembra veramente passato tanto tempo quando si passeggiava per il porto canale di Rimini e si potevano ammirare i suoi “pezzi” colorare, ma ancor di più, animare questa zona della città. E allora subito veniva voglia di fotografare, o ancor meglio di schizzare su un taccuino, questi segni, queste figure e questi colori così penetranti. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le sue opere oggi sono caratterizzate da un fortissimo legame con la realtà che lo circonda: il mare, la natura, gli skylines di questa zona della Romagna… ma ogni sfondo, immaginario o reale che sia, è popolato da figure: persone, il più delle volte, ritratte in atteggiamenti insoliti, gesti quotidiani o pose quasi meditative. Esse spesso interagiscono con figure animali o altri elementi del paesaggio ritratti in maniera quasi fumettistica, riportando alla nostra mente i trascorsi dell’autore come writer. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il laboratorio vero e proprio dove tutto ciò prende forma è una piccola stanzetta. In fondo a questa c’è la tela in fase di lavorazione. Questa è grigia, con uno skyline tracciato a tratti sicuri ma sempre sfocati, in basso poche linee appena accennate suggeriscono l’increspatura del mare. Ma sì, la riconosciamo quasi a colpo d’occhio, &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;è Viserba, proprio il paesaggio consueto che a noi abitanti si prospetta sul mare, guardando verso Rimini. Poi scopriamo che è qui che abita Davide. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Un legame che ci fa sentire a lui più vicini. Così ci viene spontaneo parlargli&amp;nbsp; dell’Ippocampo e delle persone che lo compongono, delle attività e delle aspirazioni,&amp;nbsp; di Viserba, di quello che nell’immediato offre e che invece potrebbe offrire ai giovani. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il grande interesse di Davide ci spinge a chiedergli un nuovo incontro. Ci lasciamo dunque con la promessa di rivederci presto per tornare a fare una chiacchierata con Eron, parlando delle sue opere, di Viserba come motivo d’ispirazione e del suo futuro come fucina creativa per nuovi talenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSyc5J7hqPI/AAAAAAAAAF8/9bnAxnQgfxU/s1600/writereron_rimini003.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="198" src="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSyc5J7hqPI/AAAAAAAAAF8/9bnAxnQgfxU/s320/writereron_rimini003.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Paolo e Loredana&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;IppocampoViserba 2011&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Link al sito di Eron: &lt;a href="http://www.eron.it/"&gt;www.eron.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-4163200227342672248?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/4163200227342672248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/01/un-pomeriggio-darte-e-di-amicizia-e.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4163200227342672248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4163200227342672248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2011/01/un-pomeriggio-darte-e-di-amicizia-e.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TSyc0n3nORI/AAAAAAAAAF0/-c169IPQH3o/s72-c/writereron_rimini001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-661080266760723767</id><published>2010-11-26T19:20:00.001+01:00</published><updated>2010-11-27T18:48:53.073+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Da Emanuela&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non conosco “MAZAPECUL”, non l’ho mai visto, ma chi mai poi lo avrà visto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Porta un nome così strano, dialettale, contadino, forse anche un po’ vecchiotto, certamente superato da ben più moderni e conosciuti Gnomi, Folletti, Elfi, Troll e quant’altri esserini a cui la nostra società tecnologica lascia tuttavia uno spazio di manovra, legato a quel lato infantile e “piccolino” che fortunatamente ancora resiste anche in noi uomini del 3° millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per caso mi è stato chiesto di farne una riproduzione per i bambini di una scuola materna di Viserba. Arduo compito; dato che come ho specificato, non l’ho mai veduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono documentata ed ho trovato alcune strane interpretazioni del suo buffo aspetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Delusa per le sembianze poco accattivanti, assai meno grazioso e simpatico dei suoi “moderni” sostituti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò assenza totale di ispirazione, ma…. Ecco la fonte d’ispirazione arrivare… inattesa e sconcertante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo preparato da un po’ di tempo alcuni scatoloni con dei vecchi libri da archiviare, sistemati in casa; cerco aiuto per spostarli, essendo molto pesanti, mio figlio si offre e me li porta in garage.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavoro abbastanza faticoso anche per un ragazzo forte ed allenato e quindi lo aiuto anche io nell’ardua impresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccolo il piccolo “MAZAPECUL”, che forse non esiste, che nessuno ha mai visto, ma se lo cerchi…c’è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera tornati a casa, quanta meraviglia e stupore nel vedere, i pesanti scatoloni ritornati in casa come erano e dove erano, prima dello spostamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno li aveva spostati, nessuno ne sapeva nulla, era chiaro…., lampante…., quello era un dispetto, di quell’esserino, spirito beffardo, della casa, richiamato dal nostro cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho visto “MAZAPECUL” ma ora so come è ed ho potuto disegnarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Emanuela per l’Associazione L’Ippocampo Viserba.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TO_6DYqd4wI/AAAAAAAAAFs/kFFkJDgEebc/s1600/Manuela.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" ox="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TO_6DYqd4wI/AAAAAAAAAFs/kFFkJDgEebc/s320/Manuela.jpg" width="232" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-661080266760723767?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/661080266760723767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/11/da-emanuela-non-conosco-mazapecul-non.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/661080266760723767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/661080266760723767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/11/da-emanuela-non-conosco-mazapecul-non.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TO_6DYqd4wI/AAAAAAAAAFs/kFFkJDgEebc/s72-c/Manuela.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-2796180267750892324</id><published>2010-10-20T16:06:00.001+02:00</published><updated>2010-10-23T11:33:39.337+02:00</updated><title type='text'>Cinema Teatro RIVOLI</title><content type='html'>l'allegata fotografia è il " fù " Cinema Rivoli di Viserba in Via Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL73DEHyTeI/AAAAAAAAAFo/fI7rgPMHtfw/s1600/volantino+serata.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ex="true" height="211" src="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL73DEHyTeI/AAAAAAAAAFo/fI7rgPMHtfw/s320/volantino+serata.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già Cinema Teatro Nuovo, possedeva un enorme palcoscenico - della grandezza circa di quello del Teatro Novelli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito, negli anni 50 il palcoscenico è stato sostituito dalla costruzione di un appartamento, piuttosto grande, che &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ha ospitato la famiglia Righi che, all'epoca , assieme ai Pinzi (vedi Arena Imperiale) erano proprietari del locale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni '60 il Cinema-Teatro Nuovo ha ospitato ilo celebre Veglione dei Fiori organizzato dal Circolo Cittadino la &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cui sede era allora nel mitico Caffè Nautic dei Panighelli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trasformato in Cine Rivoli, quando è stato demolito per il " solito " Condominio, il proprietario del locale ebbe a dirmi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(io ho fatto per 35 anni il proiezionista nel cinema): demoliamo il locale anche grazie ai vostri politici ???!!! - Meditate gente, meditate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao a tutti &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Protti&amp;nbsp; per L'associazione Ippocampo Viserba&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-2796180267750892324?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/2796180267750892324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/10/cinema-teatro-rivoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/2796180267750892324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/2796180267750892324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/10/cinema-teatro-rivoli.html' title='Cinema Teatro RIVOLI'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL73DEHyTeI/AAAAAAAAAFo/fI7rgPMHtfw/s72-c/volantino+serata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-7718783359184907857</id><published>2010-10-19T20:04:00.000+02:00</published><updated>2010-10-19T20:04:17.920+02:00</updated><title type='text'>L'ippocampo accolto dalle Parrocchie di Viserba Mare e della Sacramora.</title><content type='html'>Pierluigi Sammarini per l'"Associazione Ippocampo Viserba"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono trascorse due settimane dove l'attività tra la gente di Viserba,&amp;nbsp; in un clima decisamente autunnale, ci ha visti con la nostra testimonianza della Memoria tra la gente del Nostro Territorio, in particolare con le Parrocchie di Viserba Mare, Domenica 10 Ottobre e la&amp;nbsp;Parrocchia di San Vicinio della Sacramora, Domenica 17 Ottobre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascio ad altri il compito di descrivere i momenti peculiari degli eventi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io&amp;nbsp;vi narro la mia sensazione&amp;nbsp;in qualità di&amp;nbsp;presidente dell' IPPOCAMPO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Ippocampo registra questi due momenti, vicini e contigui e ne riporta la Cronaca degli stessi a futura memoria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL3V1-oNHkI/AAAAAAAAAFU/0VroASVjjIQ/s1600/10102010192.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ex="true" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL3V1-oNHkI/AAAAAAAAAFU/0VroASVjjIQ/s320/10102010192.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;A Viserba la processione con la Madonna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la settimana successiva in Via Pallotta la processione con le spoglie di San Giuliano;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL3WhXlsqhI/AAAAAAAAAFY/lnkQ3O7YhIs/s1600/17102010363.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ex="true" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL3WhXlsqhI/AAAAAAAAAFY/lnkQ3O7YhIs/s320/17102010363.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Quanta partecipazione, la gente si stringe attorno alle realtà parrocchiali con varie motivazioni, da quelle di componenti di comunità cristiane, ma anche a quelle di cittadini, bisognosi di momenti di aggregazione, di motivazione spirituale, o di interesse nei confronti di uno "STUPORE" che ci assale nei momenti quotidiani troppo spesso privi di obiettivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gente&amp;nbsp; è partecipe, chi si butta nella mischia ne trae sempre un giovamento.&lt;br /&gt;Scopre che la comunità allargata dei cittadini, delle parrocchie, delle associazoni, delle famiglie, si può ritrovare insieme e scoprire i motivi dell'essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle tradizioni, alle esperienze di fede, dalla pigrizia dei un divano domenicale alle gioie della condivisione dei messaggi dell'altro che chiede di incontrarti facendoti vivere la storia della sua fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'IPPOCAMPO vuole essere dentro la cronaca. Tutta, &amp;nbsp;ed è in prima linea nella ricerca che gli individui manifestano col loro passato, le tradizioni, la fede, i fatti del quotidiano che diventano per noi Storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Storia dell'essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro stand ha brillato di luce riflessa dalle esperienze della gente;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL3acR0lkbI/AAAAAAAAAFc/eUO0DK4pqVo/s1600/10102010264.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ex="true" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL3acR0lkbI/AAAAAAAAAFc/eUO0DK4pqVo/s320/10102010264.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ed abbiamo scoperto anche un'aspetto simpatico comune a tutti, sempre e costante, nella storia come nella vita quotidiana, nel retaggio di noi "semplici" come ai convivi dei potenti. La Cucina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che tutti ci unisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL3c-I-s4EI/AAAAAAAAAFg/Mect1wdvi9s/s1600/10102010205.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ex="true" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL3c-I-s4EI/AAAAAAAAAFg/Mect1wdvi9s/s320/10102010205.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Cuochi della festa Parrocchiale di Viserba Mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL3dVFu7lCI/AAAAAAAAAFk/3CO20MjUdKw/s1600/17102010323.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ex="true" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL3dVFu7lCI/AAAAAAAAAFk/3CO20MjUdKw/s320/17102010323.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Cuoche della festa parrochiale di San Vicinio della Sacramora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questo è l'IPPOCAMPO. Ciao&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-7718783359184907857?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/7718783359184907857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/10/lippocampo-accolto-dalle-parrocchie-di.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7718783359184907857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7718783359184907857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/10/lippocampo-accolto-dalle-parrocchie-di.html' title='L&apos;ippocampo accolto dalle Parrocchie di Viserba Mare e della Sacramora.'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TL3V1-oNHkI/AAAAAAAAAFU/0VroASVjjIQ/s72-c/10102010192.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-7386345069831261869</id><published>2010-10-07T19:43:00.000+02:00</published><updated>2010-10-07T19:43:57.579+02:00</updated><title type='text'>"la torretta"</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; mso-outline-level: 2;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #1c2a47; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Villa "La Torretta" Storia di un simbolo di Viserbella&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 7.5pt;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color: #3b5998; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Sabrina Ottaviani per ass.Ippocampo Viserba&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;span style="color: grey; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Siamo a Viserbella, domenica 3 ottobre 2010, le porte della celebre villa “La Torretta” si schiudono all’Associazione Ippocampo accompagnate dal sorriso accogliente della signora Anna Pia Ferraretti, medico Bolognese ed attuale proprietaria della villa assieme alle quattro sorelle.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Veniamo introdotti fra le mura di uno degli edifici “simbolo” della nostra Viserbella.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Un “&lt;i&gt;Landmark&lt;/i&gt;” per dirlo con un inglesismo, ovvero un luogo storico della memoria collettiva del paese da generazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Questa villa, costruita da un ingegnere piemontese, del quale non abbiamo rintracciato il nome, risale al 1929.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;A quell’epoca campi di grano separavano la villa dal mare, ne è testimonianza&amp;nbsp;il resto di una antica costruzione, che e stato solo recentemente prelevato dal mare antistante la villa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Con la&amp;nbsp;costruzione del molo del porto di Rimini la spiaggia e i campi di grano vennero fagocitati dai flutti e a fine anni ’50 la villa era quasi per due lati circondata dal mare che ne lambiva la mura di cinta.(vedi foto)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;La costruzione della “Torretta” risultò all’epoca all’avanguardia nell’utilizzo dei materiali e delle moderne tecniche di costruzione ricevendo addirittura un Premio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Oltre alla struttura in cemento armato, più unica che rara all’epoca, si contavano ben 2 bagni con acqua corrente, al piano terra e al secondo piano oltre ad un&amp;nbsp;&amp;nbsp;impianto elettrico e grondaie interne!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;La costruzione si sviluppa su 4 livelli: una cantina, un piano terra rialzato, il primo piano, il secondo piano con un’ampia terrazza panoramica ed una ulteriore torretta terrazzata a dominare il mare e la spiaggia da un lato ed il passeggio sulla litoranea dall’altro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;A causa di sfortunate vicende economiche sopravvenute al primo proprietario , la villa passò di mano alla Guardia di Finanza che ne prese possesso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Durante la seconda guerra mondiale fu occupata dai comandi delle truppe inglesi che qui si stanziarono all’epoca del Fronte; talune voci ricordano anche la presenza dentro alla villa di un prete con dei bambini, presumibilmente orfani di guerra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Disabitata e circondata da un alone di mistero, forse infestata da fantasmi….la villa cadde in stato di abbandono fino a quando nel 1959 un medico bolognese, più precisamente di San Giovanni in Persiceto, signor Giuseppe Ferraretti (per metà di origini romagnole, la di madre era una cattolichina) non se ne innamorò e volle acquistarla.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;I membri della famiglia Ferraretti si possono a buon titolo considerare cittadini onorari di Viserbella. Fin dal ’50 furono ospiti affezionati del nostro paese: della Pensione Flora prima, per affittare in seguito la bellissima e antica “Casa Verde” adiacente al Flora ora demolita che sorgeva in luogo dell’attuale Big Ben Bar.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;I bellissimi e profondi occhi azzurri della signora Anna Pia si illuminano nel parlare della sua Villa, alla quale lei e le sorelle sono affezionate come ad un “gioiello di Famiglia”, La Torretta è per loro una sorta di “Buen Retiro” dalla caotica e frenetica Bologna, dove amano&amp;nbsp;&lt;i&gt;rifugiarsi&lt;/i&gt;&amp;nbsp;in compagnia della famiglia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Come Ippocampo siamo felici dell’accoglienza ricevuta e ringraziamo tutte le famiglie come i Ferraretti che “vivono, sentono e amano” questo lembo di mare come parte della loro storia personale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 18.0pt;"&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 8.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Sabrina&amp;nbsp; Ottaviani per L'Ippocampo Viserba e dintorni..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-7386345069831261869?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/7386345069831261869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/10/la-torretta.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7386345069831261869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7386345069831261869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/10/la-torretta.html' title='&quot;la torretta&quot;'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-7192189855544147107</id><published>2010-09-01T19:09:00.000+02:00</published><updated>2010-09-01T19:09:34.266+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: 18px;"&gt;&lt;b&gt;La tratta secondo la tradizione dei pescatori  riminesi: quattro giorni di rievocazioni con la Pro Loco Ghetto  Turco&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche  quest’anno l’associazione Pro Loco Ghetto Turco di Rimini, di concerto con  alcuni pescatori esponenti storici della marineria viserbese, organizza la  rievocazione delle vecchie tradizioni di pesca riminesi. Saranno quattro le  calate di &lt;i&gt;tratta&lt;/i&gt;, due sulla costa nord della città, due nella zona  sud.&lt;br /&gt;Appuntamento il 4 settembre a Viserba (stabilimenti 37-38) dalle 16; il  5 a Viserbella (bagno 40) alle 16.30; venerdì 10 a Miramare (stabilimenti  139-140); sabato 11 a Marebello (bagni 99-100).&lt;br /&gt;Quest’anno la Pro Loco  coinvolgerà anche gruppi delle scuole riminesi, con l’obiettivo di far conoscere  a bambini e ragazzi le tradizioni marinare dei loro nonni e bisnonni. Insieme a  cittadini e turisti, gli alunni saranno invitati ad assistere dall’arenile alle  operazioni di pesca.&lt;br /&gt;Le scuole riminesi potranno inoltre visitare il museo  dell’associazione “E’scaion &lt;a href="http://www.escaion.it/" target="_BLANK"&gt;&lt;http://www.escaion.it&gt;&lt;/http://www.escaion.it&gt;&lt;/a&gt; ”, che propone, attraverso  l’esposizione di raccolte etnografiche e naturalistiche, di preservare la  vitalità della memoria e diffondere la conoscenza della locale cultura marinara.  Nell’occasione sarà allestita una &lt;i&gt;rustida&lt;/i&gt; secondo la vecchia tradizione  dei pescatori riminesi, dimostrazione concreta della qualità dei prodotti  dell’Adriatico nell’ambito della rievocazione della tratta.&lt;br /&gt;La Pro Loco  Ghetto Turco ringrazia la Capitaneria di Porto per avere autorizzato  l’iniziativa di valorizzazione delle tradizioni della gente di mare riminese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;Marzia Mecozzi per ass.IPPOCAMPOVISERBA&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-7192189855544147107?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/7192189855544147107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/09/la-tratta-secondo-la-tradizione-dei.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7192189855544147107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7192189855544147107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/09/la-tratta-secondo-la-tradizione-dei.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-5837767544082550668</id><published>2010-08-29T09:03:00.002+02:00</published><updated>2010-08-29T09:03:51.111+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La maestra Savoia nei ricordi degli alunni di un&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;tempo. I ricordi di Laura Botteghi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A Viserba tutti ricordano la scuola di via Donizetti, la palazzina a due piani dove in quattro aule erano ospitati i bambini delle scuole elementari. Le maestre erano quattro: Savoia, Mazzoni di Viserbella, Bianchi e Albertina Montebelli che venivano da Rimini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Poi c’era la maestra Perdicchi che insegnava in via Mazzini nell’odierna sede del Quartiere. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;I ricordi di due scolare del tempo, Marisa e Laura, sono ben chiari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Laura è della classe 1923 e racconta: con la maestra Savoia ho frequentato le cinque classi elementari, classi miste e numerose. Erano gli anni di povertà, quelli del 1930. La maestra era un’autorità. Quando entravamo in classe sapevamo come comportarci: tacere e “ubbidire come agnelli”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Era un’insegnante stupenda, paziente e brava. Seguiva molto i bambini e capiva le necessità di tutti. Abbiamo imparato a scrivere riempiendo quaderni di aste, di numeri, di esercizi di bella scrittura. La giornata era piena: al pomeriggio una volta abbiamo recitato in una commedia. Il mio ricordo è riconoscente. Certamente avevamo soggezione di lei, non osavamo ribattere alle sue osservazioni come fanno i ragazzi di oggi. Obbedivamo tacendo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Se si sbagliava, era facile essere messi dietro alla lavagna o colpiti sulle mani con una bacchetta che la maestra teneva sulla cattedra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le mie scuole sono finite con la quinta elementare, ma le conoscenze acquisite non sono inferiori a quelle che i ragazzi di terza media oggi conseguono.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Eravamo sette fratelli, di cui due maschi. Mio padre decise che la formazione scolastica mia e delle mie sorelle era sufficiente. Proseguire gli studi era una prerogativa dei maschi (i miei fratelli sono diventati ragionieri). Talvolta la maestra riteneva che qualche scolara era dotata di buona intelligenza e consigliava&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;di proseguire gli studi nelle scuole di Rimini, ma si arrendeva davanti al pregiudizio e l’ignoranza di molte famiglie: per le donne lo studio non era necessario e andare a studiare a Rimini significava “diventare delle poco di buono”!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il destino delle femmine era, perciò, diventare donne di casa. Al massimo si andava a imparare a cucire in quel laboratorio di sarta dove non restava, anche qui, che stare zitte, lavorare e… ubbidire!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;articolo a cura di Donata e Maria Cristina, per associazione L’Ippocampo Viserba&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-5837767544082550668?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/5837767544082550668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/08/la-maestra-savoia-nei-ricordi-degli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5837767544082550668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5837767544082550668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/08/la-maestra-savoia-nei-ricordi-degli.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-5456816757126206949</id><published>2010-08-05T09:14:00.000+02:00</published><updated>2010-08-05T09:14:35.497+02:00</updated><title type='text'>Viserba. Il sole discreto che non fa rumore. Omaggio a Elio Pagliarani.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Articolo di Maria Cristina Muccioli per Ippocampoviserba&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TFpkcgyKokI/AAAAAAAAAFE/zGnpC3WBm1g/s1600/004-Elio-pagliarani-particolare1-300x225.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TFpkcgyKokI/AAAAAAAAAFE/zGnpC3WBm1g/s320/004-Elio-pagliarani-particolare1-300x225.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Anche quest’anno Viserba&amp;nbsp;accoglie per le ferie estive il “suo” poeta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;a href="http://eliopagliarani.it/"&gt;Elio Pagliarani&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;, uno degli ultimi esponenti della &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neoavanguardia"&gt;Neoavanguardia del Novecento,&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; fondatore del &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_63"&gt;Gruppo 63 &lt;/a&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;e tanto altro ancora, sta infatti trascorrendo le&amp;nbsp;vacanze insieme alla moglie Cetta nella sua casa in riva all’Adriatico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Non tutti lo riconoscono…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Nella piazza centrale, qualche sera fa, qualcuno gli si è avvicinato quasi timidamente… semplicemente per stringergli la mano.