lunedì 31 maggio 2010

La Fiera della Sostenibilità domenica 30 maggio 2010 Chiesa di San Martino in Riparotta.

Per il 40° ANNIVERSARIO DEL GRUPPO SCOUT DI VISERBA RIMINI 7 -.
di Marzia Mecozzi per Ass.IPPOCAMPOVISERBA


Sostenibilità. La parola chiave per “lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato”

L’ambiente, la sostenibilità, il risparmio energetico, il comportamento etico ed ecologico, sono il messaggio che ha attraversato il quarantesimo anniversario del Gruppo Scout di Viserba Rimini 7.
“Perché il rispetto, la cura per il creato, non siano solo concetti vuoti – ha spiegato il capo Clan Stefano Morolli – ma capacità critica di vivere con responsabilità per essere custodi, non solo fruitori del mondo in cui viviamo…”
Questo anniversario ha voluto rendere omaggio al presente e al futuro attraverso i temi cari ad una modernità controcorrente, consapevole cioè che un agire eco-sostenibile permetterà a coloro che verranno dopo di noi di ereditare un mondo ancora vivibile, ancora ospitale e materno.
Il programma della tre giorni, dal titolo ‘Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato’, si è articolato attraverso tre diversi, importanti, momenti: l’incontro di venerdì con la testimonianza di tre missionari che, nella loro scelta di affiancare gli ultimi, mettono in pratica il più autentico insegnamento di Gesù: Don Aldo, Raffaella Canini, Andrea Pagliarani; con la partecipazione di Michele Dotti, coautore del libro ‘L’Anticasta’ volontario dell’associazione  Mani Tese e membro dell’Associazione Comuni Virtuosi (ovvero quelle Pubbliche Amministrazioni illuminate che operano nel nome della Sostenibilità). Sabato sera si è svolta la cena a ‘chilometro zero’ di raccolta fondi per le tre missioni e infine, domenica 30 maggio, la festa ispirata e dedicata alla custodia del creato, che si è conclusa nella bella atmosfera campestre della Chiesa di San Martino in Riparotta.
Qui, un’interessante Fiera della Sostenibilità è stata non indifferente spunto di riflessione per tutti i convenuti che hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino realtà legate al risparmio energetico e idrico, al riciclo dei materiali di produzione, dai saponi e detersivi biodegradabili e non inquinanti alle calzature di manifattura artigianale, fino ad un modello di turismo alternativo “per una nuova etica del viaggio…” recitano i materiali informativi. Fra gli scout dello storico gruppo nato nel 1969\70, ci sono Patrizia Drudi, Anna Matteoni, Donatella Maltoni, Andrea Semprini, Laura Colonna che con piacere ricordano la strada percorsa insieme fin dal primo sentiero tracciato da Orfeo Benvenuti, Massimo e Maurizio Drudi, Valoris Righi, in quel lontano 1969.
“Siamo nati ufficialmente, come gruppo unico AGeSCI (dalla fusione dei due precedenti: Asci e Gei), – spiega Anna Matteoni - nel Settanta. Era una realtà associativa per giovanissimi molto avanti per quel periodo e per una Viserba ancora piuttosto ‘paesana’ e, pur trattandosi di una proposta nata sotto l’egida della parrocchia, abbiamo dovuto vincere la resistenza di alcuni genitori non avvezzi a concedere tanta libertà ai figli, soprattutto alle figlie… Oggi può far sorridere, ma i primi campeggi, rigorosamente separati, con i maschi a Villagrande e le femmine a Monte Boaggine, ancora non lasciavano indifferenti i benpensanti… sembra ieri, eppure sono già passati quarant’anni!”
Dopo la Santa Messa, celebrata da Don Danilo, il pomeriggio di sole all’ombra del campanile di San Martino ha allietato la conclusione di un evento di spessore e ricco di significativi contenuti.