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Nella sua opera “&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;La ballata di Rudi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;” Pagliarani ha descritto, con le tinte e&amp;nbsp;i ritmi della sua poesia (“&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.heyokeproject.com/elio-pagliarani-un-rapper-di-neoavangiardia/"&gt;un rapper&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;di neoavanguardia”, lo ha definito un critico) i luoghi e le persone di Viserba, la sua terra.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;“&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Le sue liriche hanno raccontato i cambiamenti suoi e del suo paese (o meglio i suoi paesi-paesaggi) dagli anni ’50 al 2005.&amp;nbsp; Nei suoi scritti musicalità, tensione lirica e l’intenzione di narrare si condensano in una dimensione epica e drammaturgica&lt;/i&gt;.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Uno dei paesi-paesaggi è proprio la nostra, la sua, la mia Viserba.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Un esempio? La spiaggia e il sole discreto, “che non fa rumore”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;Elio Pagliarani&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;La “&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;La ballata di Rudi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;” (1995)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;VI. A spiaggia non ci sono colori&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;A spiaggia non ci sono colori&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;la luce quando è intensa uguaglia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;la sua assenza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;perciò ogni presenza è smemorata e senza trauma&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;acquista solitudine&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;La parole hanno la sorte dei colori&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;disteso&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;sulla sabbia parla un altro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;sulla sabbia supino con le mani&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;dietro la testa le parole vanno in alto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;chi le insegue più&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;bocconi con le mani sotto il mento&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;le parole scendono rare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;chi le collega più&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;sembra meglio ascoltare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;in due&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;il tuo corpo e tu&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;ma il suono senza intervento è magma è mare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;non ha senso ascoltare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Il mare è discreto il sole&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;non fa rumore&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;il mondo orizzontale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;è senza qualità&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;La sostanza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;è sostanza indifferente&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;precede&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;la qualità disuguaglianza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-5456816757126206949?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/5456816757126206949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/08/viserba-il-sole-discreto-che-non-fa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5456816757126206949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5456816757126206949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/08/viserba-il-sole-discreto-che-non-fa.html' title='Viserba. Il sole discreto che non fa rumore. Omaggio a Elio Pagliarani.'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TFpkcgyKokI/AAAAAAAAAFE/zGnpC3WBm1g/s72-c/004-Elio-pagliarani-particolare1-300x225.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-3355252983927141444</id><published>2010-07-28T20:09:00.002+02:00</published><updated>2010-07-28T20:09:17.840+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 10.0pt; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;SPIRITI DI OLIMPIA di Paritani&lt;br /&gt;A Gorizia presso i Musei Provinciali dal 15 luglio al 29 agosto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 10.0pt; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;Marzia per L’Ippocampo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 10.0pt; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;Segnalo a tutti i lettori del Blog dell’Ippocampo questa notizia, per due motivi: il primo, è che i fotografi Paritani sono due miei amici carissimi e due grandiosi professionisti dell’immagine; il secondo, è che Spiriti di Olimpia, che consiglio di andare a visitare, non solo a Gorizia, ma anche sul sito ufficiale &lt;a href="http://www.fotoparitani.it/olimpia.htm"&gt;www.fotoparitani.it/olimpia.htm&lt;/a&gt; è un servizio fotografico straordinario realizzato all’interno della Corderia di Viserba.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 10.0pt; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;“Nell’ambito dell’edizione 2010 del Premio Sergio Amidei, dal 15 luglio al 29 agosto, si svolgerà a Gorizia, presso i Musei Provinciali, la mostra fotografica &lt;b&gt;“Spiriti di Olimpia&lt;/b&gt;” dei fotografi &lt;b&gt;Paritani. &lt;/b&gt;Il duo Paritani – Roberto Pari e Sergio Tani - non ha conosciuto il critico Ugo Casiraghi, ma la mostra si pone curiosamente al punto di incontro fra la sezione Film and Reality: Naziskino – Ugo Casiraghi (che ospita il celebre documentario in due parti Olympia di Leni Riefenstahl) e l'altra grande passione di Casiraghi: lo sport. &lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 10.0pt; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;Ed ecco il collegamento con i Paritani che per anni hanno giocato e fotografato con ironia protagonisti di varie specialità sportive, dove &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;gli&amp;nbsp; atleti si muovono in un paesaggio postindustriale, immersi in scenari nei quali dominano grandi ruote d'acciaio – un tempo cuori pulsanti di una corderia – scheletri metallici di frantoi per inerti, ruderi di fabbriche dai cui muri sbrecciati emergono, come nervi e ossa di un corpo ormai in decomposizione, barre d'acciaio usate per il cemento armato, che possono pure fare le veci di liane per pareti da scalare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 10.0pt; mso-margin-top-alt: auto;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;Nel gesto stilizzato degli atleti gli autori non mirano tanto a rappresentare l'agonismo, la lotta, ma rivelano piuttosto la ricerca della natura arcaica e profonda dello sport, quella natura che accomuna le movenze della pratica agonistica all'armonia della danza. Dai loro scatti trapela un “occhio fotografico” educato e colto, ricco di citazioni e omaggi agli amati fotografi Horst, Mapplethorpe e Luxardo, ma con un originale e fanciullesco piacere per il gioco e per la sorpresa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-3355252983927141444?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/3355252983927141444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/spiriti-di-olimpia-di-paritani-gorizia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3355252983927141444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3355252983927141444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/spiriti-di-olimpia-di-paritani-gorizia.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-373892889068101379</id><published>2010-07-27T07:29:00.000+02:00</published><updated>2010-07-27T07:29:09.009+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Due brevi aneddoti viserbesi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Dalla memoria di Carlo Alberto Bianchi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10.0pt;"&gt;Marzia Mecozzi per L’Ippocampo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di viserbesi del passato, che hanno colpito la fantasia di scrittore di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Carlo Alberto Bianchi&lt;/b&gt;, ce ne sono un paio dei quali, con magistrale tocco e raffinata attitudine alla penna, ci descrive aspetto, movenze, peculiarità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TE5t4sUlJII/AAAAAAAAAEs/BbWEOKMJ6zM/s1600/foto+006.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TE5t4sUlJII/AAAAAAAAAEs/BbWEOKMJ6zM/s200/foto+006.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Prima di affrontare la storia dell’uomo che ha pettinato le signore più nobili e famose negli anni in cui le ville della prima linea (cioè quelle affacciate direttamente sulla spiaggia) ospitavano le Famiglie più in vista del Bel Paese, ecco due brevi ed inedite storie narrate dalla viva voce del &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;coiffeur di Viserba&lt;/b&gt;, alias autore del bel libro autobiografico &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;“Viserba, e un suo paesano che si racconta”.&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’uomo dalla pipa in bocca.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Era sempre chino sulla riva del mare, impegnato a rammendare le reti… Si chiamava Neri; il nome di battesimo non lo ricordo più… Eravamo soliti vederlo aggirarsi solitario col berretto da marinaio calato sugli occhi e l’inseparabile pipa in bocca. Neri aveva una caratteristica precisa, nota a tutti, anche ai forestieri: era un famelico mangiatore e, cosa stupefacente, era magro come un chiodo. Vederlo mangiare, direttamente dalla pirofila, era uno spasso. Suo figlio Osvaldo aveva ereditato la stessa attitudine al cibo. Si racconta che un giorno, uscendo di casa, sua moglie si fosse raccomandata con entrambi: - Ho messo su i fagioli, all’ora di pranzo, buttate giù la pasta! – A quel tempo le famiglie ricevevano la Carta Annonaria, una tessera che dava diritto alla provvista di alcuni alimenti e beni di prima necessità, come ad esempio il sapone, per tutto il mese. Beh, Neri e suo figlio Osvaldo, quel giorno buttarono giù la pasta, come ordinato dalla donna di casa e, per non rischiare di patire la fame, buttarono in pentola la pasta di tutto il mese!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Il primo capostazione di Viserba.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Il Signor Lodi veniva da Bologna e sembra che, quando arrivò a Viserba, la prima cosa che esclamò, guardandosi attorno, sia stata: - Ma dov’è ‘sta Viserba?!- Erano i primi anni del Novecento e il paese attorno alla ferrovia era quasi inesistente. Lodi, che sarebbe stato il capostazione della comunità per tanti anni, si era comprato una casa in via Pedrieri, dove visse con la sua famiglia fino alla fine dei suoi giorni. Suo figlio, pur lavorando fuori, ogni estate tornava per trascorrere qui le sue vacanze, era un giovane appassionato di mare. Un giorno, sul finire degli anni Venti successe la tragedia. L’uomo era uscito in barca con il figlioletto di sette anni. Forse ebbe un malore… Fatto sta che sparì in mare e il piccolo rimase solo sulla barca finché i soccorritori non lo trovarono. Il corpo del padre invece fu rinvenuto solo qualche giorno più tardi. Quel bimbo oggi è un noto avvocato del foro bolognese e la storia me l’ha raccontata di persona.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TE5uK5Iww3I/AAAAAAAAAE0/OeYYD6QADCI/s1600/foto+011.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TE5uK5Iww3I/AAAAAAAAAE0/OeYYD6QADCI/s320/foto+011.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di questi piccoli aneddoti è ricca la memoria di Carlo Alberto Bianchi che, nella sera d’estate, seduto in Piazza Pascoli, ci ha regalato un’ora di parole e immagini che presto andranno ad arricchire la nostra raccolta di storie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-373892889068101379?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/373892889068101379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/due-brevi-aneddoti-viserbesi-dalla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/373892889068101379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/373892889068101379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/due-brevi-aneddoti-viserbesi-dalla.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TE5t4sUlJII/AAAAAAAAAEs/BbWEOKMJ6zM/s72-c/foto+006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-8331977404114743957</id><published>2010-07-18T19:15:00.000+02:00</published><updated>2010-07-18T19:15:46.202+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;Marzia Mecozzi per L’Ippocampo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Mezzo secolo di ‘bagni’.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Storia di una vacanza lunga una vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TEM2g00YIwI/AAAAAAAAAEk/ZD6llMUxpiU/s1600/foto02_web.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TEM2g00YIwI/AAAAAAAAAEk/ZD6llMUxpiU/s200/foto02_web.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Questa settimana, il salotto del martedì dell’Ippocampo ha ospitato gli amici di Torino: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Mattea (76 anni) e Enrico (80) Chiavarino.&lt;/b&gt; Bionda platino e sbarazzina lei, più pacato lui, ma entrambi piacevolmente complici nel gioco della memoria che gli abbiamo proposto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Bagnanti a Viserbella prima e a Viserba poi, dal 1956, considerano questo luogo molto più che una seconda casa: piena di amici e, un tempo, anche ricca di momenti indimenticabili. Il desiderio di ricordare è contagioso, soprattutto in coloro che hanno vissuto con gioia l’epoca più vistosa e felice della Regina delle Acque, al tempo in cui la musica, il ballo e l’intrattenimento regnavano sovrani e accompagnavano, al ritmo accattivante dello swing, le ore liete e licenziose della vacanza al mare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“La prima volta che arrivammo al mare, fu in treno: Torino-Rimini. – ricorda Mattea - Dalla stazione di Rimini, il taxi che ci portò fino a Viserbella, all’Albergo Ostenda, era una carrozzella trainata dai cavalli. Era l’estate del ’56. Per tre anni siamo tornati nello stesso albergo, dove restavamo 15/20 giorni. Quando ci siamo comprati l’auto, - prosegue Enrico - una Fiat 600, abbiamo iniziato a fare il viaggio di notte: partivamo da Torino la sera tardi e arrivavamo a destinazione verso il mezzogiorno del giorno seguente.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Mattea ricorda ed elenca uno a uno i luoghi dei suoi soggiorni da turista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Dopo l’Ostenda, per diversi anni siamo scesi all’Hotel Miami e quando i gestori hanno acquistato la Pensione Ala, a Viserba, li abbiamo seguiti. Dopo l’Ala è stata la volta del Byron, dai signori Pinzi e poi, per Vent’anni siamo stati ospiti dalla Rolanda. Negli ultimi anni siamo stati dai signori Fiorini, all’Hotel Riviera, molto curato ed elegante. Poi, quando siamo andati in pensione, abbiamo smesso di essere turisti e siamo diventati, per metà, viserbesi: infatti abbiamo preso in affitto una casetta dove trascorriamo l’intera estate. Non appena arriva il caldo… eccoci qua nella nostra casa al mare!” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Cinquataquattro estati. E molti cambiamenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Soprattutto nello spirito del luogo. – riconosce Mattea con un pizzico di amarezza – Questa Viserba non è più quella che ci ha fatto innamorare di lei… quella che vantava feste, balli, locali, musica, personaggi vip, un luogo come oggi si sente dire di Milano Marittima, di Riccione… Viserba era proprio così. Qui, giorno e notte, c’era una gran vita.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il loro affetto per questa cittadina è immutato, e lo hanno tramandato alla figlia e alla nipotina, che li raggiungono ogni anno ad agosto, ma quanta nostalgia di quei giorni…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Qualche anno fa, proprio qui, in Piazza Pascoli, - racconta Enrico - è stata organizzata una festa a tema: il tema era “una serata alla Villa dei Pini”, quel bellissimo locale che andava così di moda… e l’allestimento è stato curato nel dettaglio, con tanto di camerieri, tavolini, orchestra… Ci è sembrato di rivivere la magia di quelle estati, quando Gorni Kramer dirigeva la sua orchestra, Vittorio Corcelli cantava… e c’era Mina.” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E non c’era soltanto la notte… anche le proposte di spiaggia avevano un certo appeal: per esempio Mattea e Enrico ricordano la tradizionale gara delle sculture di sabbia, che la loro figlia, un anno vinse con una rappresentazione dedicata a Collodi; un evento ormai archiviato da tempo, ma che ha dato il là, in questi ultimi anni ai presepi di sabbia che a Rimini e a Torre Pedrera richiamano ad ogni Natale migliaia di visitatori da tutta Italia. Forse sarebbe il caso di pensare ad un revival?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-8331977404114743957?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/8331977404114743957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/marzia-mecozzi-per-lippocampo-mezzo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/8331977404114743957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/8331977404114743957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/marzia-mecozzi-per-lippocampo-mezzo.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TEM2g00YIwI/AAAAAAAAAEk/ZD6llMUxpiU/s72-c/foto02_web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-7424234564807607514</id><published>2010-07-11T12:14:00.000+02:00</published><updated>2010-07-11T12:14:19.065+02:00</updated><title type='text'>"Bar Dancing Sacramora"</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt;"&gt;Il Bar Dancing Sacramora nei ricordi di Malvina Tamburini&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt;"&gt;(intervistata in giugno 2010)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt;"&gt;“Avevamo messo molti tavolini attorno al bar e avevamo uno dei primi televisori. Quando trasmettevano&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;‘Lascia o raddoppia’ la gente di Viserba veniva da noi portandosi le sedie da casa!” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TDmY5QE3b3I/AAAAAAAAAEU/cLxflzbnzYg/s1600/malvina.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="134" src="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TDmY5QE3b3I/AAAAAAAAAEU/cLxflzbnzYg/s200/malvina.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt;"&gt;La signora Malvina Tamburini ricorda con un pizzico di nostalgia il periodo in cui gestiva il “&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Bar Dancing Sacramora&lt;/b&gt;”, all’interno del parco creato attorno alla pozza da cui sgorgava la famosa sorgente di acqua cristallina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt;"&gt;“Nel ‘49/50 la sorgente, anche se già famosa e frequentata, era un ‘coppo’ nel terreno che, allora, era di proprietà della famiglia Sarti (commercianti di stoffe in piazza Tre Martiri, dove oggi c’è il negozio Max Mara). In quegli anni i Sarti diedero in affitto questo appezzamento alla mia famiglia, che arrivava da Bellariva, come orto. Poco dopo il terreno venne acquistato da Cottarelli, un ricco medico milanese&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;che aveva un grande albergo a Riccione. Lui e sua moglie nel 1954 tennero a battesimo il mio primogenito, Paolo. Grande spirito imprenditoriale, il suo! Fu lui, vedendo quanta gente veniva a berla, ad avere l’idea di sfruttare l’acqua della Sacramora per l’imbottigliamento e il successivo commercio. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Già a quei tempi pensava anche alla trasformazione di Viserba in stazione termale&lt;/b&gt;, ma le sue idee non vennero mai condivise dalle pubbliche amministrazioni a cui lui presentava i suoi progetti e neppure dai proprietari dei terreni che avrebbe voluto acquistare per realizzare il suo sogno. Il primo stabilimento aveva come unica operaia mia sorella Maria, mentre mio padre, già affittuario come ortolano, divenne il custode-factotum. C’era anche la Giuseppina Sarti, appena diciottenne, che faceva la contabile.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt;"&gt;L’industria dell’imbottigliamento ebbe successo, tanto che pochi anni dopo, durante l’estate, vi lavoravano anche quindici persone.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt;"&gt;“Cottarelli sostenne e incentivò la costruzione di un bar con annessa pista da ballo, che mi concesse poi in gestione - continua Malvina - A dire il vero lavorammo di badile io, mia sorella e una cameriera che avevo assunto, proveniente dalle campagne ravennati. Da sole abbiamo riempito con la terra i due fossi che c’erano (ci si pescavano le sanguisughe, che vendevamo alle farmacie). Poi abbiamo costruito un chiosco, la pista da ballo, la fontana rotonda sotto i salici piangenti. Un posto molto bello!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TDmZI_RvQ8I/AAAAAAAAAEc/o7AKKfdGCCU/s1600/pista+da+ballo.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="135" src="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TDmZI_RvQ8I/AAAAAAAAAEc/o7AKKfdGCCU/s200/pista+da+ballo.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt;"&gt;Erano gli anni in cui spopolavano le orchestre, si ballava tutte le sere, la gente veniva appositamente a Viserba anche da lontano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt;"&gt;“Avevamo due o tre camerieri. Non erano stipendiati, ma si tenevano le mance. Con questo sistema guadagnavano molto bene! Un’estate venne persino Adriano Celentano a cantare alla Sacramora! Il bar lo aprivamo molto presto, al mattino, perché c’era molta gente che veniva da Rimini per bere l’acqua. Ricordo i festeggiamenti del Millenario, nel 1957, con tantissime personalità. Venne inaugurato il bassorilievo e il dottor Cottarelli firmò pubblicamente, applaudito da tutti, un documento in cui si impegnava a permettere ai cittadini riminesi di attingere l’acqua della Sacramora nonostante lui avesse avuto la concessione di sfruttamento minerario per l’imbottigliamento. Poco dopo Cottarelli vendette ai Savioli, che trasferirono lo stabilimento più su, verso monte. Il bar l’ho gestito fino al 1958. Dopo di me l’ha avuto un altro gestore per una stagione. Poi basta. Un’avventura conclusa. Ci sono diverse cartoline che testimoniano quel periodo: le avevamo fatte stampare io e mio marito Guido. La didascalia recita: ‘Viserba, Fonte Romana Sacramora’. Sì, direi proprio che non salvaguardando e valorizzando questo luogo come meritava e come Cottarelli, nella sua lungimiranza, aveva sperato, Viserba ha perso una grande occasione!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-7424234564807607514?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/7424234564807607514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/bar-dancing-sacramora.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7424234564807607514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7424234564807607514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/bar-dancing-sacramora.html' title='&quot;Bar Dancing Sacramora&quot;'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TDmY5QE3b3I/AAAAAAAAAEU/cLxflzbnzYg/s72-c/malvina.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-1552243695055163683</id><published>2010-07-06T13:30:00.000+02:00</published><updated>2010-07-06T13:30:18.488+02:00</updated><title type='text'>La maestra Ada Savoia</title><content type='html'>&lt;div style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: 6.0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 4.8pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;Incontro con Alba Biasini, figlia della maestra Ada Savoia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: 6.0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 4.8pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;Marzia Mecozzi per L’Ippocampo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: 6.0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 4.8pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: 6.0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 4.8pt;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TDMRn8hHzjI/AAAAAAAAAEE/727ip7gMFfk/s1600/2.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TDMRn8hHzjI/AAAAAAAAAEE/727ip7gMFfk/s320/2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;All’ombra dei pini secolari, la pianta quadrangolare dell’antico casale, orientata nella direzione del sole e non, come le altre case di via G.Donizetti, parallela alla ferrovia, rivela l’origine della struttura, antecedente alla costruzione della linea ferroviaria. La Villa, che, come spiega l’architetto Pierluigi Sammarini, dovrebbe avere circa duecento anni, è proprietà e dimora estiva di Alba (Bibi) Biasini, che riceve il team dell’Ippocampo nel fresco del suo giardino, uno dei più grandi di Viserba, ai piedi di quella facciata bianca dalle persiane verdi coi balconcini dai fregi preziosi e ferro battuto, avvolta fino a non troppo tempo fa dai racemi di un’edera rampicante che la rendeva – se possibile- ancor più fascinosa e suggestiva.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: 6.0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 4.8pt;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;L’incontro con Bibi (1924), elegante signora di origini forlivesi, nella sua casa di Viserba, è teso a farsi raccontare la storia di sua madre, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;la maestra Ada Savoia&lt;/b&gt;, una delle insegnanti ‘storiche’ di una Viserba agli albori del XX° secolo. Negli anni del Ventennio, la politica fascista aveva avuto grande interesse per la scolarizzazione e per la lotta all’analfabetismo, le classi elementari furono istituite ovunque, fin nei più piccoli centri urbani, tale era Viserba, in quella data. Nel ’23 c’era stata la riforma della scuola, quella definita da Mussolini "la più fascista delle riforme", opera &lt;span class="apple-style-span"&gt;del Ministro dell'Istruzione, il filoso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;fo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Idealismo" title="Idealismo"&gt;&lt;span style="color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;neoidealista&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Gentile" title="Giovanni Gentile"&gt;&lt;span style="color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;Giovanni Gentile&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;rimase sostanzialmente inalterata anche dopo&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_della_Repubblica_Italiana" title="Nascita della Repubblica Italiana"&gt;&lt;span style="color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;l'avvento della Repubblica&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. È in questo contesto che si colloca la vita e l’esperienza di una insegnante e della sua famiglia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: 6.0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 4.8pt;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TDMTjpto1OI/AAAAAAAAAEM/5a6MkzK_UEU/s1600/03072010307.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TDMTjpto1OI/AAAAAAAAAEM/5a6MkzK_UEU/s320/03072010307.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;Alba è nata nel 1924 e, come racconta, ha frequentato le prime due classi elementari a Viserba con sua madre per maestra. Dunque nel Trenta, Alba ha sei anni e frequenta la prima classe, presso la scuola Edmondo De Amicis di Viserba. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: 6.0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 4.8pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;La Scuola, oggi ristrutturata villa padronale, si trova proprio di fronte all’antico cancello di villa Savoia-Biasini, e la maestra che veniva da Forlì per allontanarsi dal rigore della propria famiglia e che aveva insegnato per qualche tempo a Bellaria prima di raggiungere Viserba, si era a tal punto innamorata di questo luogo, silenzioso e riservato, che non lo aveva abbandonato più. Per tanti anni Ada Savoia ha insegnato ai bambini di Viserba, diventando per molti un punto di riferimento, non soltanto didattico, ma anche umano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 18.0pt; margin-bottom: 6.0pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 4.8pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt;"&gt;Nell’articolo, che presto metteremo on line, vedremo perché…&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-1552243695055163683?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/1552243695055163683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/la-maestra-ada-savoia_06.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1552243695055163683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1552243695055163683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/la-maestra-ada-savoia_06.html' title='La maestra Ada Savoia'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TDMRn8hHzjI/AAAAAAAAAEE/727ip7gMFfk/s72-c/2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-4513436172022512649</id><published>2010-07-02T13:08:00.000+02:00</published><updated>2010-07-02T13:08:12.665+02:00</updated><title type='text'>Ippocampoviserba in piazza</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TC3H0C9IiTI/AAAAAAAAAD0/x-w_FrVBlY4/s1600/Ippocampo_PiazzaPascoli_290610_03.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TC3H0C9IiTI/AAAAAAAAAD0/x-w_FrVBlY4/s320/Ippocampo_PiazzaPascoli_290610_03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La memoria in Piazza Pascoli&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di Marzia Mcozzi per L’Ippocampo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La piazza è il luogo dell’incontro, dello scambio, delle chiacchiere, dell’amicizia. E con l’estate eccoci finalmente in piazza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Lo stand dell’Ippocampo, è stato ampliato e strutturato in vista del ruolo ‘istituzionale’ dell’Associazione nell’ambito del programma per l’estate 2010. Come si può vedere dalle immagini, due straordinare gigantografie dominano la scena. Una, rappresenta la piazza Pascoli com’era… l’altra, è Viserba secondo l’Ippocampo (opera grafica di Loredana Cramarossa). Questa immagine è diventata anche una cartolina, che ripropone le linee scelte dall’Associazione per esprimere l’identità del luogo. Gadget molto apprezzato, sia dai turisti che dai nostri concittadini, viene donata a promozione non soltanto di Viserba, ma del lavoro che stiamo facendo, perché tutti coloro che desiderano far parte documentata della storia di Viserba (e dintorni) sappiano chi siamo e dove trovarci.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di lato allo stand, c’è un piccolo salotto, pensato per chiunque abbia qualcosa da raccontare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La serata è vivace, c’è tanto via vai e curiosità attorno al Laboratorio Urbano della&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Memoria, fra i tantissimi che si fermano, chiedono e partecipano, si riconoscono i volti noti degli habitué, indigeni e forestieri. Il gruppo dell’Ippocampo, capitanato dal Presidente Pierluigi Sammarini, è al lavoro, ciascuno con il suo ruolo. Maria Cristina Muccioli prende nota, per la sua ricerca, di tutti i soprannomi locali, che presto saranno resi noti e pubblicati su queste pagine.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Io e Nerea Gasperoni raccogliamo storie… Paolo Catena scatta le foto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il primo ospite del nostro salotto, è ‘Primo’ di nome e di fatto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Rocchi Primo (appunto) detto Nino, classe 1922&lt;/b&gt;. Dalla storia di Primo, che andrà ad arricchire il nostro patrimonio esclusivo di testimonianze, qui riassumo qualche suggestiva memoria di guerra, dal diario segreto di un autentico partigiano. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Tornai a Viserba, la mia terra d’origine, dopo gli anni trascorsi a lavorare prima a Milano, poi a Napoli, risalendo insieme al fronte. Già a Napoli ero stato fra i gruppi antifascisti che avevano liberato la città dal dominio nazista ancor prima che gli alleati arrivassero… E quando la guerra parve sul punto di finire intrapresi un turbolento viaggio di ritorno a casa; un po’ a piedi, un po’ con un convoglio che mi portò fino a Roma… ricordo che avevo una gamba ferita piuttosto gravemente. (…) Mi ero fatto le quattro giornate di Napoli, ero avvezzo alla vita sotterranea, che anche qui a Viserba presi a condurre. Stavamo sempre nascosti, non sapevamo neppure il nome degli altri del gruppo, perché se i tedeschi avessero preso qualcuno di noi, non saremmo stati, neanche volendo, in grado di rivelare le identità dei compagni… Stavamo nascosti nella vecchia corderia, dentro un enorme pagliaio dal quale potevamo veder fuori, cosa stesse accadendo…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TC3IOcaDI2I/AAAAAAAAAD8/bD_zAdrK81M/s1600/Ippocampo_PiazzaPascoli_290610_01.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TC3IOcaDI2I/AAAAAAAAAD8/bD_zAdrK81M/s320/Ippocampo_PiazzaPascoli_290610_01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;E ancora: “Qua a Viserba andavano e venivano anche uomini politici e militari importanti. Diversi Generali avevano qui le loro ville estive. Fra questi c’era il Generale Malavasi, romano, capo di stato maggiore dell’esercito italiano. Aveva firmato con Badoglio la resa dell’Italia. Insieme alla moglie, la Contessa De Laurenti (il padre era un famoso medico), si era rifugiato qua, nella sua villa fra Viserba e Viserbella, all’angolo di via Vincenzo Busignani. I tedeschi lo cercavano, lui si era nascosto nelle cantine della villa, c’erano anche altre otto, dieci persone insieme a loro… gente di qui, del posto. Nessuno ha parlato, tutti hanno mantenuto il segreto, c’era molta solidarietà. Anche i forestieri, che passavano qui l’estate, erano &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;di noi&lt;/i&gt;.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Questo è un piccolo stralcio della storia raccolta nel nostro salotto, nel primo martedì di piazza, terminato &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;all’Angolo del Caffè&lt;/b&gt; ospiti dell’amico Gianni, davanti ad una bottiglia di buon vino bianco ‘ghiacciato’ al punto giusto.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-4513436172022512649?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/4513436172022512649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/ippocampoviserba-in-piazza.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4513436172022512649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4513436172022512649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/07/ippocampoviserba-in-piazza.html' title='Ippocampoviserba in piazza'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/TC3H0C9IiTI/AAAAAAAAAD0/x-w_FrVBlY4/s72-c/Ippocampo_PiazzaPascoli_290610_03.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-1325476045311064956</id><published>2010-06-20T11:49:00.004+02:00</published><updated>2010-07-20T21:12:42.400+02:00</updated><title type='text'>vacanze di ripiego o vacanza che non fà una piega?</title><content type='html'>Oggi segnaliamo questo blog di una "turista per caso" che ha scoperto Viserba per caso. Vi consiglio di visitare il suo sito anche per le bellissime foto e anche perchè fà piacere che qualcuno faccia considerazioni sul ns. ameno luogo di villeggiatura. Se aggiungete che ha scoperto anche le ns. amiche Danda e Cristella ecco che si chiude il cerchio. Grazie Nora e ti aspettiamo sul ns. sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Segoe UI'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; white-space: pre;"&gt;&lt;a href="http://lafelicestagione.blogspot.com/2010/06/da-vacanza-chic-vacanza-cheap.html?showComment=1276961809293_AIe9_BG1ILNyV9dNaH5-l-PhH-mHBM8z1GiQIwA2swqOcTpj3cDHv7EY8_06r3r0XLpNovDhYckTomVX9fBH-MxH5gGsikDOt_rekBvEIorWrfNUsFglp5hopNxJV4FvS76x2eJEVjR_uGM3leiZwsR_AvQ0eIYdoCQmVnu0gOcJD3sAVwxJjrxqG6Z6zDaddTwNfeKRUz0vgHq_Ki50olUagHAAFcTlzMRUGqZLTfjMrBefORcGDjI"&gt;&lt;b&gt;lafelicestagione.blogspot.com&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-1325476045311064956?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/1325476045311064956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/vacanze-di-ripiego-o-vacanza-che-non-fa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1325476045311064956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1325476045311064956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/vacanze-di-ripiego-o-vacanza-che-non-fa.html' title='vacanze di ripiego o vacanza che non fà una piega?'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-378528817700479808</id><published>2010-06-13T17:14:00.000+02:00</published><updated>2010-06-13T17:14:20.969+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;1944-1945 LA RESISTENZA di Vincenzo Baietta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;(4° classificato al XVIII concorso di poesia dialettale “Giustiniano Villa”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sas sparguiun ma tèra,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;omni, strazid, tradid, umiglid, in guera.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Moschi, muscun, bdôcc, zanzeri e polsi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Cl’it magna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sorg, a cungrès sl’asa de furmai, senza furmai,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;jà decis, j’andrà in campagna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vecc,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;chi va lèta sa dò radècc.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Veci,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;c’l’fa claziòn&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;s’un urazion.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Burdlin,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;chi pianz la fema, purin,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;drèinta un casèt&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;cuj fa da lèt.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Brazi, sempra piò stili, c’al lòta,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;al smòv la tèra, al tin bòta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Tenta pora zènta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ch’jà strisè ma tèra la pèla&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;per mez piat ad pulènta,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;un quadret ad pida,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;un mond piò gióst,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;‘na vita piò bela.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sassi, macerie,sparsi per terra,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;uomini,straziati, traditi, umiliati in guerra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Mosche, mosconi, pidocchi, zanzare e pulci&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Che ti mangiano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Topi, a congresso, sull’assa del formaggio,senza formaggio,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;hanno deciso andranno in campagna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Vecchi,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;che vanno a letto avendo mangiato un po di radicchio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Vecchie,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;che fanno la colazione con una preghiera&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;bambini, che piangono dalla fame, poverini,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;dentro un cassetto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;che gli fa da letto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Braccia,sempre piu’ magre, che lottano,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;smuovono il terreno, tengono botta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Tanta povera gente&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Che ha strisciato in terra la pelle&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;per un piatto di polenta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;un pezzo di piada,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;un mondo piu’ giusto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;una vita piu’ bella.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-378528817700479808?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/378528817700479808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/1944-1945-la-resistenza-di-vincenzo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/378528817700479808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/378528817700479808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/1944-1945-la-resistenza-di-vincenzo.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-6852128078074028041</id><published>2010-06-13T11:01:00.002+02:00</published><updated>2010-06-13T11:01:50.495+02:00</updated><title type='text'>Dall’intervista a Vittorio Corcelli</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Zurich Ex BT';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di Marzia Mecozzi per L’Ippocampo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;“Il Jazz è quella musica che, quando l’ascolti, non puoi fare a meno di muovere i piedi…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sabato 12 giugno, all’ora dell’aperitivo&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;, è il famoso Vittorio Corcelli, l’Uomo del Jazz&lt;/b&gt;, a presiedere il tavolo della memoria. Della redazione di Ippocampoviserba ci sono Marzia, Maria Cristina, Loredana, Paolo e Nerea con la partecipazione e supervisione del presidente, Pierluigi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il luogo è ideale: l’angolo riservato agli eventi culturali del Cafè Matisse di Viserba.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il caldo estivo toglie il fiato, ma qualche nota, qualche celebre frase dal repertorio swing ci scappa, ogni tanto, ad intonare il ritmo delle chiacchiere in libertà. Lui conduce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La voce dalla dizione elegante ci riporta agli anni della Publiphono, Polo Nord-Ovest, dagli annunci pubblicitari a quelli dei bambini sperduti (che sembrano quelli dell’isola di Peter Pan e invece sono i piccoli bagnanti dispersi sulla spiaggia affollata).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Qui di seguito, riporto uno stralcio dell’intervista alla quale, nei prossimi giorni, Maria Cristina darà veste definitiva di articolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vittorio è un artista, di quelli veri, che &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;artista&lt;/i&gt; ci nascono. Lui è nato a Fano nel 1928, ed è arrivato a Rimini, con la sua famiglia nel 1941 seguendo il lavoro di suo padre che era procuratore delle imposte. A Villa Verucchio, dove la famiglia si era rifugiata in tempo di guerra, conosce il maestro Pazzini, musicista e autore di operette per ragazzi, che organizza il festival canoro per esordienti&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;dal titolo “L’ora del dilettante”, e si scopre cantante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Finita la guerra, la voglia di ballare sembrava una febbre contagiosa, la gente aveva voglia di buttarsi alle spalle tutte le brutture che si erano consumate negli ultimi, tristi, anni. Si ballava intere nottate, perché, per via del coprifuoco, entravi in sala alle otto di sera e ci uscivi alle otto del mattino dopo!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Le mie canzoni si differenziavano da quelle degli &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;stornellatori &lt;/i&gt;di allora, di Claudio Villa, di Consolini… - dice Corcelli – Io avevo il mio mito in Natalino Otto, uno swing man di quelli autentici e ne riproponevo il ritmo, l’allegria. In quelle lunghe notti, quando il sonno cominciava a farsi sentire e c’era anche chi dormiva sul tavolo da bigliardo, le mie canzoni riuscivano a tenere tutti svegli…” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Nell’estate del 1946 fu inaugurato a Viserba il Garden Ceschi&lt;/b&gt;. “Ero amico di Marcello, figlio del Patron Ceschi, - racconta – Io avevo solo 18 anni, avevo vinto il Festival di Voci Nuove e Mario Latilla, grande personaggio legato al mondo della radio, mi valutò giusto per quel ruolo. Mi proposero 1500 lire a settimana. Mio padre mi diede il permesso, a patto che il signor Ceschi, finita la serata, mi riaccompagnasse a casa…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’anno successivo nacque la Villa dei Pini&lt;/b&gt;, il locale che rimase sempre un punto di riferimento, a Viserba, della bella società. Il suo ideatore era Gianni Nicolò, uomo ‘della notte’, capace patron di diversi locali alla moda, fra questi anche La Casina del Bosco. “Gianni mi aveva voluto alla Casina del Bosco con l’orchestra di Bruno Martino – ricorda Corcelli – successivamente, ho cantato alla Villa dei Pini per quattro estati, tutte le sere. Era il locale più esclusivo di Viserba, dove venivano organizzate grandi feste dai nomi esotici &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Notte a Parigi… La Bella Forestiera&lt;/i&gt;…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;… Il seguito alla prossima puntata.&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-6852128078074028041?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/6852128078074028041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/dallintervista-vittorio-corcelli.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6852128078074028041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6852128078074028041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/dallintervista-vittorio-corcelli.html' title='Dall’intervista a Vittorio Corcelli'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-7542099198195462357</id><published>2010-06-11T22:00:00.000+02:00</published><updated>2010-06-11T22:00:31.234+02:00</updated><title type='text'>Serata all' Ippocampoviserba</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Giovedì 10 giugno. Poesie di Vincenzo Baietta, immagini di Francesco Protti e il progetto del gruppo scout Viserba, reparto Stella Polare, Squadriglia Puma. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Marzia Mecozzi per L’Ippocampo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;“…Topi a congresso, sull’assa del formaggio, senza formaggio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;hanno deciso, andranno in campagna.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La poesia ‘di guerra’ di Vincenzo Baietta (in dialetto; qui soltanto una bella frase della traduzione in italiano) apre la serata dal ritmo incalzante, di giovedì 9 giugno. Sono versi sciolti in lingua romagnola, elegia di una miseria sobria e dignitosa, divisa coi topi (di città) in quell’agosto del ’44. Sono versi che, nella traduzione italiana non perdono d’efficacia, dove la tristezza amara della condizione, non dispone l’animo alla resa, ma induce al sorriso (ironia della sorte) alla maniera Baldiniana. Bravo Professore. Ma soprattutto, bella brigata, ieri sera, quella dell’Ippocampo! con alcune visite a sorpresa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La prima: quella della delegazione del Gruppo Scout Viserba, reparto Stella Polare, Squadriglia Puma. Loro sono: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Marika Russo, Antonella Grassi, Arianna Urbinati, Sara Tonini, Virginia Nitto e Alice Maltoni&lt;/b&gt;. Il gruppo, frizzante e dolcissimo, che si è presentato portando piadine e bevande per tutti, ha elaborato la Specialità CIVITAS, dedicata alla conoscenza del proprio territorio e la loro indagine, confluita in un bel video di interviste, mostrato ieri sera alla riunione dell’Associazione Ippocampo, ha coinvolto i loro nonni Luciano Tonini, Giuseppina Marisa Zanzani, Rino Magnani e Teresa Guidi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gli abbiamo domandato quale sia la cosa emersa da questi racconti, che le ha maggiormente colpite. &lt;/b&gt;“Mi ha colpito l’amore della nonna per il mare, - dice la tredicenne Sara - in tutti i suoi ricordi, lei ha parlato del mare… sempre.” Arianna aggiunge: “Mi hanno colpito i ricordi della guerra. E poi una cosa buffa: la nonna non aveva mai visto persone di colore prima dell’arrivo degli americani! Quegli uomini così diversi, le sembravano arrivare da un altro pianeta. Un’altra cosa che mi ha colpito, - prosegue Arianna – è stata la povertà. Il nonno (Rino Magnani), racconta che veniva da Borghi a piedi per andare a scuola, e che il suo amico veniva da ancor più lontano, ma partiva presto la mattina pur di fermarsi a casa sua e farsi fare un panino dalla mia bis nonna. La famiglia di quel ragazzo mangiava una sola volta al giorno… Quel panino valeva bene il sacrificio di allungare ulteriormente il percorso per arrivare a scuola.”&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Bravissime ragazze! Ma soprattutto, che piacere la presenza del Presidente &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;del Comitato Turistico di Viserba,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Francesco Protti&lt;/b&gt;.con le sue straordinarie immagini della Viserba antica. Scorrono nella proiezione scorci inusuali, vedute da prospettive isolite, panoramiche della spiaggia, del lungomare, della ferrovia… Spazi aperti, campi, acqua, cantieri, ville ancora in costruzione, abiti dalle fogge dimenticate, facce d’antan, ombrellini parasole e i primi alberghi: l’Albergo Principale, l’Albergo Stella d’Italia e il Caffè Concerto coi paralumi di bambù, dove si era esibito anche Secondo Casadei, l’Albergo Bologna, l’Albergo Roma Spiaggia, il Kursaal del quale Francesco possiede scatti da tutte le angolazioni…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E poi, addirittura una intervista registrata, con la viva voce di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gino Ernesto Acerbi&lt;/b&gt;, fotografo sulla spiaggia di Viserba fin dagli anni Trenta… Fotografo ‘ambulante’ dei villeggianti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Eccone un piccolo stralcio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Domanda:&lt;/b&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Cosa ti ha portato a Viserba?&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Risposta:&lt;/b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; è stato il capo cancelliere del tribunale di Roma, lui mi ha trascinato a Viserba, perché ci veniva da anni…&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Domanda:&lt;/b&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Come andava l’attività?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Risposta:&lt;/b&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Quella volta, la stagione era corta… c’era la miseria, si tirava giusto fuori la giornata. Oggi il lavoro da fotografo c’è per tutto l’anno…&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;io sono andato in spiaggia per settanta anni…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Domanda: &lt;/b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Ricordi qualche personaggio famoso?&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Risposta:&lt;/b&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Mi ricordo della Signora Matteotti, la moglie del deputato socialista. Qui le case erano tutte di generali, deputati, signoroni…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Questo è un esempio di alcune delle nostre serate… &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Adesso ci prepariamo a ricevere gli ospiti bagnanti, amici estivi coi quali trascorreremo le migliori ore dell’anno… se volete approfondire insieme a noi dell’Ippocampo le storie viserbesi, a luglio e ad agosto ci potete trovare il martedì in piazza Pascoli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-7542099198195462357?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/7542099198195462357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/serata-all-ippocampoviserba.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7542099198195462357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7542099198195462357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/serata-all-ippocampoviserba.html' title='Serata all&apos; Ippocampoviserba'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-8538472762878711758</id><published>2010-06-07T21:22:00.000+02:00</published><updated>2010-06-07T21:22:54.275+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Maria Cristina Muccioli per Associazione Ippocampo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ho trovato on line questo interessante articolo su Viserba. Il “mito” della Sacramora e di san Giuliano viene letto in chiave più realistica di quella che tutti conosciamo: probabilmente dovremo storicamente approfondire, magari con l’aiuto di qualche studioso più referenziato di noi, che siamo semplici appassionati e curiosi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nell’articolo c’è lo spunto anche per raccontare un famoso ospite, Enzo Ferrari, che fino al 1963 aveva una villetta a Viserbella (v. foto). Anche questo approfondiremo, promesso!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-fareast-language: IT; mso-no-proof: yes;"&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" o:spt="75" o:preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"/&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"/&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"/&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"/&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"/&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"/&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"/&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"/&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"/&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"/&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"/&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"/&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"/&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path o:extrusionok="f" gradientshapeok="t" o:connecttype="rect"/&gt;  &lt;o:lock v:ext="edit" aspectratio="t"/&gt; &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="Immagine_x0020_0" o:spid="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" alt="casa_ferrari.jpg" style='width:265.5pt;height:143.25pt;visibility:visible; mso-wrap-style:square'&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:\Users\ROBY\AppData\Local\Temp\msohtmlclip1\01\clip_image001.jpg"  o:title="casa_ferrari"/&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;img alt="casa_ferrari.jpg" height="107" src="file:///C:/Users/ROBY/AppData/Local/Temp/msohtmlclip1/01/clip_image001.jpg" v:shapes="Immagine_x0020_0" width="200" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" class="MsoNormalTable" style="width: 619px;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr style="mso-yfti-firstrow: yes; mso-yfti-irow: 0; mso-yfti-lastrow: yes;"&gt;&lt;td style="padding: .75pt .75pt .75pt .75pt;"&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Articolo pubblicato sul sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.perfettaletizia.it/"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;www.perfettaletizia.