Viserbella in Festa....ricordando Remo

Dal 1997 c’è una festa a Viserbella che segna l’inizio dell’estate. E’ la nostra festa! Quella a cui i viserbellesi sono più affezionati. Situata fra la chiassosa via litoranea e la ferrovia, la intima Piazza De Calboli, centro ideale del paese, con il suo giardinetto all’italiana e gli zampilli della tondeggiante fontana accoglie “Viserbella in Festa”.  Domenica 30 maggio. In questa occasione la Piazza, a ben dire, viene apparecchiata a festa con tavoli e panche per i commensali e a tutti viene offerto un primo piatto tipico locale, sempre a base di pesce, l’immancabile piadina variamente farcita, bibite a volontà e ciambella con albana! I turisti a fine maggio sono ancora pochi..ma noi del paese ci siamo tutti, per mangiare, ballare, tentare la fortuna alla ruota o alla lotteria, ognuno con la vaga speranza di tornarsene a casa con sottobraccio un salame, o a bordo di una fiammante bicicletta!  Il bello è che ci puoi trovare Don Benito, il parroco, con l’immancabile e simpaticissima Cristina, la perpetua.. I volontari , questa volta a tavola, della Festa invernale della Solidarietà, l’imbianchino, l’elettricista, l’idraulico e tutte le figure tipiche del nostro piccolo paese. Qualche timido tedesco appare fra un Trebbiano ed un Sangiovese, forse alla ricerca di una birra che qui è tassativamente off limits. Patrocinata dal Comitato turistico con l’aiuto di tanti volontari, può contare su cuochi di altissimo livello “rubati” al Centro Velico di Viserbella quali il mitico Bruno. ….
Da due anni a questa parte, putroppo, questa festa ha allungato il suo nome…. “Ricordando Remo” a memoria di Remo Tognacci, uno di noi che troppo presto ci ha lasciati, lui che a questa festa, come a tutte le altre del paese, non aveva mai fatto mancare il suo aiuto insieme alla moglie Wilma,  un concentrato di vitalità che anche quest'anno si è distinta quale cameriera tutto-fare, già al secolo famosa per gli squisitissimi “cassoncini della Wilma”. Così, tutti insieme, come in un rito antico, nell’allegria seppelliamo la tristezza e con un rinnovato sole e tepore dell’aria apriamo una nuova stagione.

Sabrina Ottaviani per Ass.IPPOCAMPOVISERBA

domenica 30 maggio 2010

40 anni di scautismo a Viserba



Se è vero che la vita è una staffetta, un cedere il testimone dopo aver fatto la propria
Parte di gara, venerdì sera mi sono sentita proprio fiera di essere stata all’età di dodici anni  tra quei primi ragazzi del gruppo scout Rimini 7 di Viserba. Per me era il 1971 e quel gruppo, nato nel 1969, a distanza di quarant’anni, ora inizia una tre giorni di festeggiamenti titolando l’evento
‘SE VUOI COLTIVARE LA PACE, CUSTODISCI IL CREATO’
Apre l’incontro di apertura, venerdì sera, Roberto Pagliarani  dando la parola a Don Aldo Fonti  in qualità di direttore dell’ufficio missionario Diocesano perché la serata è tutta una testimonianza di persone che nella partenza extrassociativa, hanno sentito il bisogno di lavorare con gli ultimi del mondo.
Don Aldo ora è parroco della Chiesa di Viserba Mare, ma solo un anno fa era a Caracas, in
Venezuela, ha il doppio passaporto perché ha trascorso lì trentanni della sua vita e mi sembra
di capire da lui come dagli altri intervenuti, che dopo un esperienza missionaria ….. non puoi essere più lo stesso.
Lui mette l’accento sulla necessità di una giusta amministrazione dei doni ricevuti, in una lettura
della realtà secondo i valori del vangelo, nell’impostazione dell’unico futuro possibile, quello della
CONDIVISIONE e non dell’appropriazione di questi doni.
La Raffaella Canini, una ragazza scout che rivedo solo adesso dopo circa ventanni, racconta che ha sentito il bisogno di rispondere ad una’ chiamata di servizio’ e costruisce il suo presente giorno dopo giorno progettandolo in Brasile, dove con suo marito gestisce da anni una casa della Papa Giovanni accogliendo nella sua famiglia dieci bambini.
Ci racconta, con il consenso dell’interessata, una storia stupenda e commovente  di una donna di 51 anni che nell’interesse dei suoi figli ha dimostrato che con il coraggio e la fede,  nell’arco di una vita di stenti condivisa con  ben tre compagni dai quali nascevano bambini e abbandoni, non si è mai arresa e oggi, nella dignità di sentirsi accolta, è diventata un esempio dal quale, dice Raffaella, nascerà un libro.
Andrea Pagliarani, assieme alla moglie Federica, vive da un anno e mezzo in Africa, precisamente nella grossa cintura periferica e degradata del Kenia e fuori dai racconti di violenza, miseria e fame, ci racconta che vivendo con queste  persone, si scopre una gioia e una leggerezza difficili da trovare nelle società opulenti. A testimonianza di ciò ci mostrano delle foto che ne sono la prova.
Prende la parola, da istrione e senza microfono, Michele Dotti raccontandosi in giro per l’Africa da
anni come membro dell’associazione  Mani Tese (ben diciotto viaggi in Burkina Faso, una moglie africana e duefigli) e lui è li a parlare della Tela del Ragno e di altri suoi libri che scrive per promuovere la partecipazione e raccontarci come spendere una vita educando alla pace, al rispetto
del Creato e….alla pazzia di credere che con l’amore tutto è possibile.
Mi piace, piacciono tutte queste persone che con una disarmante freschezza e coraggio, lasciando all’occidente i loro presunti privilegi,  si occupano dei più sfortunati, dicendoci che se le dividessimo meglio, le risorse del mondo basterebbero per tutti.
 Senza sentirsi degli eroi, cercano di “LASCIARE IL MONDO UN PO’ MIGLIORE DI COME L’ABBIAMO TROVATO”
…ma non era anche il motto di Baden Powel.

Nerea gasperoni per Ass.IPPOCAMPOVISERBA