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Viserba è una località balneare situata a 5 km a nord di Rimini.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Il nome Viserba deriva da “&lt;i&gt;vis herbae&lt;/i&gt;”, che significa “abbondanza,   floridezza, forza dell'erba”. Tale etimologia trova il suo riscontro nella   situazione territoriale dove Viserba si costituì come nucleo abitato. Era una   terra alluvionale prodotta dalle esondazioni del vicino fiume Marecchia, che   avevano lasciato zone di strati di argilla organica e torba argillosa, nonché   strati sabbiosi. Nel sottosuolo era poi presente un falda acquifera che   vicino alla costa addirittura si esprimeva in polle zampillanti di acqua   dolce. Dunque terra, sole e acqua erano la situazione ottimale per gli   ortaggi.&lt;br /&gt;La bonifica dagli acquitrini formati dalle deviazioni del Marecchia venne   affrontata dai romani, che trattarono la zona con il sistema della   centuriazione lungo la via Flaminia (220 a. C.). E'&amp;nbsp; da collocarsi in   questo la genesi del nome Visherbae per quell'area.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;br /&gt;Successivamente, le invasioni barbariche crearono grandi difficoltà per gli   insediamenti della centuriazione. A ciò si aggiunse una situazione climatica   problematica fra il IV e l'VIII secolo con abbassamento delle temperature e   un aumento di piovosità con conseguente innalzamento del greto del Marecchia   e quindi nuove esondazioni, che producevano acquitrini. Ci fu poi nel X   secolo una rotta del Marecchia che produsse un ramo che sfociava sulla   spiaggia di Viserba.&lt;br /&gt;In seguito venne realizzata l'opera di bonifica dei monaci benedettini di San   Vitale a Ravenna, che condussero i lavori di bonifica fino a Cattolica.&lt;br /&gt;Viserba, che allora era più a monte, nella forma di un piccolo paese fatto di   umili case di agricoltori e pescatori, poté così resistere a tante calamità.   Attorno a Viserba i terreni erano incolti, con vegetazione spontanea, con dune   sabbiose, ma a Viserba non mancavano gli orti e anche il commercio delle   verdure trasportate al mercato riminese con un carro chiamato “&lt;i&gt;veherba&lt;/i&gt;”,   che vuol dire “trasportatore di erba”.&lt;br /&gt;Nel 1885 si assistette all'inizio di un risveglio dell'area viserbese&amp;nbsp; e   agli inizi del 900 un ingegnere bolognese si fece promotore della   valorizzazione del paese vedendovi la possibilità di magnifiche ferie marine.   Non c'era la luce elettrica, ma tanto silenzio e tanto mare. Nel 1908 c'erano   già un centinaio di villette, e da queste nascerà il termine “&lt;i&gt;villeggianti&lt;/i&gt;”   a designare chi passava l'estate nelle località marine. Nel 1909 Viserba ebbe   una stazione ferroviaria della linea Rimini, Ravenna, Ferrara, Venezia, che   era stata costruita a partire dal 1889.&lt;br /&gt;Agli inizi del 1900 gli abitanti di Viserba erano 611, ma nel 1936 erano già   3150.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;br /&gt;La guerra del 15-18 divampò in breve. La notte del 23-24 maggio 1915 la massa   oscura di un dirigibile passò sopra Viserba per raggiungere Rimini al fine di   indirizzare l'artiglieria delle navi austriache che si stavano collocando   davanti al porto. Un uomo di Viserba vide la massa scura volare sopra di lui   e preso un fucile sparò tutte le cartucce che aveva, ma senza risultato. Il   giorno dopo Rimini era bombardata dalle cannonate.&lt;br /&gt;Si aggiunse un terremoto nello stesso mese di maggio. Giunsero a Viserba   migliaia di profughi dal Veneto alla ricerca di cibo, di una sistemazione.   Furono momenti durissimi per tutti, poi la pace e la ripresa del cammino   verso la valorizzazione di Viserba come luogo turistico marino. Nel 1926   sorsero due Hotel, tre alberghi, venti pensioni.&lt;br /&gt;Il prolungamento del molo di Rimini e il conseguente influsso sul moto ondoso   e un fenomeno di bradisismo cominciarono ad erodere la spiaggia di Viserba   così che nel 1935 si cominciò a provvedere alla costruzione di scogliere   frangiflutti.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;br /&gt;L'ultima guerra non toccò in maniera particolare Viserba.&lt;br /&gt;Il fenomeno dell'erosione della spiaggia proseguì con intensità nel 1947-48   così nel 1950 venne completata la scogliera frangiflutti.&lt;br /&gt;I frangiflutti crearono un effetto di intimità della spiaggia col loro senso   di protezione. Oltre la scogliera attraverso larghi spazi c'era il mare   aperto e le barche vi si avventuravano per la pesca e per il diporto.&lt;br /&gt;Una fonte dava particolare notorietà, quella detta “&lt;i&gt;Sacramora&lt;/i&gt;”. Le   bottiglie con l'acqua “&lt;i&gt;Sacramora&lt;/i&gt;”, con sopra il nome di Viserba   arrivarono in tutta Italia, mentre alcuni rubinetti della fonte erano aperti   al pubblico. Ora la fonte è stata chiusa per rischio di inquinamenti. Il nome   “&lt;i&gt;Sacramora&lt;/i&gt;” vuol dire&amp;nbsp; “&lt;i&gt;sacra sosta&lt;/i&gt;”, e risale al   rinvenimento delle ossa di san Giuliano martire.&amp;nbsp; Il ritrovamento è   avvolto dalla leggenda, già formulata nel 1152. Le ossa del martire sarebbero   giunte a riva dentro un sarcofago di marmo (1,50 m. di altezza e 2,00 di   larghezza) che galleggiò, circondato da luce, dal Proconneso (Elaphonesos o   Neuris) nel Mar di Marmara, fino alla riva adiacente la fonte. Un fondamento   storico esiste. Quello che si può dire è che le spoglie di san Giuliano,   originario di Istria e figlio di un senatore greco, vennero trasportate da   qualche nave cristiana dal luogo di sepoltura andato in rovina,   ripromettendosi di ricavarne un lucro. Le reliquie non furono accettate dalla   Chiesa riminese poiché era commercio del sacro e ci fu quindi una sosta delle   reliquie (“&lt;i&gt;Sacra sosta&lt;/i&gt;”); in tal modo si spiega come le reliquie non   poterono essere trasportate nella cattedrale. Sfumata la possibilità del   lucro le reliquie trovarono sistemazione in un sarcofago di epoca romana   nell'abbazia benedettina dei santi Pietro e Paolo immediatamente fuori delle   mura di Rimini; e qui cominciarono i prodigi e i miracoli operati per   l'intercessione del martire.&lt;br /&gt;A dare un prestigio a Viserba contribuì anche nel 1950 il commendatore Enzo   Ferrari, fondatore della casa automobilistica di Maranello.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;br /&gt;Il commendatore si era fatto costruire una villetta ad un piano a ridosso   della spiaggia. Viserba vide i piloti della Ferrari andare spesso in visita   al commendatore. Questo fino al 1963, poiché dopo il commendatore rimase sempre   nel triangolo Modena, Maranello, Fiorano.&lt;br /&gt;A Viserba le iniziative sono continuate e così è stata realizzata la   famosissima “&lt;i&gt;Italia in miniatura&lt;/i&gt;” con oltre 200 modellini dei   monumenti più famosi d'Italia, su di un percorso di 720 metri, percorribile in   un paio d'ore.&lt;br /&gt;Gente buona quella di Viserba. Gente che si è fatta da sola con sacrificio,   sostituendo pian piano le vecchie case adattate all'accoglienza con alberghi,   non alberghi grandi, ma piuttosto pensioni con calore familiare. Gente che ha   i segni di un'onda di fede che viene da lontano e che è stata rilanciata di   generazione in generazione. Questa onda noi abbiamo voluto rafforzare e   rilanciare verso il futuro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: navy; font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Autori vari: “&lt;i&gt;Viserba... e Viserba&lt;/i&gt;”. Editore Luisè, Faenza, 1993.&lt;br /&gt;Parrocchia Santa Maria: “.&lt;i&gt;..Brevissimi cenni storici su Viserba&lt;/i&gt;”,   2007.&lt;br /&gt;Giulio Cesare Mengozzi: “&lt;i&gt;San Giuliano e Rimini&lt;/i&gt;”, 2004.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-8538472762878711758?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/8538472762878711758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/maria-cristina-muccioli-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/8538472762878711758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/8538472762878711758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/maria-cristina-muccioli-per.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-4816270080844799134</id><published>2010-06-04T13:14:00.000+02:00</published><updated>2010-06-04T13:14:08.124+02:00</updated><title type='text'>intervista a Fis-cioun  per Ass.IPPOCAMPOVISERBA</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;u&gt;Alfredo Grossi? No, è Fis-cioun, “il pescatore” di Viserba&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;(di Maria Cristina Muccioli – 2 giugno 2010)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Duvè ch’e’ sta Fis-cioun?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Volta so in via Rossini,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;a sinéstra po’, la sgonda,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ta t’ trov òna ad cal stradini&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ch’la è ziga, che la n’ sfonda.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;T’void a destra una capana,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;un ch’e’ sbòffa m’un fugoun,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;un mòcc’ ad zenta cla sgulvana&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;e t’si arvat! Ui stà Fis-cioun!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;(Dove sta Fischione? &lt;/b&gt;Volta su in via Rossini, a sinistra poi, la seconda, ti trovi una di quelle stradine, che è cieca, che non sfonda. Vedi a destra una capanna, uno che sbuffa ad un focone, tanta gente che si abbuffa. E sei arrivato! Ci sta Fischione!)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Le indicazioni per trovare la casa di Fis-cioun erano in un angolino della memoria grazie a questa poesia di Vittorio Valderico&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Mazzotti ascoltata più volte dalla viva voce dell’autore. Insieme agli altri della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;troupe&lt;/i&gt; dell’Ippocampo (Nerea, Paolo e Loredana) ci siamo presentati puntuali, un sabato pomeriggio di maggio, accolti dalla proverbiale ospitalità di Fisc-cioun: non poteva mancare un bicchiere di vino (ottima albana passita “comprata personalmente a Bertinoro”) accompagnato da cioccolatini e biscotti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sì, perché Alfredo Grossi, detto Fis-cioun, a Viserba e non solo è conosciuto per aver fatto sedere alla sua tavola mezzo mondo. Come scrive l’amico Mazzotti nel libretto che gli ha dedicato nel 1996… “&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Nella sua capanna, a Viserba, per diversi anni sono passate non solo molte persone, ma moltissime personalità altolocate che si sono… leccate i baffi (è proprio il caso di dirlo) divorando e, come dico io, ‘rudénd i dint’, davanti alle specialità preparate dai due coniugi sempre disponibili e simpatici come nessun altro&lt;/i&gt;.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Mazzotti parla di “coniugi”: in effetti fino a poco tempo fa i “Fischioni” erano due. Ines, l’amatissima moglie di Alfredo è scomparsa recentemente. Una metà che manca. Si capisce subito, all’inizio dell’intervista. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Fis-cioun, infatti, esordisce mostrando l’album dei ricordi, con le immagini degli oltre sessant’anni passati insieme alla sua Ines.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Un viaggio fotografico che inizia con scatti in bianco e nero di lui ragazzo, appena ventunenne. Poi il viaggio di nozze a Roma, nel 1947. I figli, arrivati presto: Giancarlo, Diego, Luisa… Una foto del 1952 ce lo mostra in Argentina, un’altra sulla giostra a Montevideo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;“Mi sono imbarcato giovanissimo – racconta Fis-cioun – Per quattordici anni ho girato il mondo, ma fra navigazione sulle grandi rotte e motopescherecci in Adriatico ho fatto ben cinquantadue anni di mare! Guardate le mie braccia. Questi sono i segni dei legamenti rotti per tirare su le reti. Non c’erano mica i verricelli come ora!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Fis-cioun era fuochista sulle petroliere.&lt;/b&gt; I suoi racconti parlano di una vita dura, mesi e mesi lontano dalla famiglia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;“L’imbarco più lungo durò 33 mesi: partii che mio figlio Giancarlo aveva appena quattro giorni e quando finalmente tornai, quasi tre anni dopo, lui non mi voleva vedere. Era spaventato, non mi conosceva! I contratti erano inizialmente di 18 mesi, poi venivano prorogati. Se non si era nel Nord Europa non si poteva tornare a casa in licenza. Quella volta potei venire a salutare la famiglia perché, finalmente dopo mesi e mesi in Asia, arrivammo in Olanda. Quando morì mio babbo, avevo 23 anni, lo venni a sapere sei mesi dopo. Ero in Giappone e a quei tempi non c’erano i telefonini! Una volta feci un viaggio da Baltimora fino a Odessa, in Russia, per caricare dell’orzo. Proseguii fino a Danzica per un altro carico, poi fino al Giappone e poi ancora fino in Cina per caricare qualche tonnellata di riso. Che vita… Però si guadagnava bene. Ricordo un assegno di 800mila lire, che a quei tempi erano tante, che però in banca, a Viserba, non mi vollero pagare perché era intestato a mia moglie. Spesso erano la Ines con i bambini a venirmi a trovare nei porti dove arrivavo: più di una volta mi sono venuti a salutare a Venezia, Genova, Taranto. Stavo tranquillo, a casa c’era con loro mia suocera Checca. Gran cuoca! Ma la figlia ancora di più! La casa della Checca era sempre aperta, ospitale. Spesso c’era gente sconosciuta a tavola. ‘Ma dai, Fis-cioun – diceva – Non hanno i soldi per fare la spesa&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;, ò fat du strozaprìt in piò, sa vut che sia&lt;/i&gt;? (ho fatto due strozzapreti in più, che sarà mai?)’.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se la storia di Fis-cioun fosse un musical, si dovrebbe proprio intitolarla “&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Aggiungi un posto a tavola, che c’è un amico in più…&lt;/b&gt;”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Questa caratteristica è diventata proverbiale. Provate, se non ci credete, a fare il suo nome dalle parti di Viserba: &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Fis-cioun vuol dire tavolate di gente festosa, vuol dire buon pesce, vuol dire spiedi intagliati nel legno di tamerice&lt;/b&gt; e infilati verticalmente su di un letto di sabbia, mentre la brace, ingabbiata al centro di questo cerchio magico e profumato, li cuoce senza toccarli. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;“Un sistema tipico dei marinai – spiega Fis-cioun – Fra le cuccette c’era un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;paranzale&lt;/i&gt;, col suo portellino (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;e’ stènt&lt;/i&gt;, cioè il boccaporto), che fungeva da cucina. Lì preparavamo i brodetti e le grigliate… Con quello che pescavamo: triglie, calamari, canocchie, sogliole. Allora sì, che ce n’era! Mica come adesso, che con tutte quelle barche enormi hanno spopolato il mare! Il mio fuocone personale, poi, me la sono fatto costruire da Baietta. Ma lo sapete quanto m’è costato? Un milione e duecentomila lire! E’ un pezzo da museo. A dire il vero, ho regalato molti dei miei attrezzi da pescatore al museo di Viserbella, ‘E’ Scajon’. Tanto, io ho smesso di andare a pescare…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Le pagine dell’album fotografico scorrono. Per ognuna un ricordo, una frase, il nome di un amico…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;“Ecco, questa è la mia prima barca da pescatore, la ‘Fidel Franco’. Poi ho avuto la ‘Bruno V.’ e infine, per quindici anni, la ‘Linda’, finalmente col suo bel radar.” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Dopo gli interminabili viaggi transatlantici, infatti, la carriera in mare di Fis-cioun s’è svolta tutta sull’Adriatico, il mare di casa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;“Io stavo a pescare tutta la notte. Facevo tre o quattro calate. Poi la cernita e il rientro in porto. L’Ines era già lì ad aspettarmi, per correre a vendere alla pescheria. Prima in piazza Cavour, poi alla pescheria nuova del mercato coperto. Ho smesso di andare in mare quattordici anni fa. Le più grandi tavolate le abbiamo organizzate in quei tempi. Il pesce era fresco, garantito! &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Con gli amici che gestivano l’hotel Morolli, Emilio e la Lella, siamo stati persino in Trentino per la Marcialonga e a Terni. Le rustide per i bagnini di Viserba e dintorni, poi, non si contano!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Beh, se non s’era capito… dove c’era fumo di rustida&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;di pesce, di sicuro c’era anche Fis-ciuon…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;“Una volta ho dato da mangiare anche a Corrado, il noto presentatore. Sarà stato il 1950/51. Che cena! A dire il vero Corrado mi fece un po’ incazz… perché, nonostante tutto quel ben di dio che avevo preparato, mi disse che avrebbe gradito del coniglio!” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Per concludere le storie in punta di spiedino, Fis-cioun si raccomanda: “Col pesce, si beve solo vino Sangiovese! Il bianco una volta lo davano a chi era ricoverato in ospedale. Io lo uso solo per cucinare i sughi.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Dopo aver annotato ricette e consigli da veri buongustai, ora invitiamo il nostro amico Fis-cioun a sfogliare l’album dei ricordi andando un po’ all’indietro. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Siamo curiosi di sapere qualcosa in più dell’infanzia, dell’adolescenza, del passaggio della guerra, di come si viveva a Viserba in quei tempi&lt;/b&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;“Beh, potrei iniziare spiegandovi il perché del mio soprannome. Non è quello della famiglia, infatti i Grossi sono detti &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Babèn. &lt;/i&gt;Quand’ero un bambino abitavo qui vicino, in via Rossini, Avrò avuto sugli otto anni. GLi anziani mi facevano paura dicendo che in queste strade ‘si vedeva’ e ‘si sentiva’ (cioè che c’erano degli spiriti, delle streghe). &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Alòura mè, par fèm curàg, a ciudèva i occ e a fis-céva &lt;/i&gt;(allora io, per farmi coraggio, chiudevo gli occhi e fischiavo). Da quella volta mi hanno sempre chiamato Fis-cioun (fischione). Eravamo otto fratelli. La mamma morì quando io avevo tre anni e c’erano pure un fratello e una sorella più piccoli di me. Ci fece da mamma una delle sorelle grandi. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Avìma ‘na miséria c’as magnéma agli urèci&lt;/i&gt; (avevamo una miseria, che ci mangiavamo le orecchie). Poi il babbo si risposò con una donna che aveva quattro figli. Sapete, quando si sposavano due vedovi, si faceva una ‘serenata’, per deriderli un po’. Era una tradizione della Romagna. Siccome mio fratello ed io partecipammo a questa cosa, il babbo non la prese molto bene e ci riempì di botte. Com’era Viserba? Beh, intanto c’erano un sacco di locali da ballo, il Kursaal, e tante ville di professori e gente importante. La spiaggia era bellissima: sulla linea del mare c’era solo la pensione Adriatica e qualche villa. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Si, proprio come in questa cartolina&lt;/b&gt;: dalla spiaggia partivano quattro dighe in verticale, dalle quale noi, ragazzi, ci tuffavamo in mare. Bagnini? C’era Bisugnìn (Pino), fratello di mia suocera. E le tende in tela, coi picchetti piantati sulla spiaggia, che erano da spostare a seconda di come girava il sole. Ai tempi della guerra i tedeschi mi catturarono, con mio babbo e&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;mio fratello, e ci rinchiusero nella Corderia. Riuscii a scappare attraverso uno strettissimo cunicolo sotterraneo che dalla fabbrica sboccava nella Fossa dei Mulini. Pieno di ferite e sanguinante, ma salvo. Rimasi nascosto per quattordici giorni sopra un albero, a Viserbella, e mia sorella mi mandava qualcosa da mangiare con un cestino legato a una corda. Avevo dato un pugno a un tedesco: guai, se mi avessero trovato! La pensione Adriatica venne bombardata. Alla fine della guerra nelle cantine trovarono quattro tedeschi morti!”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ma i ricordi, per fortuna, non sono solo legati a guerra e miseria&lt;/b&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Fis-cioun alleggerisce il suo narrare con un’immagine che ci appare come proiettata su di un grande schermo pieno di luce e di colori. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;“I delfini! Quanti delfini passavano al largo! Anche dalla battigia se ne potevano vedere branchi interi. Non erano molto amati dai pescatori, perché distruggevano le reti. Tra l’altro, non so per quale motivo, negli anni Trenta una legge promulgata da Mussolini dava cinquecento lire a chi catturava un delfino femmina. Comunque, per dirvi che spettacolo era la nostra Viserba, in quei tempi uno dei passatempi preferiti dai villeggianti era quello di assistere, anche per una mezza giornata, al passaggio dei delfini vicino alla costa, allo spettacolo dei salti e degli spruzzi che questi producevano nell’acqua limpida!” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Vogliamo finire in rima, così come abbiamo iniziato?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Per chi pensava di trovare Fis-cioun impreparato (in tutti i sensi), ecco la risposta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;“Sapete – dice strizzando l’occhio con fare birichino – Da tempo ho già scritto la frase che sarà messa sulla mia tomba.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Qui giace Grossi Alfredo detto Fis-cioun&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;U’n a né albérgh e né pensioun&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Ma se tòt a vléi,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;avnéi a magnè ma chèsa sù.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Enca sa’ m magn e’ mi barchèt,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;basta cum rèsta e’ mi casèt.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;(Non ha né alberghi, né pensioni. Ma se tutti volete, venite a mangiare a casa sua. Anche se mi mangio il mio barchetto, basta che mi resti la mia casetta).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border: solid windowtext 1.0pt; mso-border-alt: solid windowtext .5pt; mso-element: para-border-div; padding: 1.0pt 4.0pt 1.0pt 4.0pt;"&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="border: none; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; mso-border-alt: solid windowtext .5pt; mso-padding-alt: 1.0pt 4.0pt 1.0pt 4.0pt; padding: 0cm;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Per la cronaca: essendo nato il 6 giugno 1925, in questi giorni Alfredo compie la bellezza di 85 anni. Auguri da tutti gli amici dell’Ippocampo, Fis-ciuon!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-4816270080844799134?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/4816270080844799134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/intervista-fis-cioun-per.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4816270080844799134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4816270080844799134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/intervista-fis-cioun-per.html' title='intervista a Fis-cioun  per Ass.IPPOCAMPOVISERBA'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-7167289560148658853</id><published>2010-06-04T13:04:00.000+02:00</published><updated>2010-06-04T13:04:06.834+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;L’Orologio di Talacia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Storia dell’uomo che inseguiva il moto perpetuo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Marzia Mecozzi per Ass.IPPOCAMPOVISERBA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La festa per il 40° anniversario del Gruppo Scout di Viserba, presso la Chiesa di San Martino in Riparotta, è stata favorevole occasione per farsi raccontare, ancora una volta, da Don Danilo, la storia dell’orologio di Talacia e del suo accurato lavoro di recupero, restauro e riposizionamento, questa volta sul soffitto della sagrestia della Chiesa (all’origine era stato quello della stalla di Gennaro Angelini, suo creatore). A naso all’insù, con un ristretto gruppetto di appassionati cultori delle cose arcane e di quelle più strane e dimenticate, siamo restati in contemplazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con me c’erano anche &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;la &lt;/i&gt;Donatella Maltoni e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;la&lt;/i&gt; Patrizia Drudi (che per prima mi aveva erudito sull’orologio e indotto alla lettura del libro &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;“L’Orologio di Talacia. Storie e documenti” &lt;/i&gt;regalandomene una copia.)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le sfumature sempre diverse, le impressioni palpabili, la dovizia di particolari, le curiosità che sembrano alimentarsi a vicenda e moltiplicarsi e, soprattutto, la capacità espositiva dell’oratore, sono elementi&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;coi quali Don Danilo impreziosisce, ogni volta il suo racconto. Ben esposto, fra l’altro, nel volume di cui allego qualche mio pensiero ispirato dalla lettura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;… Il tempo. Immobile di fronte all’&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Orologio,&lt;/b&gt; nella sagrestia della &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Chiesa di San Martino in Riparotta&lt;/b&gt;, osservo l’arcana opera di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Gennaro Angelini&lt;/b&gt;. Il prodigioso meccanismo, coi suoi quadranti e le sue ruote, le catene e i tiranti, intricata e sorprendente rappresentazione delle meccaniche celesti, nella sua rudimentale essenza toglie il fiato, misterioso come il Pendolo di Foucault nell’omonimo romanzo di Umberto Eco, inquietante allo stesso modo. Sta immoto. Dicono si sia fermato quando il cuore del suo creatore ha smesso di battere. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’uomo che inseguiva il moto perpetuo, suddividendo le ciclicità dell’Universo in secondi, minuti, ore, decenni, secoli… che, fronteggiando il calcolo astronomico della precessione degli equinozi, della differenza fra anno siderale e anno solare, contava i bisestili… se ne è andato, portando con sé la sua sapienza e quella speranza d’immortalità che forse si nasconde dentro ciascuno di noi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Spero che Dio sia con me” diceva “e che mi dia l’immortalità, in modo che quando (l’orologio) si scaricherà, io possa venire a ricaricarlo.” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ma l’uomo che curava i campi della Parrocchia di Riparotta, che semplicemente viveva osservando l’alternarsi delle stagioni, che, ruvido e robusto, portava sulle spalle il peso di una famiglia grande e del dolore di averne persa parte, che ne sapeva, quell’uomo lì, delle maree, dell’asse di rotazione, dell’attrazione terrestre, della forza di gravità, della teoria della relatività? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il tempo. Di fronte alla curiosa ‘Macchina’, in questa bella chiesetta di provincia ricostruita dopo la distruzione dei bombardamenti simile all’originale, generazioni di pensatori affiorano alla memoria. Platone, Sant’Agostino, Kant, Hegel… e infine Einstein che lo scopre relativo, a seconda della velocità e del riferimento arbitrario preso in considerazione.&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Arial Narrow&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 11.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il tempo, non è un gioco da poco con cui confrontarsi e forse proprio in questa improbabile e misteriosa sfida impari risiede il fascino che avvolge l’Orologio di Talacia e che ha indotto &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Mario Turci, Don Danilo Manduchi e Federica Foschi &lt;/b&gt;- che ha curato anche la pubblicazione &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;“L’Orologio di Talacia. Storie e documenti”&lt;/i&gt; prodotta dal Museo degli usi e dei costumi della gente di Romagna in collaborazione con la Parrocchia di San Martino in Riparotta - ad approfondirne lo studio e ad impegnarsi nella sua ricostruzione. L’accurata ricerca ha coinvolto nel lavoro diversi testimoni, amici e parenti di Gennaro Angelini detto Talacia. Le interviste, riportate fedelmente nel testo, a ruota libera, nello stile del linguaggio parlato, donano al saggio quel realismo che fa da sfondo autentico alla ‘Macchina del tempo’. Accanto alle testimonianze, una panoramica storica chiara e ben contestualizzata mette in fila le fasi di un’esistenza non banale, capace di elevarsi dalla terra e meravigliare il mondo. Gli articoli apparsi sui giornali degli anni Cinquanta, i documentari dell’Istituto Luce, le visite dalla Svizzera… dimostrano infatti tutta la curiosità e lo stupore degli uomini ‘colti’ di fronte a questo marchingegno di legno e ruggine, diabolico nella sua elementare complessità, con il fascino ancestrale e misterioso di un calendario Maya. Lodevole l’impegno dei ricercatori, cui si deve soprattutto il merito di aver riportato ‘a casa’ l’Orologio di Talacia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;*Col consiglio di leggersi il bel volumetto di Federica Foschi, ma soprattutto di andare di persona alla Chiesa di San Martino in Riparotta a vedere l’oggetto di tanta meraviglia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-7167289560148658853?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/7167289560148658853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/lorologio-di-talacia-storia-delluomo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7167289560148658853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7167289560148658853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/06/lorologio-di-talacia-storia-delluomo.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-1006273979070922694</id><published>2010-05-31T21:04:00.000+02:00</published><updated>2010-05-31T21:04:17.284+02:00</updated><title type='text'>La Fiera della Sostenibilità domenica 30 maggio 2010 Chiesa di San Martino in Riparotta.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Per il 40° ANNIVERSARIO DEL GRUPPO SCOUT DI VISERBA RIMINI 7 -.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;di Marzia Mecozzi per Ass.IPPOCAMPOVISERBA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sostenibilità. La parola chiave per &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;“lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’ambiente, la sostenibilità, il risparmio energetico, il comportamento etico ed ecologico, sono il messaggio che ha attraversato il quarantesimo anniversario del Gruppo Scout di Viserba Rimini 7.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Perché il rispetto, la cura per il creato, non siano solo concetti vuoti – ha spiegato il capo Clan Stefano Morolli – ma capacità critica di vivere con responsabilità per essere custodi, non solo fruitori del mondo in cui viviamo…” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Questo anniversario ha voluto rendere omaggio al presente e al futuro attraverso i temi cari ad una modernità controcorrente, consapevole cioè che un agire eco-sostenibile permetterà a coloro che verranno dopo di noi di ereditare un mondo ancora vivibile, ancora ospitale e materno. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il programma della tre giorni, dal titolo &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;‘Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato’&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, si è articolato attraverso tre diversi, importanti, momenti: l’incontro di venerdì con la testimonianza di tre missionari che, nella loro scelta di affiancare gli ultimi, mettono in pratica il più autentico insegnamento di Gesù: Don Aldo, Raffaella&amp;nbsp;Canini, Andrea Pagliarani; con la partecipazione di Michele Dotti, coautore del libro ‘L’Anticasta’ volontario dell’associazione&amp;nbsp;&amp;nbsp;Mani Tese e membro dell’Associazione Comuni Virtuosi (ovvero quelle Pubbliche Amministrazioni illuminate che operano nel nome della Sostenibilità). Sabato sera si è svolta la cena a ‘chilometro zero’ di raccolta fondi per le tre missioni e infine, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;domenica 30 maggio, la festa ispirata e dedicata alla custodia del creato, che si è conclusa nella bella atmosfera campestre della Chiesa di San Martino in Riparotta&lt;/b&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Qui, un’interessante &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Fiera della Sostenibilità&lt;/b&gt; è stata non indifferente spunto di riflessione per tutti i convenuti che hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino realtà legate al risparmio energetico e idrico, al riciclo dei materiali di produzione, dai saponi e detersivi biodegradabili e non inquinanti alle calzature di manifattura artigianale, fino ad un modello di turismo alternativo “per una nuova etica del viaggio…” recitano i materiali informativi. Fra gli scout dello storico gruppo nato nel 1969\70, ci sono Patrizia Drudi, Anna Matteoni, Donatella Maltoni, Andrea Semprini, Laura Colonna che con piacere ricordano la strada percorsa insieme fin dal primo sentiero tracciato da Orfeo Benvenuti, Massimo e Maurizio Drudi, Valoris Righi, in quel lontano 1969.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Siamo nati ufficialmente, come gruppo unico AGeSCI (dalla fusione dei due precedenti: Asci e Gei), – spiega Anna Matteoni - nel Settanta. Era una realtà associativa per giovanissimi molto avanti per quel periodo e per una Viserba ancora piuttosto ‘paesana’ e, pur trattandosi di una proposta nata sotto l’egida della parrocchia, abbiamo dovuto vincere la resistenza di alcuni genitori non avvezzi a concedere tanta libertà ai figli, soprattutto alle figlie… Oggi può far sorridere, ma i primi campeggi, rigorosamente separati, con i maschi a Villagrande e le femmine a Monte Boaggine, ancora non lasciavano indifferenti i benpensanti… sembra ieri, eppure sono già passati quarant’anni!” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dopo la Santa Messa, celebrata da Don Danilo, il pomeriggio di sole all’ombra del campanile di San Martino ha allietato la conclusione di un evento di spessore e ricco di significativi contenuti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-1006273979070922694?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/1006273979070922694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/la-fiera-della-sostenibilita-domenica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1006273979070922694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1006273979070922694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/la-fiera-della-sostenibilita-domenica.html' title='La Fiera della Sostenibilità domenica 30 maggio 2010 Chiesa di San Martino in Riparotta.'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-1554067384529375752</id><published>2010-05-31T18:26:00.000+02:00</published><updated>2010-05-31T18:26:32.329+02:00</updated><title type='text'>Viserbella in Festa....ricordando Remo</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;Dal 1997 c’è una festa a Viserbella che segna l’inizio  dell’estate. E’ la nostra festa! Quella a cui i viserbellesi sono più  affezionati. Situata fra la chiassosa via litoranea e la ferrovia, la intima  Piazza De Calboli, centro ideale del paese, con il suo giardinetto all’italiana  e gli zampilli della tondeggiante fontana accoglie “Viserbella in Festa”.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Domenica 30 maggio. In questa occasione la  Piazza, a ben dire, viene apparecchiata a festa con tavoli e panche per i  commensali e a tutti viene offerto un primo piatto tipico locale, sempre a base  di pesce, l’immancabile piadina variamente farcita, bibite a volontà e ciambella  con albana! I turisti a fine maggio sono ancora pochi..ma noi del paese ci siamo  tutti, per mangiare, ballare, tentare la fortuna alla ruota o alla lotteria,  ognuno con la vaga speranza di tornarsene a casa con sottobraccio un salame, o a  bordo di una fiammante bicicletta!&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Il  bello è che ci puoi trovare Don Benito, il parroco, con l’immancabile e  simpaticissima Cristina, la perpetua.. I volontari , questa volta a tavola,  della Festa invernale della Solidarietà, l’imbianchino, l’elettricista,  l’idraulico e tutte le figure tipiche del nostro piccolo paese. Qualche timido  tedesco appare fra un Trebbiano ed un Sangiovese, forse alla ricerca di una  birra che qui è tassativamente off limits. Patrocinata dal Comitato turistico  con l’aiuto di tanti volontari, può contare su cuochi di altissimo livello  “rubati” al Centro Velico di Viserbella quali il mitico Bruno. ….&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"&gt;Da due anni a questa parte, putroppo, questa festa ha  allungato il suo nome…. “Ricordando Remo” a memoria di Remo Tognacci, uno di noi  che troppo presto ci ha lasciati, lui che a questa festa, come a tutte le altre  del paese, non aveva mai fatto mancare il suo aiuto insieme alla moglie Wilma,&amp;nbsp;  un concentrato di vitalità&amp;nbsp;che anche quest'anno si è distinta quale cameriera  tutto-fare, già al secolo famosa per gli squisitissimi “cassoncini della Wilma”.  Così, tutti insieme, come in&amp;nbsp;un rito antico, nell’allegria seppelliamo la  tristezza e con un rinnovato sole e tepore dell’aria apriamo una nuova  stagione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman';"&gt;Sabrina Ottaviani per Ass.IPPOCAMPOVISERBA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-1554067384529375752?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/1554067384529375752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/viserbella-in-festaricordando-remo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1554067384529375752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1554067384529375752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/viserbella-in-festaricordando-remo.html' title='Viserbella in Festa....ricordando Remo'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-6938769745862233684</id><published>2010-05-30T19:11:00.000+02:00</published><updated>2010-05-30T19:11:48.265+02:00</updated><title type='text'>40 anni di scautismo a Viserba</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Zurich Ex BT';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Zurich Ex BT';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Se è vero che la vita è una staffetta, un cedere il testimone dopo aver fatto la propria&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Parte di gara, venerdì sera mi sono sentita proprio fiera di essere stata all’età di dodici anni&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;tra quei primi ragazzi del gruppo scout Rimini 7 di Viserba. Per me era il 1971 e quel gruppo, nato nel &lt;st1:metricconverter productid="1969, a" w:st="on"&gt;1969,  a&lt;/st1:metricconverter&gt; distanza di quarant’anni, ora inizia una tre giorni di festeggiamenti titolando l’evento &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;‘SE VUOI COLTIVARE &lt;st1:personname productid="LA PACE" w:st="on"&gt;LA PACE&lt;/st1:personname&gt;, CUSTODISCI IL CREATO’&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Apre l’incontro di apertura, venerdì sera, Roberto Pagliarani&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;dando la parola a Don Aldo Fonti &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;in qualità di direttore dell’ufficio missionario Diocesano perché la serata è tutta una testimonianza di persone che nella partenza extrassociativa, hanno sentito il bisogno di lavorare con gli ultimi del mondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Don Aldo ora è parroco della Chiesa di Viserba Mare, ma solo un anno fa era a Caracas, in&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Venezuela, ha il doppio passaporto perché ha trascorso lì trentanni della sua vita e mi sembra&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;di capire da lui come dagli altri intervenuti, che dopo un esperienza missionaria ….. non puoi essere più lo stesso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Lui mette l’accento sulla necessità di una giusta amministrazione dei doni ricevuti, in una lettura&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;della realtà secondo i valori del vangelo, nell’impostazione dell’unico futuro possibile, quello della&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;CONDIVISIONE e non dell’appropriazione di questi doni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;st1:personname productid="La Raffaella Canini" w:st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="La Raffaella" w:st="on"&gt;La Raffaella&lt;/st1:personname&gt; Canini&lt;/st1:personname&gt;, una ragazza scout che rivedo solo adesso dopo circa ventanni, racconta che ha sentito il bisogno di rispondere ad una’ chiamata di servizio’ e costruisce il suo presente giorno dopo giorno progettandolo in Brasile, dove con suo marito gestisce da anni una casa della Papa Giovanni accogliendo nella sua famiglia dieci bambini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ci racconta, con il consenso dell’interessata, una storia stupenda e commovente &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;di una donna di 51 anni che nell’interesse dei suoi figli ha dimostrato che con il coraggio e la fede, &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;nell’arco di una vita di stenti condivisa con&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ben tre compagni dai quali nascevano bambini e abbandoni, non si è mai arresa e oggi, nella dignità di sentirsi accolta, è diventata un esempio dal quale, dice Raffaella, nascerà un libro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Andrea Pagliarani, assieme alla moglie Federica, vive da un anno e mezzo in Africa, precisamente nella grossa cintura periferica e degradata del Kenia e fuori dai racconti di violenza, miseria e fame, ci racconta che vivendo con queste&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;persone, si scopre una gioia e una leggerezza difficili da trovare nelle società opulenti. A testimonianza di ciò ci mostrano delle foto che ne sono la prova.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Prende la parola, da istrione e senza microfono, Michele Dotti raccontandosi in giro per l’Africa da&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;anni come membro dell’associazione &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Mani Tese (ben diciotto viaggi in Burkina Faso, una moglie africana e duefigli) e lui è li a parlare della Tela del Ragno e di altri suoi libri che scrive per promuovere la partecipazione e raccontarci come spendere una vita educando alla pace, al rispetto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;del Creato e….alla pazzia di credere che con l’amore tutto è possibile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Mi piace, piacciono tutte queste persone che con una disarmante freschezza e coraggio, lasciando all’occidente i loro presunti privilegi,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;si occupano dei più sfortunati, dicendoci che se le dividessimo meglio, le risorse del mondo basterebbero per tutti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Senza sentirsi degli eroi, cercano di “LASCIARE IL MONDO UN PO’ MIGLIORE DI COME L’ABBIAMO TROVATO”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;…ma non era anche il motto di Baden Powel.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nerea gasperoni per Ass.IPPOCAMPOVISERBA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-6938769745862233684?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/6938769745862233684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/40-anni-di-scautismo-viserba.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6938769745862233684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6938769745862233684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/40-anni-di-scautismo-viserba.html' title='40 anni di scautismo a Viserba'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-9151187978915719142</id><published>2010-05-30T12:41:00.000+02:00</published><updated>2010-05-30T12:41:14.443+02:00</updated><title type='text'>Fis-cioun</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Duvè ch’e’ sta  Fis-cioun?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Volta so in via  Rossini,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;a sinéstra po’, la  sgonda,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ta t’ trov òna ad cal  stradini&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ch’la è ziga, che la  n’ sfonda.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;T’void a destra una  capana,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;un ch’e’ sbòffa m’un  fugoun,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;un mòcc’ ad zenta cla  sgulvana&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;e t’si arvat! Ui stà  Fis-cioun!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Dove sta  Fischione?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Volta su in via Rossini, a sinistra poi, la seconda, ti trovi  una di quelle stradine, che è cieca, che non sfonda. Vedi a destra una capanna,  uno che sbuffa ad un focone, tanta gente che si abbuffa. E sei arrivato! Ci sta  Fischione!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Le indicazioni per  trovare la casa di Fis-cioun erano in un angolino della memoria grazie a questa  poesia di Vittorio Valderico&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Mazzotti ascoltata più volte dalla viva  voce dell’autore.&amp;nbsp;Insieme agli altri della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;troupe&lt;/i&gt; dell’Ippocampo (Nerea, Paolo e  Loredana) ci siamo presentati puntuali, un sabato pomeriggio di maggio, accolti  dalla proverbiale ospitalità di Fisc-cioun: non poteva mancare un bicchiere di  vino (ottima albana passita “comprata personalmente a Bertinoro”) accompagnato  da cioccolatini e biscotti...&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;(Il seguito alla prossima puntata su questo blog)&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Maria Cristina Muccioli per Ass.IPPOCAMPOVISERBA&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-9151187978915719142?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/9151187978915719142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/fis-cioun.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/9151187978915719142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/9151187978915719142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/fis-cioun.html' title='Fis-cioun'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-3280843421022931391</id><published>2010-05-24T22:39:00.000+02:00</published><updated>2010-05-24T22:39:29.418+02:00</updated><title type='text'>Fernando Gualtieri  a Viserbella</title><content type='html'>&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 10.5pt;"&gt;Fernando Gualtieri è tornato per trascorrere l’estate nella sua Viserbella&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;Insieme alla notizia, diffusa qualche giorno fa che Fernando Gualtieri, il noto pittore de “Lo Splendore del Reale” è tornato nella sua casa di Viserbella per trascorrervi come sempre l’estate, ne approfitto per segnalare il libro &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;“Gualtieri Mon Amour”&lt;/b&gt; di Yvette Lichtemberg (Raffaelli Editore). Si tratta della biografia del grande pittore dello Splendore del Reale, scritta da sua moglie. In questo ‘diario di un amore’ la nobile Yvette, signora parigina dalle maniere d’altri tempi, dedica a Viserba e a Viserbella tante pagine fitte di ricordi, testimonianze e attestazioni di amicizia e offre di questo luogo un punto di vista decisamente inedito. Il suo amore per Gualtieri la porta ad immaginare col cuore quel paesaggio a lei sconosciuto, di casette bianche e villini fin de siècle che guardano il mare, per come doveva averlo visto lui, bambino, al suo arrivo da Longlaville, attorno agli anni 20 del secolo. I ricordi dell’infanzia e della giovinezza di Fernando a Viserba, da quel primo giorno, quando lo zio Galliano, con il suo calessino, lo aveva portato come prima cosa a vedere la piazza e poi, da viale Cristoforo Colombo, aveva guidato in via Perticari per raggiungere la casetta bianca della nonna Caterina, sono stati raccolti con cura da Yvette insieme a tante immagini curiose della spiaggia e dei personaggi che popolavano la sua vita già destinata all’arte. Perché nulla di Fernando Gualtieri (Gualfer) vada perduto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Marzia Mecozzi per L’Ippocampo&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-3280843421022931391?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/3280843421022931391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/fernando-gualtieri-viserbella.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3280843421022931391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3280843421022931391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/fernando-gualtieri-viserbella.html' title='Fernando Gualtieri  a Viserbella'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-4798182144383071997</id><published>2010-05-23T20:54:00.000+02:00</published><updated>2010-05-23T20:54:25.098+02:00</updated><title type='text'>Incontro con Elio Pagliarani</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;A Viserba, specialmente d’estate, può capitare di incontrare un signore dall’aspetto elegante a passeggio con la moglie, seduto al tavolino di un bar o sotto l’ombrellone con un libro in mano. Ma a chi verrebbe in mente che quell’uomo dai capelli bianchi sia &lt;/strong&gt;uno dei più importanti poeti italiani, esponente di spicco della neo-avanguardia del Novecento? &lt;strong&gt;Elio Pagliarani&lt;/strong&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;,&lt;/b&gt; abituato a platee letterarie di grande prestigio, ogni anno torna per le vacanze estive nella natìa Viserba, che lasciò all’età di diciotto anni per l’avventura milanese. Trasferitosi a Roma nel 1960 (dove vive tuttora con la moglie Cetta Petrollo, scrittrice e giornalista, direttrice della Biblioteca Vallicelliana), il poeta non ha mai reciso il cordone ombelicale che lo lega alla terra delle origini. Sorride e si commuove, nel ricordare mamma Pasquina che, all’età di appena dieci anni, iniziò a lavorare a Corderia falsificando la data di nascita sui documenti. “La mamma era del 1907 e a quei tempi bisognava avere almeno undici anni, per essere assunti.” Il babbo Giovanni, socialista convinto, faceva il vetturale: la sua carrozza era fissa in piazza Pascoli a servizio dei ricchi villeggianti. “Elio bambino - racconta Cetta aiutando la memoria del marito - ogni giorno gli portava il pranzo in bicicletta. E, sempre con la bici, per qualche stagione fece il fattorino per le ville dei ricchi.” Ricordando l’uso tutto romagnolo di dare soprannomi alle famiglie, Elio spiega: “A Viserba i Pagliarani appartenevano a tre rami diversi: i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sc-iupàz&lt;/i&gt;, i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;d’la Chèsa&lt;/i&gt; e i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Bisugnìn&lt;/i&gt;. Noi eravamo del primo gruppo.” La casa dell’infanzia, piccola e col giardino, sorgeva all’angolo fra le vie Mazzini e Lamarmora, dove ora c’è il condominio con l’appartamento di famiglia. “D’estate andavamo a dormire nella stalla per lasciare posto ai bagnanti - racconta il poeta, sempre tramite la voce di Cetta - E pensare che poi, a Roma, ho abitato in una delle più belle dimore della città, la famosa casa-studio di via Margutta.” Il diario della giovinezza viserbese prosegue con gli anni del liceo al Serpieri, il treno preso sempre all’ultimo momento, la fuggevole esperienza come bancario al Credito Romagnolo. Poi la partenza per la Milano del boom economico, l’università a Padova, l’insegnamento, le collaborazioni giornalistiche, i premi letterari. “A Milano e a Roma mio marito non ha mai voluto perdere l’inflessione romagnola e i suoi amici lo hanno sempre notato - sottolinea Cetta - Ogni volta che torniamo qui basta poco per riprendere un po’ di dialetto.” Da qualche tempo alcuni angoli della memoria di Elio sono un po’ in ombra a causa di problemi di salute, ma il suono del dialetto, durante l’intervista, ha avuto un esito sorprendente e quasi miracoloso: l’attenzione risvegliata e un sorriso ammiccante, da ragazzino canaglia (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;‘na ligéra&lt;/i&gt;). “I santarcangiolesi sono detti&amp;nbsp;&lt;i&gt;zvulòun&lt;/i&gt;, i riminesi&amp;nbsp;&lt;i&gt;sipuléin&lt;/i&gt;; e il&amp;nbsp;&lt;i&gt;pataca&lt;/i&gt;, l&lt;i&gt;‘invurnìd&lt;/i&gt;, paga Palloni…” “E’ vero! Si diceva proprio così! &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Amarcord&lt;/i&gt; !” La chiacchierata del poeta viserbese con la cronista, dal momento in cui è stata incorniciata nella lingua dell’infanzia, ha assunto una sfumatura decisamente originale ed irripetibile.&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: .0001pt; margin: 0cm; text-align: justify;"&gt;Maria Cristina Muccioli per Ass.IPPOCAMPOVISERBA&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-4798182144383071997?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/4798182144383071997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/incontro-con-elio-pagliarani.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4798182144383071997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4798182144383071997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/incontro-con-elio-pagliarani.html' title='Incontro con Elio Pagliarani'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-5584416887563438774</id><published>2010-05-23T20:41:00.000+02:00</published><updated>2010-05-23T20:41:00.920+02:00</updated><title type='text'>"il Fotografo" Alvaro Angelini</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Personaggi. "Il fotografo" Alvaro Angelini&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Riminesi, turisti e tante celebrità: &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;in 60 anni pochi gli sono sfuggiti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Inconfondibile, non passa certo inosservato. Lo si può trovare ogni sera nei paraggi del suo negozio, sul lungomare di Viserba. E anche in tutte le manifestazioni e avvenimenti dei dintorni. Come riconoscerlo? Facile! Scalpo candido, sorriso stampato in viso e abbigliamento originale. In occasioni speciali veste chic (di solito bianco totale, dai capelli alla punta delle scarpe); più spesso è variopinto, ma sempre con un filo conduttore: distintivo rimane il calzoncini a scacchiera, suo marchio da quarant’anni, “per farmi notare tra gli ombrelloni, come la bandiera da starter”. L’idea è stata copiata dal telo da spiaggia di una bella turista svizzera, che gli fornì poi la stoffa a scacchi, introvabile in Italia. Durante l’intervista il “nostro” sfoggia una “mise” giallo canarino, calzini e zoccoli compresi. Sul cappellino la scritta “Angelini for President”. Già! Non ci si meravigli se sarà lui il successore di Scalfaro: Alvaro e la sua inseparabile macchina fotografica sono conosciuti, ormai, da migliaia di persone in Italia e all’estero. Quanta gente è passata davanti al suo obiettivo, dal lontano 1938! Riminesi e turisti, gente semplice e personaggi famosi. Racconta: “Iniziai da bambino: nel periodo anteguerra, con lo zio. In piazza Giulio Cesare (ora Tre Martiri) aspettavamo i “signori” che uscivano dalla messa dei Paolotti. Era l’occasione per fotografarli vestiti a festa. Poi mi sono diplomato geometra, ma evidentemente nel mio destino non c’erano tavoli da disegno. Il grande amore, che dura tuttora, è quello con la macchina fotografica. Nel 1954 rilevai il negozio di Viserba da mio cugino e mi lanciai nell’avventura.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Con successo: da trent’anni sono accreditato in Fiera a Rimini; fino a due anni fa ero il fotografo ufficiale di ‘Italia in Miniatura’. Pensi che ho fotografato tutte le 280 riproduzioni di monumenti del parco! E poi, quanti personaggi! Ai tempi d’oro passavano da Viserba Gorni Kramer, Mike Bongiorno, Milva. Una volta, alla Villa dei Pini, c’era un ragazzino impacciato che cantava. Mi disse qualcuno: ‘guardalo &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;bene, farà strada’. Era Gianni Morandi.” Sembra un ragazzo anche lui, il cavalier Alvaro, mentre racconta la sua storia. Ripercorre la storia del paese: “Conosco tutte le famiglie. Una generazione dopo l’altra: battesimi, cresime, matrimoni. E i turisti, sulla spiaggia... Da qualche anno non posso più stare al sole, per via di qualche acciacco. Ora ci sono i miei ragazzi a fotografare mamme e bimbi in costume da bagno. Uno dei più bei servizi? Quello dell’anno scorso per Topolino della Disney: una bimba viserbese di dieci anni doveva nuotare con i cinque delfini di Rimini. Chiamato dai genitori per il &lt;a href="http://www.cristella.it/blog/2009/03/11/speedy-il-sogno-realizzato-di-una-bimba-fortunata/"&gt;servizio&lt;/a&gt;, non credevo che la bimba sarebbe riuscita nell’avventura. E, invece… Mi sono proprio emozionato, quella volta.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Sì, quasi settant’anni ma non si direbbe: sono giovani il sorriso sul viso rugoso incorniciato di bianco e lo sguardo birichino, mentre continua, sospirando: “Quante belle donne ho immortalato, nella mia carriera…” Tranquilla, signora Angelini, tranquilla! Immortalate soltanto…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Articolo di Maria Cristina Muccioli pubblicato su Il Resto del Carlino il 12 agosto 1997&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-5584416887563438774?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/5584416887563438774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/il-fotografo-alvaro-angelini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5584416887563438774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5584416887563438774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/il-fotografo-alvaro-angelini.html' title='&quot;il Fotografo&quot; Alvaro Angelini'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-1620909421599043851</id><published>2010-05-21T20:45:00.001+02:00</published><updated>2010-05-23T20:38:36.458+02:00</updated><title type='text'>il palio di Viserba</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Quei  cavalli di San Giuliano.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;i&gt;Il  palio di Viserba, lungo la strada della Sacramora&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;Nel  1157 il comune di Rimini, ottenuto da Federico Barbarossa il riconoscimento  della propria libertà, si scelse un nuovo patrono. In polemica col Vescovo dal  cui dominio si era appena affrancato declassò Santa Colomba, titolare della  cattedrale, eleggendo a proprio avvocato celeste San Giuliano “cuius  corpusculus” si venerava nel Monastero di s. Pietro “luogo – dice il Battaglini  – che non solo in quanto alla chiesa ed al monastero ma in quanto al suolo  stesso e con tutto il borgo nel quale rimaneva compreso, formava una  giurisdizione tutta libera ed indipendente dal vescovato” perché dipendeva  direttamente dalla Santa Sede.&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;Il  18 novembre 1228 &amp;nbsp;San Giuliano era già invocato come protettore di Rimini,  insieme a San Gaudenzo, uno dei primi vescovi della città, vissuto in un’epoca  incerta, a cui era dedicata una chiesa in località Lagomaggio, del secolo  scorso. Per onorare i propri patroni celesti, il comune stabilì che nel giorno  della festa di ciascuno dei due l’ufficialità municipale si recasse a pregare  nel rispettivo santuario dopo di che si disputasse un palio, cioè una corsa di  cavalli, il cui regolamento si trova nel codice Torsani in cui nel secolo XV  furono trascritti gli statuti trecenteschi di Rimini.&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;Ecco  il racconto del Battaglini: “Né mancò finalmente a festeggiamento di quel  giorno&amp;nbsp;&lt;span id="more-959"&gt;&lt;/span&gt;che il Comune ordinasse il correre de’ cavalli  onde abbiamo né nostri antichi Statuti la rubrica CXLV. del Lib. II. nel codice  Torsani la quale prescrive che&lt;em&gt;&amp;nbsp;in festo scti Juliani annnuatim curat bravium  octo brachiorum scarlechti qui detur primo venienti et una porchetta assa que  detur secundo venienti et unus galus cum uno marsupio novo ad collum dicti galli  cum una libra piperis qui detur ultimo venienti. Quod bravium cum dictis  porchetta et gallo debeant stare in capite fori iuxta terrenum seu domum que  olim fuit hominis scti Jiuliani de foro et equi qui currunt incipere debeant ad  currendum ab AQUA VISERBE veniendo per stratam rectam per burgos et civitatem  usque ad dictum bravium et quilibet equus qui currit non sit minoris valoris  quinquaginta libr rav.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;Altra  rubrica non poco a questa conforme, che è la LXXIV del libro medesimo ne insegna  ancora che tutti gli uomini della Città furono da principio soliti  spontaneamente e poscia obbligati di fare offerta nel dì festivo del Santo d’un  cereo di mezza libra; dandone esempio il podestà, e i quattro officiali del  Comune, che seguitati da tutti i consiglieri andavano ad orare all’arca sua con  presentazione di un palio d’otto braccia di scarlatto:&lt;em&gt;&amp;nbsp;“Potestas et quatuor  officiales seu eorum locum tenentes cum toto consilio generali teneantur  visitare ecclesias et archas beatorum Gaudentii atque Jiuliani martirum in eorum  festivitatibus et unicuique offerre unum pallium sete et in festo scti Jiuliani  scarlectum &amp;nbsp;de octo brachiis expensis comunis cum porcheta et gallo et stet  pallium in festo scti Gaudentii in trivio plathee maioris in capite civitatis  iuxta portam sci Petri et incipiant currere equi iuxta pontem sci Iacobi de  secundo in festo vero scti Juliani stet palium scarlecti in capite fori versus  portam sci Genexii et incipiant currere equi ad PONTEM VISERBE et curant usque  ad locum predictum fori”.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;Il  22 giugno, giorno di San Giuliano, i cavalli dunque correvano dal ponte di  Viserba a piazza Tre Martiri dove il traguardo era posto dalla parte di Porta S.  Genesio (l’arco d’Augusto), circa all’altezza della chiesa dei Paolotti.&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;A  quella specie di gran premio si potevano iscrivere soltanto i cavalli di pregio,  il cui valore, precisava il regolamento, non fosse inferiore a 50 lire  ravennati. Il primo premio consisteva in un palio o stendardo di otto braccia  (circa 5 metri) di scarlatto; al secondo toccava una porchetta ed all’ultimo  arrivato davano un gallo con al collo un sacchetto da una libbra di pepe. E  siccome una libbra di pepe a quei tempi aveva un valore notevole, la gara doveva  svolgersi in modo piuttosto curioso.&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;Quando  i primi due erano in fuga gli altri cominciavano a gareggiare tra loro per chi  arrivava ultimo con conseguente doppio totalizzatore: si scommetteva sul primo  arrivato e sull’ultimo!&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;Con  tutta probabilità il percorso di gara si sviluppava per la strada della  Sacramora perché &amp;nbsp;a norma di regolamento i cavalli dovevano partire dal Ponte di  Viserba “Veniendo per STRATAM RECTAM, per BURGOS et CIVITATEM”.&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;E  dal ponte del mulino la strada della Sacramora, come abbiamo visto, correva  diritta fino al Marecchia, poi piegava bruscamente a destra entrando in borgo S.  Giuliano per Porta Gabelletta, quindi dopo un’altra stretta curva a sinistra  entrava in città per il Ponte d’Augusto.&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; border-collapse: collapse; font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;"articolo di Alessandro Serpieri (Il Ponte, 2 marzo 1997)"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font: 90%/175% 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, sans-serif;"&gt;Maria Cristina Muccioli per Ass. IPPOCAMPOVISERBA&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-1620909421599043851?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/1620909421599043851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/il-palio-di-viserba.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1620909421599043851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1620909421599043851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/il-palio-di-viserba.html' title='il palio di Viserba'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-6205676104035240770</id><published>2010-05-21T17:30:00.001+02:00</published><updated>2010-05-21T17:31:32.293+02:00</updated><title type='text'>Quarantennale Gruppo Scout RIMINI 7</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S_amzy2qDnI/AAAAAAAAADs/7rSlZ95tOQ8/s1600/locandina+quarantennale+rn7.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S_amzy2qDnI/AAAAAAAAADs/7rSlZ95tOQ8/s400/locandina+quarantennale+rn7.jpg" width="281" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;40 anni di scoutismo a Viserba,&lt;br /&gt;Tre giorni di festa Venerdì 28_ Sabato 29_ Domenica 30 Aprile è un occasione eccezzionale&amp;nbsp;per festeggiare l'attività educativa degli scout che nacquero a Viserba quarant'anni fà. &lt;br /&gt;Tanti di noi furono tra quelli che iniziarono e poi tanti, tanti altri che seguirono e tuttora una realtà educativa che coinvogie centinaia di ragazze e ragazzi ed adulti distribuiti su tutto il territorio Nord di Rimini. Il mitico Gruppo Rimini 7.&lt;br /&gt;Tanti Auguri da Piero. Buona Strada&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-6205676104035240770?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/6205676104035240770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/quarantennale-gruppo-scout-rimini-7.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6205676104035240770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/6205676104035240770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/quarantennale-gruppo-scout-rimini-7.html' title='Quarantennale Gruppo Scout RIMINI 7'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S_amzy2qDnI/AAAAAAAAADs/7rSlZ95tOQ8/s72-c/locandina+quarantennale+rn7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-5610186023516856109</id><published>2010-05-20T19:17:00.000+02:00</published><updated>2010-05-20T19:17:06.223+02:00</updated><title type='text'>Chiesa di VISERBA Mare ancora in costruzione - 1910</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S_Vsp8lyGlI/AAAAAAAAADk/DTcAwMRVxDY/s1600/Prima+Chiesa+di+Viserbawtmk.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gu="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S_Vsp8lyGlI/AAAAAAAAADk/DTcAwMRVxDY/s320/Prima+Chiesa+di+Viserbawtmk.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il presidente del Comitato Turistico di Viserba ci ha proposto pochi giorni fà di organizzare insieme a loro, noi dell' IPPOCAMPO, una serata durante l'estate dove proporre vecchie immagini e racconti dei nostri luoghi.&lt;br /&gt;Ho accettato di buon grado e stasera ne parleremo alla riunione dell' Ippocampo per sceglere tempi e modalità. &lt;br /&gt;Questa è una rarissima foto, (autentica) che evidenzia lo stato di costruzione della Chiesa di Viserba Mare negli anni 1910, come vedete non è ancora ultimata e manca il campanile.&lt;br /&gt;Questo è un piccolo assaggio di quello che potremmo divulgare in quella serata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pierluigi Sammarini per l'associazione Ippocampo&lt;br /&gt;_Spunto di Riflessione_ Ciao&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-5610186023516856109?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/5610186023516856109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/chiesa-di-viserba-mare-ancora-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5610186023516856109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5610186023516856109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/chiesa-di-viserba-mare-ancora-in.html' title='Chiesa di VISERBA Mare ancora in costruzione - 1910'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S_Vsp8lyGlI/AAAAAAAAADk/DTcAwMRVxDY/s72-c/Prima+Chiesa+di+Viserbawtmk.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-7078995041564738208</id><published>2010-05-18T23:13:00.000+02:00</published><updated>2010-05-18T23:13:06.965+02:00</updated><title type='text'>Requisizione di biciclette</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;REQUISIZIONE BICLETTE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;COMUNE DI RIMINI&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Segreteria generale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Prot.n°5452&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Rimini lì 17 agosto 1944 XXII°&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;OGGETTO: Requisizione di biciclette&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Al Capo della Provincia di Forlì&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Perviene ora la circolare di codesta Prefettura 3 corr.n°2949 Gab.sulla requisizione della biciclette. Considero l’ordine del Ministero superato qui dallo stato di fatto e quindi inapplicabile. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Dall’ ottobre 1943 in poi e, piu’ ancora, dal maggio u.s. ad ora, comandi militari germanici, reparti e militari isolati, hanno operato per conto loro la requisizione o l’asportazione di migliaia-dico migliaia- di biciclette. Compiere ulteriori requisizioni, anche se in forma legale, sarebbe iniquo e toglierebbe la possibilità di circolare a quella minor parte della popolazione che ancora ne sia, in questo comune, provvista. E sarebbe, inoltre, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;supremamente impolitico&lt;/b&gt;. Né è il caso di limitare la requisizione, a titolo punitivo, nei confronti dei renitenti di leva sia perché non v’è ormai piu’famiglia cui non sia stata portata via la bicicletta, sia perché non i renitenti si colpirebbero, ma le loro famiglie che hanno già compiuto la prestazione di una bicicletta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Il Commissario Straordinario&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Tratto da “LA TRAGEDIA DELLA GUERRA A RIMINI”&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;B.Ghigi Editore&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Roberto Drudi per Ass. IPPOCAMPOVISERBA&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-7078995041564738208?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/7078995041564738208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/requisizione-di-biciclette.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7078995041564738208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7078995041564738208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/requisizione-di-biciclette.html' title='Requisizione di biciclette'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-7158677004007887918</id><published>2010-05-18T23:07:00.000+02:00</published><updated>2010-05-18T23:07:50.499+02:00</updated><title type='text'>Confisca di beni agli Ebrei</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;CONFISCA DEI BENI APPARTENENTI AGLI EBREI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;IL CAPO DELLA PROVINCIA DI FORLI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Pro memoria per il Duce&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;APPLICAZIONE DECRETO LEGISLATIVO N°2 DEL 4-1-1944 XXII&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;In esecuzione a quanto disposto con la circolare del Ministro delle Finanze N°4032 del 12 febbraio c.a. sono stati emessi o sono in corso i decreti prefettizi per la confisca di beni appartenenti a persone di razza ebraica per un ammontare di L. 4.407.085,64&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il valore assegnato ai beni &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;immobili è da considerarsi approsimativo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Allego l’elenco dettagliato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Forlì, 10 maggio 1944 XXII&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;PREFETTURA REPUBBLICANA DI FORLI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Elenco dei decreti di confisca finora emessi , nei riguardi di appartenenti alla razza ebraica, a favore dell’ente Gestione e Liquidazione Immobiliare di S.Pellegrino Terme, incaricato della gestione con decreto legislativo in data 4-1-1944 XXII, N°2 al N°8 in poi le pratiche sono in corso di espletamento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;(n.d.r. segue un lungo elenco, per brevità riporto solo le confische riguardanti Viserba)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;7)&lt;/b&gt; Bemporad Mario fu Vittorio- Firenze- villino sito in Rimini- Viserba (via Bainsizza nr.5 (imponibile L.300)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;9)&lt;/b&gt; Pugliesi Vittorio fu Samuele- domicilio fiscale in Milano - casa ad uso abitazione civile sito in Rimini-Viserba- via Ferrara 9 di piani 1 e vani 7 (imponibile 415,35)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;21)&lt;/b&gt; Cameo Giuseppe fu Emanuele- domicilio fiscale in Roma- terreno agricolo sito in Rimini frazione Viserba via Sacramora (imponibile L 164,12) fabbricati ad uso abitazione civile siti in Viserba via Sacramora, 113&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;a)di piani 4 e vani 20 (imponibile L.1820) b) di piani 2 e vani 4 (imponibile L.280) c) di piani 1 e vani 2 (imponibile L.186,65)&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;32) &lt;/b&gt;Mospurgo Nelson fu Carlo –rappresentato a Forlì dal notaio Versari in quanto il Mospurgo è domiciliato al Cairo d’Egitto. a) terreni ad uso edificatorio sito Rimini fraz.Viserba della superficie di ha 0.08.64 e di ha 0.15.00&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt; &lt;/b&gt;con l’imponibile rispettivo di (150 e 222.50)&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;b) fabbricato ad uso abitatazione civile estiva sito in Rimini fraz.Viserba via Lamarmora- via Boito- di piani 2 e vani 10 (imponibile L.1.066,65)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Tratto da “LA TRAGEDIA DELLA GUERRA A RIMINI”&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;B.Ghigi Editore&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Roberto Drudi per Ass. IPPOCAMPOVISERBA&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-7158677004007887918?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/7158677004007887918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/confisca-di-beni-agli-ebrei.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7158677004007887918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/7158677004007887918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/confisca-di-beni-agli-ebrei.html' title='Confisca di beni agli Ebrei'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-3597154694718853807</id><published>2010-05-15T21:51:00.001+02:00</published><updated>2010-05-15T22:07:53.955+02:00</updated><title type='text'>S.Giuliano e la Fonte della Sacramora</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;S.GIULIANO martire del III° secolo e la Fonte della Sacramora &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Chi passi per via Sacramora puo’ancora oggi osservare l’edificio della Fonte omonima. Al centro della costruzione campeggia il bassorilievo di Franco Luzi raffigurante S.Giuliano avvolto dalle serpi e sullo sfondo l’arca marmorea, in cui venne ritrovato il suo corpo, con l’iscrizione &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;A.D. CMLXIII&lt;/b&gt; (Anno Domini 963). Ai suoi piedi una scritta in italiano e latino: “&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Io Giuliano a custodia della fonte&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;di questo sacro luogo dormo al blando sussurro della sua acqua. Chiunque tocchi il marmo&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;benedetto non turbi il mio sonno e sia che egli beva, sia che egli si lavi, abbi fede&lt;/b&gt;”. In realtà la presenza di S.Giuliano nella storia riminese è stata nei secoli potente, fedele e discreta, caratterizzata dalla stessa semplicità e decisione eroiche che segnarono il suo martirio. LaFonte della Sacramora sorge sul luogo del ritrovamento del corpo di questo che non è un santo di origine riminese, ma un dono che la stessa Chiesa riminese ha ricevuto a richiamo e conforto di una fede autentica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-76Ed1Xp7I/AAAAAAAAADM/ZOtlWTGLemY/s1600/s.giuliano.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-76Ed1Xp7I/AAAAAAAAADM/ZOtlWTGLemY/s200/s.giuliano.JPG" width="102" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;IL RITROVAMENTO DELL’ARCA E LA STORIA DEL MARTIRE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;In una notte del 963 i riminesi furono attratti sulla spiaggia da un fenomeno eccezionale : il mare era agitato da grandi onde, ma il cielo non spirava neppure un alito di vento. Così ai cittadini accorsi si mostro’ all’orizzonte una visione che aveva dell’incredibile: in mezzo alle onde, circonfusa di luce, un’ arca marmorea avanzava come fosse una nave, e si dirigeva con sicurezza, sospinta dai flutti , verso la spiaggia riminese, che a quel tempo arrivava all’altezza dell’attuale via Sacramora. Tra lo stupore degli astanti, il sarcofago approdo’ non lontano dal monastero benedettino dei SS. Pietro e Paolo, nella località che venne poi denominata Sacramora, ovvero”Sacra Dimora”, a ricordo della miracolosa reliquia che aveva ospitato. Subito la notizia del prodigio si sparse e primo fra tutti accorse il Vescovo Giovanni con il clero e i notabili della città. Egli voleva trasportare l’arca nella cattedrale per darle maggiore onore, ma il sarcofago risulto ‘ inamovibile. Si provo’ anche ad aprirlo per verificarne almeno il contenuto, ma anche in questa iniziativa rimase senza esito. Il sarcofago fu così abbandonato nella località dove era approdato finchè, alcuni anni dopo, il successore dell’abate Lupicino, di nome Giovanni, radunati i suoi monaci e i fedel del monastero, dietro licenza del vescovo, indisse un digiuno per implorare l’aiuto di Dio e tentare la traslazione dell’arca dalla Sacramora alla chiesa del monastero (l’attuale Chiesa di S.Giuliano Martire nel Borgo di Rimini). Questa volta il sarcofago si lascio’ docilmente trasportare, e trainato da due giovenche, e&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt; sul luogo dove aveva sostato la preziosa reliquia&lt;/b&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;sgorgo’ una sorgente.&lt;/b&gt; Il Vescovo, avvertito dell’avvenuta traslazione , accorse con il clero diocesao alla chiesa del monastero per assistere alla apertura dell’arca da parte del frate Giovanni. Al suo interno venne ritrovato il corpo intatto di San Giuliano circondato dalle reliquie di altri sette martiri sconosciuti e uno scritto che identificava il corpo del martire e ne narrava brevemente la storia. Giuliano era un giovane istriano di diciotto anni, figlio di un senatore romano e madre cristiana, chiamata Asclepiodora. Fu martirizzato&amp;nbsp; a Flaviade di Cilicia durante la persecuzione di Decio (249-251) la stessa in cui morirono a Roma anche papa Fabiano, papa Sisto e il diacono Lorenzo. Giuliano venne condotto davanti al console Marziano perché sacrificasse agli dèi. Era questa infatti la formalità richiesta per salvarsi la vita. La &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Passio &lt;/i&gt;fu un resoconto dettagliato dell’interrogatorio. Giuliano rifiutava di sacrificare e il console, stupito dalla saggezza delle sue risposte, gli domanda:&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&amp;nbsp;“&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sei un presbitero o un diacono di questi pazzi cristiani?”&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&amp;nbsp;“&lt;i&gt;&lt;b&gt;Non ho questa&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;dignità che solo ai buoni e agli eccellenti compete&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;”&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;” Che cosa sei sei allora?”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&amp;nbsp;&lt;b&gt;"io sono cristiano"&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;"Di quale dignità"&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;"La piu' grande e la massima io sono cristiano&lt;/b&gt;&amp;nbsp;" &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;A questo punto Marziano chiamo’ la madre per far desistere il figlio. La madre in tre giorni preparo’, invece, il figlio a sostenere in letizia il martirio. Così Giuliano venne gettato in mare in un sacco pieno di serpenti e sabbia. I cristiani raccolgono il corpo di Giuliano e lo depongono in un arca marmorea posta su uno scoglio a picco sul mare, nell’isola Proconneso, nella Propontide. Molti secoli dopo,durante il regno di Ottone I, in una notte del 957, il sarcofago cade in mare in seguito alla frana del promontorio su cui è posto, e viaggiando sui flutti come fosse una nave, attraversa il Meditteraneo e l’adriatico fino alle spiagge riminesi.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-760a5M13I/AAAAAAAAADU/DjV7vXfAkkg/s1600/s.giuliano18-10-09+011.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-760a5M13I/AAAAAAAAADU/DjV7vXfAkkg/s200/s.giuliano18-10-09+011.JPG" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-77ETWG14I/AAAAAAAAADc/xPF8tobZa_4/s1600/s.giuliano18-10-09+013.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-77ETWG14I/AAAAAAAAADc/xPF8tobZa_4/s200/s.giuliano18-10-09+013.JPG" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"&gt;Tratto dal libretto &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;“S.Giuliano martire dalla Sacramora al Borgo” &lt;/i&gt;edito da Don Giuliano Renzi in occasione del ritorno alla Sacramora delle S.Spoglie di San Giuliano avvenuto il 18-10- 2009.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Roberto Drudi per ass.IPPOCAMPOVISERBA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-3597154694718853807?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/3597154694718853807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/sgiuliano-e-la-fonte-della-sacramora.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3597154694718853807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3597154694718853807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/sgiuliano-e-la-fonte-della-sacramora.html' title='S.Giuliano e la Fonte della Sacramora'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-76Ed1Xp7I/AAAAAAAAADM/ZOtlWTGLemY/s72-c/s.giuliano.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-8369054227641619742</id><published>2010-05-14T17:21:00.000+02:00</published><updated>2010-05-14T17:21:57.270+02:00</updated><title type='text'>il brodetto della Marisa</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;La Ricetta del Brodetto alla Viserbese&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;In Esclusiva per l’Ippocampo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Dalla viva voce di Marisa Rinaldi, figlia di pescatori e di intenditori di pesce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Provo a cimentarmi (per la prima volta) con la trascrizione di una ricetta gastronomica e quindi nessuno me ne voglia se non sarà ben riportata, o con tutti i dettami del linguaggio di cucina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Chiedo a Cristella, che ieri sera ha disertato la riunione, di avere pazienza e di venire semmai in mio aiuto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Allora:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;C’è da dire innanzitutto che &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;il pesce, da tradizione viserbese, vuole essere cucinato dagli uomini&lt;/b&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;O meglio, il pesce non ha mai palesato direttamente questa preferenza, ma intanto gli uomini sono più bravi e lo fanno meglio ‘men du it better’ così le donne glielo lasciano fare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Perché il brodetto sia ad hoc, il pesce deve essere di più qualità,&lt;/b&gt; eccone alcune:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;seppia, canocchia, ragno pagano, bocca &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;inchev&lt;/i&gt; (che faccia abbia non lo so, ma dicono non sia un esemplare esteticamente bello) mazzola, codina di rospo e cagnetto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Come si prepara:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;nella casseruola o tegame dai bordi alti si mette a scaldare in un po’ di olio (senza abundare, ma neanche deficere) uno spicchio di aglio e un pizzico di prezzemolo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il pesce si pone nel tegame iniziando dal pesce più grosso, la seppia, che dunque sta sotto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Via via si mette tutto il pesce e, da ultime, le canocchie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Si fa sciogliere un po’ di conserva di pomodoro in un bicchiere di acqua e vino, cui si aggiungono sale quanto basta e pepe abbondante e si versa fino a coprire tutto il pesce. Poi si mette il coperchio. Quando il brodetto inizia a bollire, il tegame si può scoprire per far evaporare l’acqua.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Una raccomandazione: il pesce, durante la cottura non si deve mai toccare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A termine cottura, si strofina uno spicchio d’aglio sul fondo di una casseruola o padella posta a scaldare sul fuoco. In questa, si posiziona il pane e si copre prima con il sugo del brodetto e poi con il brodetto stesso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Buon Appetito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Marzia Mecozzi per Ass.IPPOCAMPOVISERBA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-8369054227641619742?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/8369054227641619742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/il-brodetto-della-marisa.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/8369054227641619742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/8369054227641619742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/il-brodetto-della-marisa.html' title='il brodetto della Marisa'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-3082574799068155001</id><published>2010-05-14T17:18:00.000+02:00</published><updated>2010-05-14T17:18:14.951+02:00</updated><title type='text'>Incontro con "Marisa" Rinaldi</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Maria Luisa (Marisa) Rinaldi è la protagonista della serata di ieri 13 maggio con gli incontri dell’Ippocampo intitolati “La memoria del cuore”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ecco uno stralcio dell’intervista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Figlia di un marinaio, Bruno Rinaldi (classe 1904), Marisa ha ripercorso per noi la storia della sua famiglia, simbolo di una Viserba delle origini, all’epoca delle &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;batane&lt;/i&gt; e degli zoccoli, quando la vita del paese attorno alla piazza era fatta di poche, modeste cose, e la sua ricchezza o povertà erano legate più che mai al mare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dal mare, dalla pesca, dipendeva anche la famiglia di Bruno che, con Maria che faceva la sarta, si era sposato giovanissimo e, non ancora trentenni, i due avevano già avuto i loro quattro bambini. Negli anni Trenta, la famiglia viveva proprio accanto alla piazza, nella casetta di fronte alla attuale pescheria. “Il babbo, a rate, si era comprato una barchetta, - racconta Marisa - ma presto aveva deciso di smettere di andare per mare e, insieme alla mamma, si era dedicato al commercio del pesce.” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sfogliando le immagini dell’epoca, Marisa si sofferma sulla piazza, sugli spazi occupati allora dai banchi del mercato che lì si svolgeva, dove la mamma per anni aveva venduto le vongole raccolte, &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e prosegue nella sua narrazione. “All’alba, il babbo andava con la sua bicicletta a prendere il pesce, fino a Rimini, caricava quell’enorme cassetta e tornava per l’ora del mercato.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Quando la loro mamma morì, Rina, sorella di Marisa, prese il suo posto e proseguì il suo lavoro. Franca, la sorella maggiore, nel frattempo si era sposata e aveva avuto il piccolo Mario. Anche lei faceva la sarta e aveva clienti fin nella lontana Milano, così Marisa l’aiutava occupandosi del bimbo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Pur avendo da anni intrapreso un nuovo tipo di mestiere, Bruno Rinaldi di tanto in tanto tornava a vestire i panni del pescatore, imbarcandosi coi colleghi che, nella notte, salpavano per una nuova battuta di pesca.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Fu così anche la notte del 29 novembre 1957. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il racconto del naufragio del peschereccio dei Merli con a bordo 4 marinai, è cronaca di quei giorni, ma la voce di sua figlia ancora s’incrina al ricordo di quella notte di tempesta, e poi di quella mattinata di aspettativa e attesa, di funesti presagi e infine di dolore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;È difficile dire cosa accada di preciso, ma qualcosa dentro di noi certo accade, tale da metterci in guardia, da rivelarci che la sorte è in agguato. Quella notte, infatti, Marisa dormì poco e male, attenta alle sfumature nella voce del vento, in attesa del suono lugubre del faro che mandava il suo segnale nella nebbia. Ma non fu soltanto una questione di nebbia, o soltanto di vento, o di mare in tempesta. Quella notte si scatenarono tutte insieme queste forze contrarie della natura e per i quattro marinai non ci fu scampo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Marisa ancora non lo sapeva, non lo sapeva nessuno, perché certe volte, quando la tempesta li sorprendeva al largo, i marinai esperti sapevano come fare e il babbo lo aveva detto tante volte: “non preoccupatevi se non mi vedete tornare, può capitare che, se siamo più vicini, si faccia scalo nel porto di Cesenatico, non preoccupatevi…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Così, quella mattina, non vedendolo rientrare, Marisa col piccolo Mario, era andata ad attendere il babbo alla stazione, ma dal treno che proveniva da Cesenatico non era sceso nessuno. La tragedia era già negli occhi e sulle labbra di tutti, ma il primo a darle il vero nome fu Ermanno, il fratello più piccolo di Marisa che disse “il babbo, non lo rivediamo più.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Bruno Rinaldi non fu più mai più trovato, Merli fu trovato qualche tempo dopo al largo di Pesaro. Le esequie furono celebrate nella Chiesa di San Niccolò, senza bare, con gli onori che vengono riservati ai marinai che perdono la vita in mare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Marzia Mecozzi per Ass.Ippocampo Viserba&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-3082574799068155001?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/3082574799068155001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/incontro-con-marisa-rinaldi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3082574799068155001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3082574799068155001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/incontro-con-marisa-rinaldi.html' title='Incontro con &quot;Marisa&quot; Rinaldi'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-3511818828679807875</id><published>2010-05-07T22:10:00.000+02:00</published><updated>2010-05-07T22:10:43.800+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;La vecchia chiesa di Viserba Monte&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;articolo di Maria Cristina Muccioli&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Molti cittadini, a Viserba Monte, hanno ancora un legame affettivo con la vecchia chiesina di Viserba Monte. Non solo per le cerimonie religiose che hanno scandito la vita delle famiglie, come battesimi e matrimoni, ma anche perché molti dei genitori e dei nonni dei parrocchiani di oggi parteciparono personalmente, dopo il terremoto del 1916 che la danneggiò gravemente, alla sua ricostruzione e nel 1923 erano presenti all’inaugurazione dell’edificio restaurato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;La chiesina e le poche case a schiera che sorgono lì accanto, sull’antica via Popilia, rappresentano il primo nucleo del centro abitato di Viserba, quando la zona a mare era occupata da sabbia e palude. Della chiesina si hanno notizie già nel Medioevo. Nel libro “Viserba… e Viserba”, edito nel 1993 da Luisè, lo storico Oreste Delucca ha raccolto diverse notizie sulla “&lt;i&gt;immagine della Beata Vergine Maria della Cella Viserba&lt;/i&gt;”, trovate in una pergamena del 1357. Le premesse per la realizzazione di una vera e propria chiesa risalgono al 1427 (“…&lt;i&gt;l’immagine della Regina de’ Cieli dipinta in un muro della via Regia, vicino allo stradello per lo quale si andava al mare e alli beni delle monache di San Marino, chiamata volgarmente Santa Maria della Viserba, che già haveva prencipato a far dono al popolo riminese de’ suoi favori…&lt;/i&gt;”). L’immagine mariana ha continuato anche nel Cinquecento ad essere destinataria della devozione dei riminesi, come testimoniato dal testamento del condottiero cavalier Pietro di Matteo Belmonti che, nel 1507, istituisce un legato di 100 lire in favore “&lt;i&gt;ecclesie Sancte Marie a Viserba, pro satisfactione voti&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Ecco una foto del 1900 tratta dal bellissimo sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.balnea.net/"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;www.balnea.net&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt; (che consiglio di visitare): la facciata della chiesa si scorge in fondo alla fila di case della “Borgata di Viserba di Rimini”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-RzClCp5lI/AAAAAAAAAC0/izt3hDUTHvg/s1600/vm.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-RzClCp5lI/AAAAAAAAAC0/izt3hDUTHvg/s320/vm.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Quest’altra foto, invece, è stata scattata dalla sottoscritta nel 2009. Stessa prospettiva: sebbene leggermente modificate, le case sono le stesse. E, al posto dei carri trainati dai cavalli, un paio di automobili… curiosamente fissate dallo scatto quasi nelle medesime posizioni rispetto alla strada.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-RzP-nnjEI/AAAAAAAAAC8/3kDVV-w-A_o/s1600/vm1.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-RzP-nnjEI/AAAAAAAAAC8/3kDVV-w-A_o/s320/vm1.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;La destinazione odierna di questo antico edificio è descritta in questo mio articolo del 4 febbraio 2009, pubblicato sul blog &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://www.cristella.it/"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;www.cristella.it&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;La&amp;nbsp;&lt;b&gt;Casa del Teatro e della Danza&lt;/b&gt;&amp;nbsp;è il frutto della ristrutturazione della vecchia chiesa di Viserba Monte, venduta dalla Diocesi di Rimini all’Amministrazione Comunale più di dieci anni fa. Già da allora ho seguito, come giornalista, la vicenda della chiesina: con l’arrivo dei numerosissimi nuovi abitanti portati nella zona dalle faraoniche politiche di edificazione era diventata insufficiente. Qualcuno voleva aprirci un ristorante o qualcosa del genere. Dopo l’acquisizione da parte del Comune si è molto discusso anche sulla sua destinazione. Il buon risultato raggiunto oggi è sicuramente merito del progetto di Leonina Grossi, coordinatrice dei Centri Giovani, che ha saputo intercettare i finanziamenti regionali destinati allo sviluppo delle politiche verso le giovani generazioni.&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La gestione e la programmazione delle attività, dedicate principalmente alle prove e laboratori teatrali e di danza in un’ottica di educazione e formazione per tutti (non solo i professionisti… quindi, c’è spazio anche per imbranate come Cristella!) è stata affidata con un bando pubblico a due associazioni molto attive sul territorio:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.riminiteatri.com/" target="_blank" title="il sito di Rimini Teatri"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;Riminiteatri&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, che riunisce gli operatori teatrali della provincia di Rimini, e&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.movimentocentrale.org/" target="_blank" title="il sito di Movimento Centrale"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;Movimento Centrale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;, che riunisce i danzatori. &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Ecco l’interno della chiesa com’è oggi, trasformata in Casa del Teatro e della Danza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-Rzd-HdOnI/AAAAAAAAADE/QPXyySAmCtw/s1600/vm2.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-Rzd-HdOnI/AAAAAAAAADE/QPXyySAmCtw/s320/vm2.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px;"&gt;articolo di Maria Cristina Muccioli per Associazione IPPOCAMPO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-3511818828679807875?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/3511818828679807875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/la-vecchia-chiesa-di-viserba-monte.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3511818828679807875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3511818828679807875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/la-vecchia-chiesa-di-viserba-monte.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-RzClCp5lI/AAAAAAAAAC0/izt3hDUTHvg/s72-c/vm.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-848407098770618389</id><published>2010-05-07T21:45:00.000+02:00</published><updated>2010-05-07T21:45:52.743+02:00</updated><title type='text'>i folletti</title><content type='html'>Sono cresciuta tra racconti di una vecchia nonna contadina, coccolata e  spaventata da storie popolari spesso incredibili. Leggende, storie fantastiche e  antiche superstizioni hanno fatto da cornice alla mia infanzia e, nonostatnte io  sia credente ( condizione che dovrebbe portarmi quanto meno ad un certo  scetticismo nei confronti di certe credenze popolari) crescendo non ho perso  l'abitudine di documentarmi su fate e folletti....castelli incantati e  spiritelli dispettosi.&lt;br /&gt;Lo scorso anno sono stata in vacanza in Emilia  Romagna. La zia della mia amica, un'arzilla signora ultra ottantenne, percependo  il mio interesse verso le credenze popolari del posto mi ha raccontato qualche  storia...&lt;br /&gt;Una in particolare mi ha fatto riflettere perché più e più volte è  ricomparsa nei luoghi, nei libri e nelle persone.&lt;br /&gt;E' la storia di un folletto  detto “caicarel” (traducibile molto liberamente in “colui che spinge”).&lt;br /&gt;E’ un  esserino dispettoso, ha un cappellino rosso che lascia fuori dalla camera della  persona che molesta. Non fa del male, ma ti sale sul letto silenzioso, lo senti  bene perché pesa molto anche se dà l’impressione di essere piccolo. Continua a  camminare finchè non ti spinge con le manine sul petto creandoti delle  difficoltà nel respirare, poi quando cerchi di accendere la luce fugge via  veloce! Puoi al massimo sentire la sua risatina che si allontana.”&lt;br /&gt;La  capacità di queste vecchie credenze di viaggiare di luogo in luogo arricchendosi  di particolari man mano che si va avanti è impressionante....&lt;br /&gt;Decido di  saperne di più!&lt;br /&gt;Mi sposto, vado verso Predappio, da una cara signora, a  chiedere notizie: cambia il nome, questa volta si dice “e fulet” ma la storia è  simile. “ Andava anche da vacche e cavalli, le bestie scalpitavano tutta la  notte e al mattino le trovavi con la criniera tutta intrecciata, stanchissime e  sudate.”&lt;br /&gt;Non mi sono certo fermata: altra vallata, quella del fiume Bidente,  e altro anziano abitante da ascoltare…”Ci ha fatti diventare matti” racconta  "mia mamma aveva lunghissimi capelli neri che erano uno splendore! Una mattina  si sveglia e se li ritrova tutti intrecciati, in modo così fine che li ha dovuti  tagliare."&lt;br /&gt;Addirittura l'anziano signore mi svela il modo per sapere se viene  a visitarci durante la notte.&lt;br /&gt;“Cospargi di farina il pavimento davanti  all’uscio della porta: quando passa lascia orme di gatto.”&lt;br /&gt;Nel mio  vagabondare curioso sono riuscita a farmi dare anche dei rimedi: la zia della  mia amica metteva una cintura di traverso sul letto così lui per paura di  impiccarsi non saliva; a Ravenna mettono un forcale sotto il letto, a Cesena  basta tagliare le treccine eventualmente subite così da offenderlo; a Predappio  il caso è più difficile: bisogna rubargli il cappellino rosso che lascia fuori  dalla porta!&lt;br /&gt;E’ quantomeno interessante vedere come una leggenda si ripeta  costante in più luoghi…direte voi: nemmeno così lontani!&lt;br /&gt;L'ultima tappa della  mia ricerca è stata la biblioteca comunale.&lt;br /&gt;Non è stato difficile trovare  quello che stavo cercando!&lt;br /&gt;Mazzapegolo: spirito o folletto che, nella  tradizione popolare, si diverte ad intrecciare le code delle bestie da stalla e  ad insidiare le belle giovinette. Diffuso in tutto il territorio nazionale,  assume di volta in volta compiti, nome ed iconografia differenti.Pare, però, che  l'origine del personaggio sia romagnola.&lt;br /&gt;In ogni caso è indiscutibile il suo  legame infero.&lt;br /&gt;Lo studioso Giovanni Fantaguzzi, in una cronaca cesenate del  1400, racconta di un folletto innamorato di una giovane massaia e dei dispetti  che era solito procurare al suo catino. Il mazapegul si innamora delle giovani  di casa, le insegue, scompiglia loro i capelli, si insinua sotto le sottane,  salta sui letti impedendo alle fanciulle di respirare; è geloso, vendicativo;  lascia orme di gatto, vive in camera da letto, nelle stalle, dove disturba gli  animali. Indossa un berrettino rosso che appoggia sull' orlo del pozzo di casa  quando è in procinto di entrare; è invisibile ma, talvolta, può mostrarsi.  Spesso si associa la sua presenza al vortice del vento "e fulet". Numerosi gli  accorgimenti prodotti dagli abitanti delle campagne per tenerlo lontano dalle  abitazioni : dal forcone posto sotto al letto o nelle stalle, all' inevitabile  ricorso al sacerdote-esorcista capace di riportare la perduta tranquillità all'  interno del focolare domestico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dite....lo conoscete anche voi?&lt;br /&gt;Sabrina Ottaviani per Associazione Ippocampo Viserba&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-848407098770618389?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/848407098770618389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/i-folletti.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/848407098770618389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/848407098770618389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/i-folletti.html' title='i folletti'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-4591236696583425544</id><published>2010-05-07T14:49:00.000+02:00</published><updated>2010-05-07T14:49:05.094+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;&lt;b&gt;8 e 9 maggio: i big del 'tchoukball' si danno  appuntamento a Rimini &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;Oltre mille giocatori per l'evento di beach tchoukball  più importante al mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;127 squadre da tutto il mondo, 1055  partecipanti, 18 campi sulla spiaggia, per un totale di 618 partite giocate in  un week end. Sono questi i numeri del Festival di &lt;b&gt;Beach Tchoukball&lt;/b&gt; più  grande del mondo che si terrà per l’ottavo anno sulla spiaggia di &lt;b&gt;Viserba&lt;/b&gt;  di Rimini, &lt;b&gt;l’8 e il 9 maggio&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche quest’anno i big del  tchoukball si incontrano da tutto il mondo per il Festival Internazionale di  Beach Tchoukball: un’occasione imperdibile per scoprire e diffondere i valori  educativi, tecnici e il divertimento di questo sport dal nome difficile da  pronunciare ma che assicura una due giorni di spettacolo sulla sabbia per le  azioni dinamiche e acrobatiche che lo caratterizzano: è anche l’unico gioco al  mondo dove si può attaccare in entrambe le porte&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;Saranno ancora una volta Rimini e le spiagge di Viserba  ad ospitare la versione beach, indubbiamente la più divertente ed entusiasmante.  E’ dal 2003 che “Tchoukers” di qualsiasi età e livello, dal campione del mondo  al giocatore alle prime armi, si ritrovano qui per un week-end da ricordare. Il  legame tra il Tchoukball e Rimini inizia nel 2003 con in occasione del  Campionato Europeo Indoor (al PalaFlaminio) e della prima edizione del Beach  Festival (a Viserba); da allora Rimini ospita quello che è ormai diventato il  più grande e atteso evento di Tchoukball al mondo. L’ottava edizione si svolgerà  su 18 campi da gioco distribuiti in tre spiagge &lt;b&gt;(Bahia Rico’s Cafè, Playa  Tamarindo e Marinagrande di Viserba&lt;/b&gt;) nei giorni 8 e 9 maggio 2010, e vedrà  protagonisti 127 squadre con oltre 1000 atleti provenienti da tutta Italia,  nonché da Austria, Belgio, Brasile, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Repubblica  Ceca, Svizzera, e dalla lontanissima Taiwan. Per la prima volta sarà presente il  presidente della Federazione Internazionale mr Huang Chin-Cheng che ha dato il  patrocinio all’evento. A dimostrazione dell’ottima riuscita del Festival, una  delegazione della nazionale Taiwanese vincitrice dei World Games ’09 giungerà a  Rimini, dopo un viaggio di 9600 km, appositamente per poter partecipare  all’evento. Un motivo d’orgoglio per la Federazione Tchoukball Italia e per la  città di Rimini, ma anche uno stimolo per migliorare anno dopo  anno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14px;"&gt;Il successo del Festival è dovuto al grande  sforzo organizzativo della FTBI, al sostegno del Comitato Turistico di Viserba e  degli albergatori, del Comune di Rimini, di Panathlon International, di Promo  Viserba e dei 90 volontari dello staff.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial; font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial; font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px;"&gt;Marzia per Associazione IPPOCAMPOVISERBA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-4591236696583425544?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/4591236696583425544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/8-e-9-maggio-i-big-del-tchoukball-si.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4591236696583425544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4591236696583425544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/8-e-9-maggio-i-big-del-tchoukball-si.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-4212717483047682275</id><published>2010-05-07T14:45:00.000+02:00</published><updated>2010-05-07T14:45:20.556+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Manuela che legge la favola della Buonanotte…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Presto metteremo in rete la trascrizione dei racconti manoscritti di Tecla Botteghi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Quando, il giovedì sera, a conclusione della nostra riunione settimanale, Manuela ce ne legge alcuni passi, chiamandoli affettuosamente &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;‘la favola della buonanotte’&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; penso che, veramente, si tratti di favole. Quei piccoli quadretti, dalla prosa e dall’estetismo dannunziani, così gonfi di colori e di impressioni, di aggettivi infiniti per descrivere le cose nei dettagli, nei risvolti, nelle pieghe, nelle sfumature, sono un tesoro inaspettato. Attraverso quei dettagli e quelle rivelazioni iperrealiste, dove la primavera ha tutte le sfumature del rosa e l’estate dei gialli, splendenti e bruciati, ho scoperto che il passato non è in bianco e nero, non è seppiato, ma vivido nella fantasia e nella memoria di chi sa descriverlo con tanto amore, con la bravura di un artista, a metà via fra il poeta e il pittore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La descrizione della ‘Chiesa Perduta’, con tutto il curioso e misterioso e intrigante contorno di suggestione infantile… beh, una delle migliori favole della buonanotte mai ascoltate!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Certi bravi scrittori il mondo non li conoscerà mai… perché tengono i loro diari chiusi in fondo ai cassetti, ai bauli, negli armadi della memoria. Questo manoscritto, che racconta per immagini il passato del nostro comprensorio viserbese, fra ricordi, suggestioni, luoghi misteriosi sprofondati nella leggenda popolare, è il simbolo, per eccellenza, del nostro lavoro. La ricerca, il recupero, la salvaguardia, la valorizzazione della memoria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Grazie Manuela e, soprattutto grazie Tecla per averlo reso pubblico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Marzia per Associazione Ippocampoviserba&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-4212717483047682275?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/4212717483047682275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/manuela-che-legge-la-favola-della.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4212717483047682275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/4212717483047682275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/manuela-che-legge-la-favola-della.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-2833341587282516763</id><published>2010-05-07T13:31:00.002+02:00</published><updated>2010-05-07T13:31:53.132+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;table class="contentpaneopen"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td class="contentheading" width="100%"&gt; &lt;h1&gt;Mazapègul folletto dispettoso&lt;/h1&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;table class="contentpaneopen"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td colspan="2" valign="top"&gt;&lt;img alt="mazapegul" height="200" src="http://www.italyfamilyhotels.it/images/stories/news/Mazapegul.png" style="float: left; margin-right: 15px;" /&gt;&lt;b&gt;Leggende di Romagna.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La Romagna è una terra ricca di  credenze popolari e di tradizioni. &lt;br /&gt;Ricordo quando mia nonna mi raccontava di  un esserino birbo e dispettoso che la notte si aggirava attorno ai casolari di  campagna.&lt;br /&gt;Il suo nome è&lt;b&gt; Mazapègul&lt;/b&gt;, un folletto alto poco più di 40  centimentri, &lt;b&gt;a metà&lt;/b&gt; tra un &lt;b&gt;gatto&lt;/b&gt; e una &lt;b&gt;scimmietta&lt;/b&gt; dal pelo  folto e grigio. La tradizione popolare racconta che non indossa vestiti, ma è  affezionatissimo al suo &lt;b&gt;cappello rosso&lt;/b&gt;, che gli dà il potere di combinare  guai...&lt;br /&gt;Quando il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mazap%C3%A9gul" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;Mazapègul&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; sceglie una casa, non la lascia più: fa  sparire le cose, rovesciare i bicchieri, cadere i panni stesi, volare le carte,  costruire ostacoli invisibili in cui fare inciampare la gente, solletica i  piedi, dà pizzicotti e intreccia i capelli delle donne e i crini degli animali  con la sua saliva!&lt;br /&gt;Si racconta anche che di notte si diverte a saltare sulla  pancia degli uomini per non farli digerire.&lt;br /&gt;Qualcuno racconta che per  mandarlo via bisogna gettare il suo cappello rosso in un pozzo: &lt;b&gt;Mazapègul  odia l'acqua&lt;/b&gt; e senza cappello perde la forza e la furbizia. &lt;br /&gt;Qualcuno  dice che &lt;b&gt;adora contare&lt;/b&gt; e, per distrarlo fino al sorgere del sole, bisogna  mettere dei chicchi di grano sul davanzale della finestra...Mazapègul non potrà  resistere e invece di far dispetti in casa, si fermerà fuori a contare.  &lt;br /&gt;Altri ancora dicono che se si riesce a rubargli il cappello, il folletto  farà nascere &lt;b&gt;monete e gioielli dal terreno&lt;/b&gt; e sarà disposto persino a  &lt;b&gt;rivelare&lt;/b&gt; il nascondiglio segreto del &lt;b&gt;tesoro introvabile&lt;/b&gt; per tutti,  pur di riavere il suo prezioso cappuccio rosso.&lt;br /&gt;Mazapègul, appartiene alla  famiglia dei &lt;b&gt;Mazapegol&lt;/b&gt;, folletti della notte, di antichissime origini  pagane della tradizione celtica, composta da diverse tribù&lt;b&gt;, i Mazapedar, i  Mazapegul, i Mazapigur, i Calcarel&lt;/b&gt;, diffuse un po' in tutta la Romagna.  &lt;br /&gt;Per secoli la religione e la scienza hanno cercato di disperdere queste  figure fantasiose...ma la &lt;b&gt;tradizione orale&lt;/b&gt;, la voglia di credere alle  favole e l'incapacità di spiegare tutti i fenomeni della natura, &lt;b&gt;ha portato  fino a noi queste figure antiche e magiche&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabrina Ottaviani per associazione IPPOCAMPOVISERBA&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-2833341587282516763?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/2833341587282516763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/mazapegul-folletto-dispettoso-leggende.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/2833341587282516763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/2833341587282516763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/mazapegul-folletto-dispettoso-leggende.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-2630940402077329515</id><published>2010-05-07T13:23:00.000+02:00</published><updated>2010-05-07T13:23:29.288+02:00</updated><title type='text'>i nonni originari della "zinganera"</title><content type='html'>&lt;div&gt;Questi sono i miei nonni&amp;nbsp;Cenni Luigia detta "Gigia" e Sante Ottaviani detto "Biagio" e  soprannominato "Spranghin".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;Nell'altra foto la nonna Gigia insieme a mio babbo Ottaviani Graziano  primogenito al quale è passato di diritto il soprannome "spranghin"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;Mia nonna sin da giovane sposa faceva parte di quella etnia di marinari  che caratterizzava questo rione. Con la sua bicicletta faceva chilometri e  chilometri per riuscire a vendere&amp;nbsp; ogni giorno "al Purazi". L'estrema povertà di  queste famiglie si riassumeva perfettamente nel detto: " Puret  &lt;strong&gt;chi&lt;/strong&gt; la pesca. Puret &lt;strong&gt;chi&lt;/strong&gt; la vend. Puret  &lt;strong&gt;chi la magna"&lt;/strong&gt; .&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-P3rYMmCaI/AAAAAAAAACU/2eUz9enhEVY/s1600/27042010514.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-P3rYMmCaI/AAAAAAAAACU/2eUz9enhEVY/s320/27042010514.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-P3jRFuJcI/AAAAAAAAACM/kMMEYwAB9OM/s1600/27042010512.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-P3jRFuJcI/AAAAAAAAACM/kMMEYwAB9OM/s320/27042010512.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br clear="all" /&gt;Sabrina Ottaviani per associazione Ippocampoviserba&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-2630940402077329515?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/2630940402077329515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/i-nonni-originari-della-zinganera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/2630940402077329515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/2630940402077329515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/i-nonni-originari-della-zinganera.html' title='i nonni originari della &quot;zinganera&quot;'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-P3rYMmCaI/AAAAAAAAACU/2eUz9enhEVY/s72-c/27042010514.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-3283025714136063638</id><published>2010-05-05T20:04:00.002+02:00</published><updated>2010-05-05T20:11:55.545+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Costumi da Bagno ___ Ottorino Respighi in vacanza a Viserba 1904&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ho trovato una foto che sarà utile a chi sta lavorando sui COSTUMI dei TURISTI  portati a Spiaggia a VISERBA nelle varie Epoche. Anche la storia che c'è dietro è  obbiettivamente interessante... si parla di tal &lt;b&gt;Ottorino Respighi&lt;/b&gt; (1879-1936)  che nel 1904 solea villeggiare a &lt;i&gt;&lt;b&gt;Viserba&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;.. La foto riguarda lui e dei suoi  compari. &lt;i&gt;Tratto dall'Archivio di Stato di Milano&lt;/i&gt;..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Iniziò gli studi musicali  di pianoforte e violino sotto la guida del nonno Giuseppe, per poi andare in  Russia in qualità di prima viola dell'orchestra del Teatro Imperiale a San  Pietroburgo per la stagione d'opera italiana; fu in quel contesto che ebbe modo  di studiare, per cinque mesi, con Nikolaj Rimskij-Korsakov, con il quale poté  apprendere a fondo l'arte della sinfonia orchestrale e del poema sinfonico. Nel  1902 fu accompagnatore di una scuola di canto a Berlino, città in cui ebbe modo  di conoscere Ferruccio Busoni, nonché di studiare composizione con Max Bruch.  Fino al 1908 la sua attività principale fu quella di violista (fece parte anche  del "Quintetto Mugellini"), in seguito si dedicò interamente alla  composizione.Respighi si trasferì a Roma nel 1913, dove visse per il resto della  sua vita; fu docente di composizione al Conservatorio di Santa Cecilia, e dal  1923 al 1926 fu anche direttore del medesimo istituto. Nel 1932 fu eletto  Accademico d'Italia.Nel 1919 Respighi sposò Elsa Olivieri Sangiacomo,  compositrice, cantante e pianista che era stata sua allieva al conservatorio;  sarà Elsa a completare l'ultima opera del maestro, "Lucrezia", lasciata  incompiuta dalla sua prematura scomparsa. Respighi si spense infatti nel 1936,  all'età di 56 anni, nella sua villa romana "I Pini" (da lui fatta costruire sul  Gianicolo su progetto dell'architetto Marcello Piacentini) a causa di  un'endocardite. È sepolto alla Certosa di Bologna..) Biografia di  Wikipedia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-GzCitTAaI/AAAAAAAAACE/LtwjYaWoI1I/s1600/Costumi+da+bagno+1909.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-GzCitTAaI/AAAAAAAAACE/LtwjYaWoI1I/s320/Costumi+da+bagno+1909.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Pierluigi Sammarini per Associazione IPPOCAMPOVISERBA.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-3283025714136063638?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/3283025714136063638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/ho-trovato-una-foto-che-sara-utile-chi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3283025714136063638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3283025714136063638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/ho-trovato-una-foto-che-sara-utile-chi.html' title=''/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-GzCitTAaI/AAAAAAAAACE/LtwjYaWoI1I/s72-c/Costumi+da+bagno+1909.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-1519536759134662245</id><published>2010-05-04T21:44:00.000+02:00</published><updated>2010-05-04T21:44:23.979+02:00</updated><title type='text'>Viserba -Storia locale-</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'MS Shell Dlg'; font-size: small;"&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Viserba – Storia locale –&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Fil d’erba &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;(vis herbae) donde Viserba, sembra il toponimo favorito per una denominazione gradevole e meno dura di Abissinia. Fino al 1890, dune, squallore, vegetazione spontanea e, se si escludono poche e malsicure capanne per ricovero di pescatori specialmente dalle burrasche e per deposito di attrezzature marine, era quello che si offriva alla visita della località.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Con l’inizio del secolo, l’ing.bolognese Gianbattista Bavassano s’innamora di quell’angolo e si farà promotore del comitato pro-Viserba e nel lustro successivo, per merito suo, Viserba avrà sensibile sviluppo, specialmente edilizio, per merito anche dei capimastri Sante Polazzi, Francesco Mancini e Graziosi di Santarcangelo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;L’ingegnere Ballerini nel 1908 progetterà la Cappella, ampliata nel 1914 per interessamento dell’architetto Meloncelli. Ma a quella data, nelle ville ai lati mancano piazze, viali articolati, luce elettrica, acqua nelle abitazioni; tuttavia il vantaggio di essere silenziosa, riposante, piena di di fascino per la sua armoniosità e per un mare incantevole, si avvia ad un avvenire promettente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Il territorio si articola in Viserba a Monte, nata per prima, e Viserba a Mare, piu’ recente. L’abitato è sorto su terreni già redenti dai monaci di San Vitale di Ravenna che bonificarono tutta l’area che da Ravenna giunge fino a Cattolica. Terreni costieri che dopo alterne vicende,sono diventati orti stupendi che alimentarono nel tempo i traffici ed i commerci richiesti per gli ottimi prodotti di quei terreni. Nel corso dei secoli, molti di quei terreni passarono al ricco monastero di San Giuliano e da questi monaci, lotizzati gli appezzamenti, vennero poi affidati a scopo agricolo in orti lussureggianti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Attorno alla chiesa di Viserba a Monte si enucleo’ l’abitato antico, la residenza cioè degli ortolani e dei pescatori che costituivano la parrocchia di Santa Maria di 747 anime. Popolandosi la costa nei primi anni di questo secolo, dopo di essere delle Celle, la Cappella viene eretta a Parrocchia il 1° Agosto 1925. Viserba è moderna…….nata alla fine del secolo scorso, voluta da cittadini bolognesi per il loro riposo estivo per le sue doti intrinseche, in un breve volgere di anni una miriade di villini singoli, &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;gai e civettuoli&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; sorgeranno rapidamente. ……Frà le industrie di piu’ lontana presenza, tre particolarmente meritano menzione oltre a quelle antichissime della pesca e del commercio marittimo; la brillatura del riso fondata negli anni della seconda metà dell’ottocento dai signori Brisi di Ancona e quindi gestita dal conte Francesco Lovatelli. Quel luogo è noto soprattutto perché ivi si davano convegno &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;cospiratori e patrioti riminesi&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Il conte fu esule a Malta, fu &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;carbonaro &lt;/i&gt;perseguitato dalle Commissioni speciali, partecipo’ ai moti del 1831 e quindi fu attivo nelle imprese agrarie ed industriali. Nella brillatura si pulivano 483 sacchi di riso e Daniele Serpieri, altra figura di cospiratore, la diresse fino al 1857.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;La seconda industria, azionata dall’acqua del molino Viserba, è la fabbrica di corda gestita fin dalla sua fondazione da Antonio Tozzi di Trieste il quale la aprì nel 1871 e diede lavoro ad oltre cento operai. Passata al signor Giuseppe Dossi nel 1908, venne dotata di quattro macchine e di dieci torciti azionati da un motore della potenza di 35 cavalli; produceva piu’ di 200 tonnellate di cordami all’anno. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-B4tqmAqeI/AAAAAAAAAB8/AGC6Mk7pkh8/s1600/dossi.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-B4tqmAqeI/AAAAAAAAAB8/AGC6Mk7pkh8/s320/dossi.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;La terza industria è la Fonte Sacramora , sorgente di acqua minerale ricca di solfati e cloruri, deliziosa acqua da tavola dalle note proprietà terapeutiche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Il piccolo centro andava tuttavia acquistava sempre piu’ un volto vivace, animato e in via di sviluppo. Fra le prime operazioni si provvide alla perforazione dei pozzi artesiani in numero considerevole. Sul lido nel 1908 si contavano cento villini. Il capomastro Sante Polazzi ed alcuni suoi colleghi costruirono senza posa edifici pubblici e privati. Sorsero così un teatro, sale di conversazione, di lettura e un bar. La via Pantiera è sostituita dalla litoranea. Nel 1889 era sorta la linea ferrovia Rimini-Ravenna-Ferrara-Venezia che sarà un polmone non trascurabile per la giovane stazione balneare. Nel 1900 gli abitanti erano 611 nel 1936 raggiunsero i 3150. Nel 1950 divennero 5123. Negli anni Venti Viserba è una delle piu’ desiderate località di soggiorno estivo. Un elettromobile collegava Rimini a Viserba Monte e a Mare. Nel 1926 si avvertì l’esigenza di ampliamento di alberghi. In quell’anno operavano due hotel, tre alberghi e venti pensioni, si poteva vantare un ufficio di posta , del telegrafo e del telefono (1907)…..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;(tratti&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;del libro Viserba…e Viserba. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;–G.C.Mengozzi -Luisè editore)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Roberto Drudi per associazione IPPOCAMPO Viserba&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-1519536759134662245?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/1519536759134662245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/viserba-storia-locale.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1519536759134662245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/1519536759134662245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/viserba-storia-locale.html' title='Viserba -Storia locale-'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S-B4tqmAqeI/AAAAAAAAAB8/AGC6Mk7pkh8/s72-c/dossi.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-5024304438676126209</id><published>2010-05-02T11:49:00.000+02:00</published><updated>2010-05-02T11:49:06.624+02:00</updated><title type='text'>la Zinganera (rione Viserbese)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;La Zinganera&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;L’ultimo tratto della via Orsoleto, pur passando in un terreno privato, è tutt’ora riconoscibile; dopo aver incontrato la strada vicina a Viserba (la supposta via de Quargnete) proveniente da San Giovenale, termina presso un lavatoio in via Amati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Una volta tagliata fuori Viserba a Monte, nei paraggi del guado si formarono due nuovi villaggi: a sinistra della fossa Mixilei, all’incrocio tra la via di Orsoleto e la strada del guado (via Amati), dove alla fine dell’800 sarebbe sorta una fontana pubblica, riconoscibile in seguito nel lavatoio. Sulla riva destra, invece,parallela al canale, la borgata di Viserba, cioè &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;la Zinganera&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, l’attuale via Cavaretta, abitata dalla gente di mare, mentre Mixilei era il borgo degli ortolani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Perché questa separazione? Un tempo la gente di mare ed i contadini della nostra costa costituivano due etnie separate, a volte rivali, e la gente abitante sul mare parlava un proprio dialetto che, dai pochissimi frammenti pervenutici, pare assomigliasse al chioggiotto che al romagnolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Ogni tanto la rivalità esplodeva in aperto contrasto e le cronache registrano violente risse tra i contadini&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;purtlot&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (portolotti) come si autodefinivano gli abitanti dei borghi marinari di Rimini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Gente orgogliosa, amante dell’indipendenza, che si sentiva piu’ partecipe della grande nazione marinare Alto Adriatico e Mediterranea che della loro comunità&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;(tratto da Viserba…e Viserba. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;–M.P. Luzi -Luisè editore)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Roberto Drudi per ass.IPPOCAMPO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-5024304438676126209?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/5024304438676126209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/la-zinganera-rione-viserbese.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5024304438676126209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/5024304438676126209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/la-zinganera-rione-viserbese.html' title='la Zinganera (rione Viserbese)'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-3495944940321468243</id><published>2010-05-02T11:47:00.000+02:00</published><updated>2010-05-02T11:47:08.103+02:00</updated><title type='text'>Il lavatoio di Viserba</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;IL LAVATOIO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nel 1902 a Viserba furono ricoverati 29 ammalati di pellagra, una malattia da denutrizione e nel 1904 il dott. Magli registrò 13 casi di febbre tifoide a Viserba, 8 nelle immediate vicinanze 5 nella restante superficie fino al Marecchia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La condotta del dott. Magli copriva&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;un ampio triangolo di 24 km quadrati di superficie, con un lato al Marecchia ed uno al mare, un angolo verso Rimini, uno a 3 km da Santarcangelo e l’ultino al confine di Bellaria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Egli notava deficienze di igiene ovunque, eccezion fatta per &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Viserba &lt;/b&gt;, dato che nella zona a mare l’acqua pura zampillava per forza propria da falde profonde invece a Viserba a Monte bisognava estrarla anche talune volte, mediante una pompa perché non aveva la forza di risalire da sola. Ancora poche le case e quasi tutte nuove.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Eppure tutto il terreno era coltivato ad ortaggi ed irrigato anche con urine umane trasportate da un serbatoio di Rimini,ove si usava raccogliere i liquami degli orinatoi pubblici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nel restante territorio della condotta gli orti erano rari e non si usava quasi mai la concimazione con urine umane del &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;serbatoio di Rimini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Un'altra carenza igienica lamentata in quegli anni era la mancanza di un lavatoio pubblico per cui si sciorinavano i panni nei fossi del territorio della spiaggia e in quello costeggiante la ferrovia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;In seguito fu costruito il lavatoio; era una vasta tettoia di coppi a capriata poggianti su colonne di mattoni sotto cui trovavano posto due file di vasche di graniglia in cemento con abbondante acqua corrente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;All’inizio degli anni ’60 il lavatoio fu demolito lasciando al suo posto il giardinetto pubblico realizzato dal prof. Nazzareno Tognacci, all’angolo tra via Mazzini e via Bologna con al centro una minuscola fontanina a segnare il punto dove c’era il pozzo artesiano che lo alimentava. (n.d.r. oggi chiuso)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;(tratto da Viserba…e Viserba. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;–M.P. Luzi -Luisè editore)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S91J5M9zctI/AAAAAAAAABs/yqj0Q5OAL1o/s1600/lavatoio.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S91J5M9zctI/AAAAAAAAABs/yqj0Q5OAL1o/s320/lavatoio.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Roberto Drudi per ass.IPPOCAMPO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-3495944940321468243?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/3495944940321468243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/il-lavatoio-di-viserba.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3495944940321468243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/3495944940321468243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/05/il-lavatoio-di-viserba.html' title='Il lavatoio di Viserba'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S91J5M9zctI/AAAAAAAAABs/yqj0Q5OAL1o/s72-c/lavatoio.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1949765048843115607.post-8799107368890706002</id><published>2010-04-28T12:05:00.004+02:00</published><updated>2010-04-29T09:42:45.949+02:00</updated><title type='text'>First Post!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9k4aUM7YOI/AAAAAAAAABk/Lbl2DkSGr-Y/s1600/shapeimage2wtmk0000.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="298" src="http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9k4aUM7YOI/AAAAAAAAABk/Lbl2DkSGr-Y/s400/shapeimage2wtmk0000.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-size-adjust: none;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0pt; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: 'Lucida Grande', Arial, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-size: 11px; line-height: normal; white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: 'Lucida Grande', Arial, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-size: 11px; line-height: normal; white-space: pre-wrap;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0pt; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;Oggi è accaduto il miracolo.&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;Per molti sarà banale, per me no, già la mia età è oltre i 50 per cui la tecnologia di un semplice Blog mi sembra una cosa fantastica.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;Nicola ci ha concesso questo spazio. Sarà la prima occasione di incontro prima di elaborare le interviste definitive, gli articoli più raffinati e la raccolta di foto ragionate.&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;Quindi nel frattempo partiamo, sfoghiamoci, scriviamoci...facciamo della nostra quotidianità, ..memoria, anche degli avvenimenti più semplici, apparentemente banali.&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;Per gli ippocampini e per i loro amici, tutti, questo ed altro.&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;Ciao Piero.&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: Times; font-size: medium; line-height: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0pt; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;Questo è il nostro primo Studio di Architettura a Viserba...mitici anni 80!&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;Non eravamo ancora laureati ma eravamo già al lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;Splendidi ricordi...Marco Gianessi (primo da sinistra), non c’è più, il più Grande fra di noi.&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;Pierluigi Sammarini (secondo da sinistra), Marco Gobbi (il terzo), Marino Padovani (a destra).&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style" style="color: #584d4d; font-family: ArialMT, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: 0px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; opacity: 1; padding-bottom: 0pt; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none;"&gt;Chi si ritrova in questa foto dica la sua!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1949765048843115607-8799107368890706002?l=ippocampoviserbablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/feeds/8799107368890706002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/04/first-post.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/8799107368890706002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1949765048843115607/posts/default/8799107368890706002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ippocampoviserbablog.blogspot.com/2010/04/first-post.html' title='First Post!'/><author><name>Ippocampo Viserba</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01124968972522368220</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9gF8r3L0hI/AAAAAAAAAAg/EgN4Jl1RSjw/S220/IppocampoViserbaBanner.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HRXuyWbar14/S9k4aUM7YOI/AAAAAAAAABk/Lbl2DkSGr-Y/s72-c/shapeimage2wtmk0000.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry></feed>
